Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Migranti: i diritti devono valere per tutti

Pubblichiamo l’ODG presentato dalla Presidenza del Direttivo Nazionale al termine della conferenza nazionale sui migranti della Filcams Cgil

In un Paese ormai intrappolato nelle discutibili serate del Presidente del Consiglio, in un Paese sordo e muto di fronte all’indecenza, in un Paese in stato di semi-incoscienza di fronte allo scempio della politica, della cultura, l’informazione è urgente ridare voce alle persone che in questo Paese lavorano e credono nella solidarietà, nell’uguaglianza e nella dignità di ogni donna e ogni uomo, indipendentemente dal Paese di origine.
La rivolta dei migranti ha raggiunto nuove altezze: i ragazzi che ci guardano dall’alto di una gru a Brescia e di una torre a Milano non possono lasciarci indifferenti.
Sono gli ultimi in ordine di tempo, ma sappiamo bene che non sono i soli.
La Filcams CGIL condivide le ragioni della loro lotta: è indegno di un paese civile sfruttare il lavoro migrante quando serve e liquidarlo come illegale quando chiede che gli vengano riconosciuti i diritti essenziali.
Non è accettabile che il livello del confronto venga negato, costringendo a forme di protesta così estreme.
Nella nostra missione di rappresentanza e rivendicazione di diritti e dignità per lavoratrici e lavoratori, conosciamo bene i problemi supplementari che coinvolgono donne e uomini di altri paesi: negli appalti, nel turismo, nei settori più frammentati come quello del lavoro domestico e di cura, ma anche nei settori più grandi, come il commercio e la cooperazione, non è più rimandabile la presa di coscienza di un bisogno di rappresentanza e rivendicazione che sia all’altezza della sfida di multiculturalità che ci attende.
Per questo, insieme ai migranti in lotta:
• dopo i fatti di Brescia e Milano, chiediamo che i problemi che riguardano i diritti di cittadinanza non vengano ridotti a mere questioni di ordine pubblico.
• rivendichiamo un intervento immediato in relazione alla drammatica situazione che molte e molti migranti vivono dopo la cosiddetta “sanatoria truffa”: deve essere rilasciato subito il permesso di soggiorno a tutti coloro che vedono pendente la domanda di regolarizzazione, applicando l’art.18 del Testo Unico sull’immigrazione ed estendendolo anche a chi denuncia di essere stato costretto al lavoro nero e irregolare, e annullando quando previsto dalla cosiddetta “Circolare Manganelli” che impedisce la regolarizzazione per chi abbia già avuto un’espulsione.
• chiediamo un intervento legislativo ampio e articolato: le quote annuali del decreto flussi si sono dimostrate uno strumento inefficace di governo degli ingressi regolari di lavoratori immigrati, nonostante l’accertata indispensabilità del loro contributo al finanziamento del nostro sistema di welfare. Ciò ha favorito i trafficanti e gli ingressi illegali. Il decreto flussi è stato inoltre utilizzato dai datori di lavoro per regolarizzare i lavoratori impiegati in nero.
L’esigenza di razionalità nel governo della crisi – e dei flussi migratori nella crisi – dovrà portare necessariamente alla revisione della legge sull’immigrazione.
• Chiediamo al Governo e alle autorità competenti di aprire un tavolo di confronto finalizzato ad un provvedimento di prolungamento dei permessi di soggiorno per coloro che hanno perso il lavoro ed a superare la situazione di diffusa irregolarità e sfruttamento del lavoro nero attraverso una sanatoria generalizzata.
• Invitiamo tutte le delegate e i delegati, tutte le strutture e tutte le realtà territoriali a condividere l’impegno antirazzista, a mobilitarsi per sostenere questa lotta e per diffondere una rinnovata cultura della solidarietà, rilanciando il tema del diritto di voto e di cittadinanza per i figli dei migranti e ricercando alleanze e sostegno anche da parte del mondo dell’associazionismo.
Per sostenere questa Lotta, la Filcams CGIL costituirà formalmente nei prossimi giorni il Coordinamento Migranti e si impegnerà per la riuscita della Manifestazione della CGIL del 27 novembre 2010, facendo in modo che le ragioni e le richieste di lavoratrici e lavoratori migranti vengano assunte e rese visibili.
Il coordinamento Migranti della Filcams CGIL, una volta costituito, allargherà la discussione all’intera categoria, anche in relazione alla grande giornata di mobilitazione nazionale per i diritti delle e dei migranti prevista il 1 marzo 2011.

