Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Risposta a Maurizio Scarpa

Caro Maurizio, solo oggi, rientrato dalle ferie ho letto la tua lettera inviata al compagno Cremaschi (la lettera e la risposta di Cremaschi sono reperibili sul sito della rete 28 aprile) dove, in materia di competenze degli Enti Bilaterali, citi in negativo la Filcams di Trento e indirettamente il sottoscritto in qualità di presidente, da tre mesi, dell’Ente Bilaterale del Turismo del Trentino.
Ora, prima di riprendere alcuni ragionamenti sul contratto nazionale del Turismo ti chiedo di leggere con maggiore attenzione e di informarti su come funziona l’incontro domanda/offerta di lavoro gestita dall’E.B.T del Trentino.
Caro Maurizio se esci dalle tue congetture vedrai quanto avviene a Trento non ha niente a che vedere con l’interposizione di manodopera ma di un servizio gratuito di semplice incontro fra domanda e offerta gestita in collaborazione con l’Agenzia del lavoro di Trento. (che scivolone hai fatto !!)
Un meccanismo semplice dove i dati del lavoratore che si iscrive al “Minifaber” (così si chiama il programma) vengono inseriti nel data base provinciale dell’agenzia del lavoro di Trento e da quel data base le aziende possono accedere per effettuare l’eventuale assunzione pescando nelle professionalità disponibili. Di conseguenza l’assunzione del lavoratore per i normali canali fra impresa e lavoratore senza nessuna intermediazione o altro da parte dell’E.B.T del Trentino.
Chiarito questo preme richiamare alcune considerazioni rispetto al Cccl del Turismo che ho anche esplicitato nel mio intervento al Direttivo nazionale. Non mi soffermo su tutte le criticità ma solo su tre aspetti: Il salario contrattato e la sua diluizione nel tempo; il riposo settimanale e il “rischio di impresa”.
Se calcoliamo il salario spendibile nel 40 mesi di durata del contratto questo CCNL porta un aumento medio inferiore ai 55 euro rispetto ai circa 75 del CCNL precedente. (il calcolo è fatto sommando tutti gli aumenti dividendoli per i mesi di durata del CCNL) Questo è il vero dato politico da valutare infatti l’ultimo aumento è posto alla fine della durata del contratto( aprile 2013) e se questo si aggiunge l’aumento di 4 mesi della durata del contratto possiamo affermare che non ci siamo discostati poi tanto dall’applicazione dell’IPCA;
Sul riposo settimanale il nuovo testo recita ….. e quindi la presenza di malattia, ferie o permessi durante le due settimane fanno saltare il riposo settimanale. Quindi non solo si è accettato sic e impliciter la media bisettimanale del riposo previsto dalla legge ma si dice che si matura un riposo ogni sei (6) giorni di effettivo lavoro e quindi non spetta in caso di malattia, ferie ecc.
Un dato che da solo è sufficiente per dare un giudizio negativo dell’accordo, un pesante passo indietro che peggiora addirittura la legge sull’orario e fa propria una norma respinta dal parlamento europeo sull’orario di lavoro dove l’Inghilterra voleva introdurre il concetto di 40 ore di effettivo lavoro.
Questo non può essere liquidato come un semplice dato negativo all’interno di positività che io non riesco a vedere, ma richiede una seria riflessione sulla difesa dei diritti e sull’orario di lavoro che, è il cardine su cui poggia l’organizzazione del lavoro.
Infine sul rischio di impresa: si dice che per le lavoratrici ed i lavoratori delle mense l’aumento di 10 euro mensili non scatta dal 1 gennaio 2010 ma dal 1 luglio 2010. i 70 euro saranno dilazionati a partire dal 1 luglio e fino a fine anno. La motivazione scritta sul CCNL recita che tale dilazione è dovuta al ritardo con cui l’ente appaltante (Stato, ecc,) ipaga l’appaltatore. Abbiamo trasferito il rischio d’impresa sui lavoratori, Infatti, visto che l’appaltatore paga in ritardo il conto deve esse3re pagato dal lavoratore che riceve il salario con 7/12 mesi di ritardo.
Certo, non sono i 70 euro spostati di 7/12 mesi che risolvono i problemi ma si accetta un principio inaccettabile. Non è l’impresa che si fa carico del rischio d’impresa ma i lavoratori i quali si vedono bloccati gli aumenti a causa dei ritardi dell’appaltatore. L’impresa è neutra, non ha responsabilità e non può esser penalizzata in caso di ritardi dell’appaltante.
Altro che centralità dell’impresa, siamo alla deresponsabilizzazione contrattuale dell’impresa.
Si potrebbe continuare sull’ambiguità, non chiarita nel direttivo, sui nuovi compiti assegnati all’Ente bilaterale in presenza di “…situazioni di crisi e …. di “integrazione alla disoccupazione nella misura non superiore al 20% ….”
Una ambiguità che apre la strada alla vecchia proposta di legge (contrastata dalla Cgil) del governo che voleva subordinare gli ammortizzatori sociali alla parziale copertura da parte degli enti bilaterali. Creando una vera discriminazione fra lavoratori.
Una discussione diventa quindi non solo necessaria, ma indispensabile per evitare che la Cgil si trovi, nei fatti, pienamente integrata dentro l’accordo del 22 gennaio 2009 che nei congressi e nei documenti politici dichiara di contrastare.

Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino

Trento, 31 marzo 2010

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31 marzo 2010 - Posted by | Sindacato | , , , , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. …effettivamente non si capisce bene quello che il gruppo dirigente voglia fare.nelle varie relazioni congressuali si dice una cosa:precariato ,acqua,immigrazione,democrazia,doppi incarichi e via dicendo,si perche’ nelle due mozioni ci sono tutte queste parole d’ordine ma pio nei FATTI CONCRETI ci si trova davanti a contratti come quello del turismo dove si capisce chiaramente quali sono le LINEE GUIDA da cui poi vengono concepiti.
    Mi auguro veramente di cuore che la FILCAMS nazionale e la CGIL tutta non si appiattiscano sulle posizioni di CISL e UIL ma facciano al contrario capire a tutti che siamo ancora la CGIL di quelli che pagano le tessera tutti i mesi e che vogliono avere come unici valori L’EQUITA , la GUISTIZIA SOCIALE e una dignita per tutti!

    Commento di luciano lorandi | 1 aprile 2010 | Rispondi

  2. Pensiamo che non siete piu’ dei sindacati, ma dei servi dei padroni.
    Non si puo’ obbligare ad iscriversi agli enti bilaterali del turismo in modo ricattatorio estorsivo ed illegale, si perche’ di questo si tratta, visto che l’iscrizione viene obbligata dal datore di lavoro, per i suoi interessi che non coincidono con i nostri…!
    Noi siamo pienamente contrari a questo ricatto che prima o poi portera’ i suoi frutti.
    Chi non e’ iscritto ad alcuna OO.SS firmatarie del contratto perche’ deve essere iscritto ad un ente di cui non sa nulla o non sa neanche di essere iscritto..! a nostro giudizio anche di dubbia utilita’ …se non fine a se stesso!

    Commento di Alessio | 26 ottobre 2010 | Rispondi

    • Alessio, attento a quello che scrivi, qui in Trentino per come hai inziato il tuo commento ti si farà una richiesta di scuse ufficiali da parte della segreteria della Cgil.
      Qui si concede solo al segretario generale nello svolgimento delle sue funzioni di offendere parte degli organi dirigenti del sindacato. Vedi la questione sul morbo di ALZHEIMER!
      Addiritura Dossi si permette di dire che gli extracomunitari devono venire in Itali per lavorare e guadagnare e non rompere i coglioni.
      Questo signor Dossi è cileno ed è entrato a far parte del direttivo della Filt con il suo unico voto…

      Commento di Paolo | 26 ottobre 2010 | Rispondi

      • Manca una sola precisazione, caro Paolo, che è però fondamentale. Questo signor Dossi (conosciuto nel nostro ambito come il Diversamente Leale) è ben voluto dalla maggioranza di Ciccio (direzione aziendale inclusa), per cui può permettersi di dire e fare quel cazzo che vuole, anche pronunciare scempiaggini razziste quali quella da te sopra ricordata. Ciccio ha persino detto di non averla mai sentita ed era seduto di fronte!

        I lavoratori e le lavoratrici del BIC

        Commento di bic | 27 ottobre 2010

      • Noi avremo l’alzheimer e ciccio non si lava le orecchie!

        Commento di Paolo | 27 ottobre 2010


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