Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Morire sul lavoro

RIPUBBLICHIAMO A 4 ANNI DI DISTANZA UNO SCRITTO DELLA COMPAGNA FIORENZA ADDIVINOLA SULLE MORTI SUL LAVORO E I RELATIVI COMMENTI DELL’EPOCA. GLI ACCADIMENTI DI QUESTI GIORNI LO RENDONO DI STRINGENTE E DRAMMATICA ATTUALITA’. E’ INCREDIBILE COME IN QUESTO ARCO DI TEMPO SIA RIMASTA INALTERATA L’INERZIA DI GOVERNI, LEGISLATORI E PADRONATO SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

Ma in quanti dobbiamo morire prima che si faccia qualcosa?
Non è ora di fermare le stragi sul posto di lavoro, dobbiamo aspettare che Montezemolo dica che siamo così fannulloni da morire piuttosto che lavorare?
Perchè finirà come sempre che la colpa è di chi lavora, perchè i padroni ci hanno spiegato che “noi dobbiamo rispettare la 626”, chè se non la rispettiamo loro ci possono licenziare per giusta causa, chè se noi siamo sbadati, se andiamo di fretta, se usiamo utensili non idonei, se usiamo macchine non manutenute, se siamo stanchi i padroni non sono responsabili.
Le aziende non sono mai responsabili di nulla.
Le aziende possono usare il cuneo fiscale per trasferire le fabbriche altrove e nessuno le obbliga ad impiegare i soldi che ricevono dallo Stato, e quindi da noi lavoratori che paghiamo per poter lavorare, per mettere in sicurezza gli impianti ed i cantieri.
Sono disgustata, non una edizione straordinaria, un comunicato della cgil nazionale, uno sciopero generale. Ha ancora senso fare rappresentanza sindacale se non riusciamo nemmeno ad indignarci per tutti questi morti?
Fiorenza Addivinola, rsu Consorzio Interregionale Coop. Consumo Anzola E.
8 dicembre 2007

27 novembre 2011 Posted by | Articoli delegati | 4 commenti

Manovra da shock economy

Riceviamo da Ezio Casagranda una lettera, che pubblichiamo volentieri, inviata ai giornali dove svolge alcune riflessioni sulla manovra economica del Governo Berlusconi.
La redazione del Blog.