Approvato all’unanimità

Roma 26 novembre 2010

29 novembre 2010 Posted by | Immigrazione, Internazionale | , , , , , | 2 commenti

A proposito di contributi….

Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione dell’associazione “EL PUERTO” sulla questione dei contributi provinciali all’emigrazione trentina.
La Filcams Cgil del Trentino

Come Associazione “EL PUERTO” che segue e partecipa sensibilizzando la popolazione Trentina sulla causa delle tragedie che subiscono le popolazioni Indigene in Argentina con particolare riguardo quelle della provincia del Chaco argentina, ci sembra necessario intervenire sulla la “polemica” nata in merito al contributo concesso dell’assessorato alla Solidarietà Internazionale, al caseificio in territorio siriano promosso da un monastero locale per produrre formaggio di capra.
Lo facciamo perché non condividiamo molto questa polemica in quanto si critica questo contributo guardando solo un lato della medaglia e mettendo in secondo piano la valutazione effettuata sulla validità del progetto finanziato; progetto che tiene conto di dare riposta a un bisogno partito dal basso, dalla necessità che hanno i pastori locali per potere migliorare la qualità della loro produzione artigianale di latte. Con questo progetto si darà un forte e positivo impulso alla loro sussistenza e la  produzione di formaggi di qualità potrà dare valore aggiunto e diventare in quella  zona  desertica un motore di sviluppo.
Questa premessa la facciamo perché ci sembra strano che si sia voluto fare una critiche alle modalità con cui è stato assegnato questo contributo, quando proprio per il rapporto di stima e di fiducia che l’Assessore Li a Beltrami Giovannazzi aveva con il referente del progetto in Siria, ci si trova di fronte alla garanzia automatica che il progetto è serio e porterà a casa ottimi risultati ,E come mai un tutte le passate legislazioni non si è mai voluto accendere il riflettore sui molti progetti finanziati agli amici degli assessori e dei politici fidandosi delle valutazioni fatte da terzi?
Noi da anni abbiamo denunciato, dimostrando ed esempio, con datti alla mano, il fallimento dell’investimento dei progetti di cooperazione sul macello caprino finanziato negli anni passati nel nord dell’Argentina nella provincia del Chaco.pero nessuno ho meglio in pochi ci sono stati cosi pronti come adesso a sostenere la nostra denuncia????
E come mai in tutti quegli anni in cui, sempre grazie all’intervento dello stesso assessorato pero di la legislatura scorsa alla Cooperazione Internazionale si inviavano MILIONI DI EURO (e non solo cento mila come in questo caso) che sono stati investiti con risultati fallimentari, nessuno si è fatto sentite ho meglio in pochi ci sono stati cosi pronti come adesso a sostenere la nostra denuncia????
ci fa piacere prendere atto che tra la popolazione trentina qualcuno comincia ad interessarsi di come si investono i soldi pubblici destinati ai progetti di cooperazione.  Pero crediamo che la critica si debba eventualmente fare in merito alla validità del progetto (che in questo caso però c’è)secondo la riposta data del assessore al giornale.
L’esperienza del progetto del macello caprino fatto nel Chaco per tramite dell’Associazione Trentini nel mondo ci deve insegnare che i soldi non vanno sprecati ed è meglio finanziare 10 progetti come quello in Siria che non uno come quello nel Chaco.
