Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

CHE SIA SOLO UN INIZIO!

Lo sciopero di oggi non può essere di certo la risposta necessaria e simmetrica alla violenza con cui questo governo si appresta a spremere i ceti deboli del paese. Non può altrettanto certamente esaurire le “munizioni” a disposizione delle organizzazioni sindacali per contrastare il disegno delle tecnocrazie europee.
Non è sufficiente una fermata di 3 ore per soddisfare la nostra voglia di capire, per vincere il nostro scetticismo, per riconoscere l’adeguatezza dei “timonieri”. E’ di buon auspicio, questo si. Certo, si tratta di dirigenti arrugginiti, gente che ai luoghi di lavoro e alla piazza ha preferito le stanze ovattate di un governo “maccartista” , persone sicuramente non a loro agio nelle fasi di acuto conflitto sociale, che radicalizzano la loro posizione solo grazie alla pressione degli eventi, dei propri iscritti, della CGIL; gente che si riposiziona per timore di perdere posizioni.
Però questo non può esimerci dal mettere a valore una convergenza che alla lunga potrebbe risultare decisiva, se ben diretta, per il semplice fatto che dopo aver tenuto divisi i lavoratori per tanto tempo, oggi li rimette in connessione, creando le basi per un’autentica risposta di massa alle politiche liberiste che indistintamente vengono propinate.
Non si può trascurare il fatto che due organizzazioni su tre sono uscite oggi dalla naftalina., che si sono date una scrollata dopo anni di collateralismo governista e filopadronale.
Si dirà che se fosse successo prima non sarebbe stata una brutta cosa.
Pensiamo per un attimo a cosa sarebbe successo se la CGIL non avesse suonato il campanello d’allarme mentre Bonanni e Angeletti tubavano teneramente e improvvidamente con il governo Berlusconi e con la Marcegaglia.
Proviamo a riflettere dove saremmo oggi se, pur con tutti i limiti di comunicazione, pur con il passo incerto della compagna Camusso che qualche svarione lo ha compiuto, non fossimo scesi in piazza due volte in quattro mesi a lottare contro le stesse politiche che oggi il governo Monti cerca di rifilarci.
Proprio all’indomani del 6 settembre avevamo salutato con piacere la presenza massiccia di lavoratori di CISL e UIL che, disobbedendo alle indicazioni dei loro miopi dirigenti, avevano ingrossato le fila dei cortei CGIL in tutta Italia, Trentino compreso. Anche grazie a loro, anche grazie alla loro tenacia i loro improbabili e inadeguati dirigenti si sono svegliati dal lungo letargo o hanno iniziato a smaltire la sbornia presa bevendo i distillati del ministro Sacconi.
E ora? Considerata la risposta generosa e massiccia dei lavoratori, nessun dubbio sul fatto che ora bisogna aumentare il dosaggio, iniziare un autentico assedio al palazzo, ad un governo che deve rimettere mano alla manovra, che deve cambiare registro e indirizzare la sua insopportabile attenzione verso chi da troppo non paga, verso chi non ha mai pagato, verso chi evade, elude.
Senza sconti e senza guardare in faccia nessuno. Non ci sfugge che questo governo oggi abbia un’ampia base parlamentare che include la quasi totalità del parlamento, non ci sfugge che tutto oggi congiura contro la classe operaia, ma non ci condiziona perchè siamo consapevoli di essere dalla parte della ragione e siamo consapevoli che quando i lavoratori si mettono in marcia convinti dei propri mezzi, le cose possono cambiare davvero.
luigi bozzato

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12 dicembre 2011 - Posted by | Sindacato

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