Gentile Direttore, chiedo la sua ospitalità per riprendere un ragionamento sulla manovra economica da 70 miliardi varata dal Governo in tempi record a metà luglio.
Edoardo Benuzzi nella sua lettera del 26 luglio nel confutare quando sostenuto dal sottoscritto rispetto al ruolo del Presidente Napolitano afferma che: Egli si è adoperato per il “male minore” o per la “riduzione del danno”.
Prima di riprendere il ragionamento sulla manovra mi permetto di richiamare alcuni dati su cosa è successo in questi ultimi mesi sul versante dei prezzi: la benzina è salita del 15%, il gasolio del 18% mentre i prezzi degli alimentari sono schizzati alle stelle, grana (+23%), zucchero (+20%) farina (+18%) e via aumentando Secondo le associazioni dei consumatori solo questi aumenti porteranno un aggravio per le famiglie di circa 500 euro annui (che per molte lavoratrici nei settori del pulimento e dei servizi si tratta di una mensilità intera).
Ora, la cosiddetta politica della “riduzione del danno” si abbatte come una mannaia su queste realtà, già provate da questi aumenti, con una manovra tutta incentrata su: tagli allo Stato sociale, tagli ai trasferimenti ai comuni, riduzione delle detrazioni fiscali, per i figli, gli asili, e la scuola, (-20%), si tagliano le pensioni e si innalza l’età pensionabile mentre la disoccupazione giovanile è ormai al 30%, si privatizzano i servizi e si”obbligano” i comuni a svendere il patrimonio pubblico.
Nei prossimi anni aumenteranno accise e tariffe, si procederà alla privatizzazione dei servizi sociali (scuola, sanità, ecc) ed alla svendita delle proprietà demaniali. Se a tutto questo si aggiunge che in questi ultimi 15 anni abbiamo assistito ad un trasferimento di ricchezza dai salari ai profitti di oltre 10 punti di PIL oltre che di macelleria sociale possiamo parlare di vero e proprio “esproprio capitalistico”. Questo sempre nella logica della “riduzione del danno”.
Una macelleria sociale e di classe che però si è ben guardata dall’intaccare le gradi ricchezze ed i grandi patrimoni, sia immobiliari che speculativi. Una manovra che non ha tagliato le spese militari (sono davvero indispensabili gli F135 che costano decine di miliardi?), gli stanziamenti per le opere inutili come il ponte sullo stretto o la TAV, non ha intaccato l’evasione fiscale e contributiva, non ha tassato, come chiedeva anche la Cgil, i grandi patrimoni. Nessuna scelta di riduzione dei costi delle Caste politiche e finanziarie, nessun taglio ai “costi della politica”. Le provincie non sono state cancellate, rimane in piedi un sistema della moltiplicazione dei consigli di amministrazione con costi enormi in termini di spesa, ecc .
In nome dell’emergenza (peraltro tutta da dimostrare) l’opposizione parlamentare e quella sociale non hanno avuto il coraggio, (o non hanno voluto?), chiamare il Governo alle sue responsabilità e battersi per una manovra più equa, più giusta e più solidale.
E caro Benuzzi, sul terreno dell’equità non c’entra niente l’emergenza ma solo le scelta di politica economica tipiche di questo governo di destra. Si è utilizzata ed in parte strumentalizzata (una specie di shock economy) la minaccia speculativa per affermare una scelta di classe ed antisociale. Non è casuale che questo Parlamento, con la stessa celerità con cui ha approvato la macelleria sociale, a gennaio di quest’anno si sia regalato, un aumento di 1.135,00 euro mensili.
Naturalmente il tutto per “ridurre il danno” e nel nome del “male minore” .

Ezio Casagranda

Trento, 27 luglio 2011

27 luglio 2011 Posted by | Articoli delegati | , , , , , | 2 commenti

Rottamatore o Rovinatore ?

IL SINDACO DI FIRENZE, NOTO ROTTAMATORE, HA DECISO DI FAR APRIRE I NEGOZI DELLA CITTA’  PER IL GIORNO DEL 1 MAGGIO 2011.

Forse Matteo Renzi non sa che il primo maggio è festa e festa del lavoro , da origini nobili; si dirà che anche altri lavoratori lavorano la domenica e il primo maggio, ma forse non sapete che i lavoratori del commercio spesso lavorano ,come si dice, a turno spezzato cioè mattina e pomeriggio, mentre tutti gli altri lavoratori lavorano a turni secchi e quindi hanno molte mezze giornate di riposo, ile lavoratrici del commercio hanno una sola giornata di riposo e quindi il lavoro domenicale per queste donne, perché in maggioranza sono donne, il lavoro si assomma al lavoro domestico l’assistenza ai figli , mariti, genitori, nonni.
Poi far lavorare il primo maggio ,festa del lavoro, significa non fare una cosa moderna ma una vigliaccata alle commesse, per esempio di Coin, che lavorano praticamente tutte le domeniche dell’anno e pensavano perlomeno il primo maggio di non lavorare .Caro Matteo Renzi non ti eleggono certo i sindacalisti ma molti lavoratori del commercio si e sapranno valutare bene chi è un vero innovatore e chi si spaccia per rinnovatore della politica e si comporta come un sevo dei padroni del vapore che vogliono aprire i negozi anche la notte per i consumatori che non sanno come arrivare a fine mese.