Noi come associazione possiamo intervenire in questa polemica perché nonostante i milioni di Euro destinati all’Argentina, NON abbiamo mai avuto la possibilità  che l’assessorato finanziasse un progetto a favore delle comunità indigene del Chaco…
In questo momento stiamo autofinanziando una piccole micro azioni a favore di una scuola situata nella località di “Pozzo de La Gringa” a Miraflores nel nord della regione del Chaco; una scuola primaria  che mira a potersi dotare delle strutture necessarie per attivare corsi secondari di formazione con anche laboratori di allevamento di capre e produzione di ortaggi.
Questo progetto, come quello contestato all’assessore Beltrami, è un progetto nato dal basso che speriamo dovrebbe permette a questa popolazione di avere autosostetamento e rilancio di un modello di sviluppo che contribuirà a fermare il genocidio etnico di cui le comunità indigene sono vittima da 500 anni.
Invitiamo chi ha iniziato la polemica, a fare una critica costruttiva che miri non a demolire quelle poche azioni positive che vengono fatte, ma a stimolare una maggior condivisione delle strategie e del modo di pianificare questi investimenti. Vuol dire anche chiedere all’assessorato di organizzare una conferenza  sulla cooperazione che permetta a tutte le associazioni interessate ed alla società trentina di poter analizzare e discutere su quali sono stati i risultati dei progetti finanziati sino ad oggi della cooperazione trentina per poter partire dagli errori fatti e mirare a raddrizzare il tiro per il futuro.
Di sicuro possiamo dire ce la scelte di finanziare progetti che nascono del basso, dai bisogni della gente come è il caso del progetto finanziato in Siria, ci trova d’accordo e non ci interessa se chi si è attivato per realizzarlo è amico o no dell’assessore, ma ci interessa il risultato.
Non siamo d’accordo, come abbiamo manifestato da  tempo, di finanziare progetti faraonici con i soldi della cooperazione, con la scusa che si vanno a migliorare le condizione di vita de nostri emigranti trentini; e questo lo possiamo dire con i dati alla mano e con le testimonianze dirette di chi ha potuto verificare di persona le cose nei luoghi da noi scelti per fare cooperazione. Lo possono testimoniare le persone che negli scorsi anni hanno fatto parte dei nostri viaggi di turismo responsabile denominati “camino indigeno“, viaggi che organizziamo tutti gli anni… (info su http://www.trentinosolidale.it \associazioni \95el puerto).
Crediamo che sia giusto che in tempi di crisi si debba essere attentissimi su come si spendiamo le risorse finanziarie pubbliche, pero è proprio in tempo di crisi che la solidarietà altrui , deve essere portata avanti con più determinazione e partecipazione,  senza perdersi a questionare  sul fatto che chi gestisce il progetto è conosciuto o no dall’assessore in carica in quel momento, ma indagando e vigilando sulla bontà e sulla garanzia di continuità dell’opera che verrà realizzata.
Stiamo parlando della sopravvivenza di popolazioni che rischiano la loro sopravvivenza……
Non vogliamo permettere che si apra una “guerra fra poveri” e per i poveri, ma partiamo da questa situazione e da questa critica per interrogarci sul modello di cooperazione che vogliamo sostenere e sono sicuro che anche le istituzioni politiche sapranno attivarsi per darci una riposta positiva; questa esperienza la stiamo gia vivendo come comunità di immigranti, con il piano di convivenza attuato proprio dall’assessore Lia Giovannazzi Beltrami.

Per Associazione di promozione sociale “El Puerto

Elvio Omar Serra

Trento, 3 giugno 2010

7 giugno 2010 Posted by | Immigrazione, Internazionale | , , , , , , , | Lascia un commento

Fermiamo la violenza di israele

Il sanguinoso raid israeliano contro le navi che trasportavano aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza è l’ennesima dimostrazione che il diritto internazionale non trova applicazione nei confronti dello Stato di Israele che continua nella sua campagna di “sterminio” del popolo Palestinese in barba alle risoluzioni dell’ONU, delle leggi internazionali e del diritto ad una patri del popolo di Palestina.
In nome della sua “sicurezza” Israele nega il diritto alla via di milioni di uomini, donne, e bambini che hanno solo la colpa di essere nati e di voler vivere in Palestina.
il blocco di Gaza, dove due terzi delle famiglie rischiano l’emergenza alimentare, è una violenza ingiustificata che non trova nessuna motivazione se non nell’odio che ormai il governo di Israele ha nei confronti del governo palestinese.
Un odio che si nutre sul sangue degli innocenti e di quanti lottano per portare la pace in quelle terre martoriate da una cieca violenza del governo di Israele. Una violenza che non può essere giustificata dal “diritto alla difesa” a cui ormai , salvo Frattini, nessuno crede.
Come Filcams Cgil del Trentino ci uniamo alla condanna, senza se e senza ma, di questo ennesimo atto di violenza nei confronti del polpolo palestinese con l’attacco alla Freedom Flottilla, a quanti chiedono allo Stato d’Israele di togliere il blocco su Gaza e l’apertura di un’inchiesta internazionale sul raid dei giorni scrsi.
Riportiamo una dichiarazione rilasciata a IL MANIFESTO (2-6-10) da parte di Giorgio Agamben “Molti ricordano i versi della poesia «Fuga di morte» in cui Paul Celan evocava nel 1952 lo sterminio degli ebrei: «La morte è un maestro dalla Germania / ti colpisce con palle di piombo e ti colpisce preciso». È triste per chi, come me, è legato alla cultura ebraica, dover dire che oggi «La morte è un maestro da Israele». Ed è tanto più triste, perché i soldati che hanno attaccato le navi dei pacifisti non soltanto hanno agito come pirati in acque internazionali, ma soprattutto hanno agito come guardiani del Lager in cui Israele ha trasformato la Palestina.”
L’associazione Avaaz, ha organizzato una raccolta di firme per una petizione che chiede un’inchiesta internazionale imparziale sull’assalto, la punizione dei responsabili e la rimozione immediata del blocco di Gaza.
Noi abbiamo aderito e tu?Per firmare la petizione e inoltra il messaggio a tutti quelli che conosci:  http://www.avaaz.org/it/gaza_flotilla/?vl

Ezio Casagranda

Trento, 4 giugno 2010

4 giugno 2010 Posted by | Internazionale, Politica | , , , , , , , , | Lascia un commento

Paraquay: I silenzi della PAT

Di seguito riportiamo quanto pubblicato dalla stampa del Paraguay riguardo all’inchiesta nei confronti di Ciro Russo nella regione.

“La Magistratura in Paraguay ha deciso che Ciro Russo non può lasciare il Paese.
Ciro Vicenzo Russo, coordinatore dei progetti finanziati dalla Provincia Autonoma di Trento in Sud America, ha dovuto fissare domicilio nel territorio del Paraguay e e ha dovuto pagare una cauzione di 300 milioni di guaraní (circa 65 mila dollari) della quale si ha fatto carico il suo avvocato. Il magistrato paraguaiano Alcides Corbetta ha deciso di revocare la prigione preventiva di Russo per produzione di documenti falsi contro l’ex consultrice trentina nel Paraguay, Elisabetta Deavi. Russo aveva proposto come garanzia (cauzione) la fabbrica di riciclaggio di plastica che la “Trentini nel mondo” ha a Luque, ma siccome questa non è a suo nome ma a quello dell’associazione, il magistrato ha acettato la garanzia del suo avvocato. Russo dovrà presentarsi tra 1 al 10 di ogni mese davanti alla Segreteria del Tribunale paraguaiano, non potrà usicre dal Paese senza autorizzazione scritta dal magistrato, e ha il divieto di prendere contatto con gli agli altri imputati in questo processo (Virgilio Antonio Vázquez, anche lui in libertà condizionale, e Aníbal Cenas Beltrán, latitante della Giustizia paraguaiana) e non potrà prendere contatti con i soci dei Circoli trentini nel Paraguay né con la sig.ra Deavi. Per questa causa, i finanziamenti della Provincia .Autonoma di Trento per le attività sia dei progetti che dei Circoli trentini paraguaiani sono stati sospesi.”

Da noi, amici del sudamerica, che da anni stiamo attendendo risposte alle nostre domande di trasparenza su come vengono gestiti e utilizzati i contributi della Provincia solo alcune brevi considerazioni:
Queste sono notizie che ci giungono dal Paraguay e non dalle fonti ufficiali della PAT o dell’ufficio provinciale dell’emigrazione nonostante che queste denunce riguardino direttamente le modalità e le finalità dell’utilizzo di questi contributi della Provincia.
Infatti, su questo versante il sito della Provincia Autonoma di Trento rimane drammaticamente e spudoratamente MUTO.
Ancora una volta la trasparenza, tanto invocata dal presidente Dellai, è solo polvere negli occhi di tanti onesti cittadini che chiedono chiarezza su come vengono utilizzati i contributi della provincia in america latina.
Possimo constatare che la legge bavaglio sulle intercettazioni ha già trovato, per i fatti che riguardano i controbuti della PAT in sud America ed in particolare nel Chaco argentino e nel Paraguay, piena applicazione nel Trentino dui Dellai
.
Ezio Casagranda