Un fiorentino a Trento

Trento, 3 maggio 2011

3 maggio 2011 Posted by | Articoli delegati | , , , , , | 2 commenti

Marchionne sbarca nel commercio

Riceviamo questo contributo della RSU del gruppo SME che volentieri pubblichiamo.
La Filcams Cgil del Trentino

Se qualcuno, anche in Filcams, si fosse illuso che il progetto di Marchionne fosse diretto prevalentemente contro la Fiom e il suo irriducibile gruppo dirigente, lasciando sostanzialmente intatta l’inossidabile gestione unitaria delle tre Confederazioni della nostra Categoria, è stato clamorosamente smentito. L’ennesimo «contratto separato», quello nostro, quello del Commercio, è stato firmato nel pomeriggio del 26 febbraio, da Uiltucs, Fisascat-Cisl e Confcommercio. Mentre la Filcams-Cgil – che pure in questo settore non ha fama di “antagonismo” – non ha firmato. Il CCNL siglato da Cisl e Uil del settore, è assai peggiore di quello subito dai metalmeccanici, il che ci fa dire che Marchionne è arrivato anche nel Commercio.
Questa è la realtà che il gruppo dirigente che guida questa categoria non può più nascondere. E siccome la linea uscita dall’ultimo Congresso si è letteralmente infranta su questa dura realtà, sarebbe auspicabile una riflessione vera nei Direttivi e fra le RSU/RSA del settore in grado di produrre un azione di fondo orientata ad una linea alternativa a quella congressuale da costruire a partire dalla nostra realtà territoriale, che punti a ricostruire ciò che in questi lunghi anni è stato cancellato dalla burocratizzazione del sindacato: il protagonismo dei lavoratori sulle scelte e sulla vita sindacale.
Oggi siamo in una fase politica e sociale “costituente” . Dopo 30 anni in cui c’è stato il continuo arretramento delle condizioni materiali dei lavoratori oggi siamo alla resa dei conti finale. Marchionne è questo. Marchionne è per il mondo del lavoro ciò che il governo greco, commissariato dal Fondo Monetario, è stato per i lavoratori greci. E’ lo stesso progetto. Qui in Italia non sono partiti con un progetto immediato e generale come è stato per la Grecia, sono partiti con gli attacchi al Pubblico, quello di Brunetta e della Gelmini, e poi è venuto Marchionne per il privato. Ma il modello è lo stesso: la crisi la devono pagare tutta i lavoratori, rinunciando anche a quel poco che era rimasto. Questo è l’attacco finale. Venendo al merito dell’Accordo sottoscritto, esso assume in toto, anche formalmente, l’accordo separato del 22 gennaio 2009 relativo al modello contrattuale (indice IPCA depurato per la dinamica salariale, larga derogabilità al CCNL, dunque sua vanificazione come strumento di tutela e di uguaglianza dei diritti e delle tutele) e il famigerato “collegato lavoro” (Legge 183/2011 su arbitrato e certificazione). Altra clausola incredibile è quella con cui le aziende (con l’avallo dei sindacati complici) si autoesonerano dal versamento dei contributi INPS relativi alla malattia, attraverso il pagamento diretto da parte delle aziende ed il peggioramento dell’attuale normativa sul pagamento dei primi tre giorni di malattia (si tratta di una misura che inizia a sostanziare il cosiddetto “welfare contrattuale”, cioè l’esercizio, attraverso organismi bilaterali, di servizi gestiti fino ieri dallo Stato [sociale], mediante il progressivo inserimento nei CCNL di forme assicurative, gestite per l’appunto da padroni e sindacati [Enti Bilaterali] che hanno l’obiettivo di coprire le progressive spese per l’assistenza sanitaria in via di privatizzazione, cosicché tra qualche anno i lavoratori siano posti nella condizione di dover pagarsi la malattia e, magari, le donne la maternità).
La contrattazione di secondo livello è sostanzialmente finalizzata alle deroghe del CCNL, trasformandola dunque in uno strumento di maggior favore verso i padroni. Si prevedono maggiori esborsi a carico dei lavoratori e delle aziende (ma anche questi “esborsi delle aziende” alla fine gravano sulle spalle dei lavoratori) per il finanziamento degli Enti Bilaterali (Fondo Est per la sanità integrativa, Fondo Fonte previdenziale integrativo, Fondo Forte per la formazione). Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil annunciano una consultazione che si svolgerà durante il mese di marzo, senza specificarne modalità e regole. Ma si tratta della solita consultazione dall’esito scritto in anticipo, dato che per la Cisl e gli altri sindacati complici, la consultazione democratica dei lavoratori sugli accordi e sui ccnl non è prevista.
Il vertice della Filcams-Cgil, dal canto suo, come estremo tentativo di mantenere un quadro unitario, chiede di partecipare a tale consultazione e preannuncia di ritenersi vincolato ai suoi esiti, ma, anche dalle dichiarazioni del segretario nazionale, Franco Martini, non è chiaro quali siano i vincoli che vengono richiesti agli altri partner sindacali. Ora tocca alle strutture territoriali della Filcams, alla RSU in tutti i luoghi di lavoro organizzare UNA VERA MOBILITAZIONE dei lavoratori. Mentre, come RSU militanti, a tutti i lavoratori della nostra categoria ci sentiamo di dire a tutti i lavoratori e le lavoratrici che siamo alla stretta finale o emerge la forza enorme del lavoro, o vince la forza del padrone.

RSU Gruppo SME

Padova, 8 marzo 2011

7 marzo 2011 Posted by | Articoli delegati | , , , , , , , , , | 1 commento

Sciopero generale, se non ora quando?

Lettera aperta a Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL

Siamo delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori, dirigenti sindacali, studentesse e studenti pensionate e pensionati, cittadine e cittadini.
Come massimo dirigente della più grande organizzazione sindacale di questo Paese, hai una grande responsabilità. Senza la mobilitazione della Cgil non vi è alcuna speranza di fermare l’ormai dilagante arroganza di una destra politica e sociale, che vuole imporre un modello di società senza valori e nel contempo autoritaria.
Se le leggi sembrano non avere più valore per il presidente del Consiglio, non meno arrogante e ricattatorio appare l’azione dei padroni nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Non crediamo che serva elencare a te soprusi e vessazioni che si subisce quando si entra in un luogo di lavoro.
In poco più di due anni Berlusconi con Montezemolo ieri e Marcegaglia oggi hanno cancellato un pezzo importante delle conquiste del movimento dei lavoratori.
E’ venuto il momento di mettere in campo tutte le forze di cui siamo capaci. Non è più tempo dell’attesa o dei tatticismi.
Dopo l’accordo separato sul modello contrattuale, dopo la privatizzazione dell’acqua, dopo il contratto separato dei metalmeccanici, dopo il diritto negato al rinnovo delle RSU nella Pubblica Amministrazione, dopo gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, dopo l’aumento dell’età pensionabile, dopo il collegato lavoro, dopo la decisione di Federmeccanica di cancellare il contratto nazionale, dopo il taglio dei servizi pubblici, dopo la controriforma Gelmini della scuola, dopo l’accordo separato per i lavoratori pubblici, dopo la costante perdita del potere d’acquisto, dopo l’aumento della disoccupazione con il 30% dei giovani senza lavoro, dopo che nel 2010 i lavoratori hanno subito 1,2 miliardi di ore di cassa integrazione, dopo che gli studenti hanno chiesto di estendere le lotte, ti chiediamo di operare per l’unificazione delle mobilitazioni, di organizzare un ampio movimento di lotta sino a giungere alla proclamazione dello sciopero generale contro Governo e Padroni, per dimostrare che nonostante tutto

NON ABBIAMO PERSO LA VOLONTA’ E LA SPERANZA DI CAMBIARE QUESTO PAESE. SE NON ORA QUANDO?

PER CHI VUOLE SOTTOSCRIVERE PUO’ FARLO SUL SITO direttamente a http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=sci0per0 oppure a http://www.petizionepubblica.it e cercare APPELLO-SCIOPERO GENERALE SE NON ORA QUANDO

Trento, 18 febbraio 2011

18 febbraio 2011 Posted by | Articoli delegati | , , , , , , | 8 commenti