Trento, 3 giugno 2010

FOTO: Ciro Vicenzo Russo (dietro a sinistra) durante la sua deposizione avanti il magistrato Alcides Corbeta

3 giugno 2010 Posted by | Immigrazione, Internazionale | , , , , , , , , | 5 commenti

Mandato d’arresto per Ciro Russo

E’ rimbalzata anche sulla stampa locale la notizia del mandato di arresto di Ciro Russo da parte della magistratura paraguaiana con l’accusa di aver falsificato delle firme che chiedevano l’allontanamento della consultore Elisabetta Deavi.
Non entro nel merito della denuncia da parte della magistratura del Paraguay e dei suoi risvolti giuridici ma voglio soffermarmi sui suoi risvolti morali e politici di questa vicenda che va aggiunta ai problemi dei lavoratori della fabbrica di riciclaggio della plastica di Luche. Un esempio di come con i soldi stanziati dalla provincia si sottopagavano i lavoratori e come il responsabile (Ciro Risso) sulla stampa di oggi usi gli stessi argomenti dei vecchi padroni delle ferriere per denigrare chi chiede e rivendica i propri diritti. Si i propri diritti e non beneficenza o concessioni da parte dei vari principi o vassalli all’estero.
Non è sufficiente dare solidarietà a Ciro se non si affrontano le questioni vere che emergono da questa vicenda: Il bisogno di trasparenza, la gestione degli stanziamenti per l’emigrazione trentina e la cooperazione internazionale.
Da questa vicenda, dove le notizie o non arrivano o sono frammentarie emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di conoscere tutti i risvolti, partendo dai finanziamenti e dal loro impiego. Il presidente Dellai deve intervenire con i necessari chiarimenti a tutela dell’Istituzione Provincia chiamata in causa dalle vicissitudini di Russo e quindi garantire l’indispensabile trasparenza su quanto fatto dalla PAT, pubblicando su Internet, tutti i dati: l’ammontare dei finanziamenti in Argentina, il loro utilizzo, i bilanci contabili e le ricadute economiche che sociali degli interventi finanziati.
Una richiesta di trasparenza sui finanziamenti nella regione del Chaco Argentino, in Paraguay, ecc. dove ci risulta che, non solo siano presenti sperperi ingiustificati, ma che le ricadute sul territorio sono quasi inesistenti. Vogliamo trasparenza anche per i lavoratori della fabbrica di riciclaggio della plastica di Luche in Paraguay. Fabbrica costruita con i contributi della PAT, e dove ci risulta che i lavoratori siano stati pagati con un salario inferiore ai minimi di legge e poi licenziati solo perché chiedevano i loro diritti.
Quanti fatti, comrpesa la vicenda giudiziaria di Ciro Russo raffroza la richiesta di quanti chiedono un approccio diverso ai problemi dell’emigrazione e della cooperazione internazionale, superando una situazione che con l’imposizione di una sola associazione per gli aiuti agli emigrati ha trasformato l’ATM da organizzazione di volontariato a braccio operativo della provincia. Una scelta che apre una grave ferita democratica e nel pluralismo culturale e associativo trentino.
Finanziare progetti faraonici e calati dall’alto ha generato sprechi, diseconomie e qualche problema con la giustizia. Quindi bisogna lavorare per costruire una rete di interventi capaci di coinvolgere la popolazione locale.
Da mesi come associazione “Amici del Sudamerica” abbiamo volantinato in città chiedendo trasparenza sui finanziamenti nel Chaco e nell’America del sud senza avere risposte da parte di Dellai.
Adesso davanti all’inchiesta della magistratura del Paraguay ci domandiamo se il presidente della PAT continuerà a mantenere un atteggiamento di colpevole chiusura o si deciderà a rendere accessibili a tutti, tramite internet, quanto stanziato dalla provincia in materia di emigrazione e cooperazione internazionale con i relativi documenti contabili.
Come cittadino trentino che paga le tasse attendo una risposta da parte di Dellai.


Ezio Casagranda “Amici del Sudamerica”.


Trento 24 marzo 2010

25 marzo 2010 Posted by | Internazionale | , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti