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Contro tutte le precarietà

Chaco: Serve chiarezza non spot pubblicitari

chaco-1La Sala Rosa della Regione aveva ospitato lo scorso settembre un convegno dal titolo “Il Filo d’Arianna” promosso, tra gli altri, dai sottoscritti, al quale erano stati invitati tutti i soggetti privati e istituzionali coinvolti nella gestione dei progetti di cooperazione nell’ambito dell’emigrazione trentina in Sud America. Purtroppo, nonostante l’invito, non hanno partecipato a questo appuntamento che poteva essere un momento di chiarimento ed informazione.
Ripetutamente abbiamo chiesto al Presidente Dellai, che ha anche la delega per l’emigrazione, di organizzare una conferenza che prevedesse la partecipazione dei rappresentanti della composita realtà emigratoria. A distanza di qualche mese siamo seduti nella stessa sala per assistere ad un conferenza d’informazione alla cui programmazione non abbiamo partecipato ed alla quale non siamo stati neppure invitati.
Più che ad una conferenza di programma abbiamo assistito ad un monologo sull’operato della PAT e dell’ATM, dimenticando, volutamente, che sul terreno dell’emigrazione operano altre realtà associative. Un monologo che però si è ben guardato di dare risposte sui temi che noi abbiamo sollevato da mesi:
Ancora senza risposta i motivi per cui il nuovo accordo con il Governo del Chaco non è pubblicato sul sito della PAT, strumento privilegiato per l’accesso all’informazione per i nostri concittadini all’estero.
Cosi come, nessuna informazione è stata data sulle ragioni per le quali ci si ostini a finanziare un macello a Pampa del Inferno che già nel 2004 era stato giudicato, dal Coordinatore dei progetti finanziati dalla Provincia Autonoma di Trento in Sud America, una “cattedrale nel deserto” costato 2.500.000 dollari, le cui entrate non sono sufficienti a coprire le spese di gestione costringendo la Provincia di Trento a farsi carico del disavanzo.
In gennaio la Provincia ha rinnovato il trattato di collaborazione con il Governo del Chaco. Sembra che in questi mesi il macello lavori solo al 30% della sua capacità. Chiediamo come si possa conciare le pelli delle capre in una zona priva d’acqua.
Chiediamo una politica che anziché investire in progetti faraonici e calati dall’alto, usi questi soldi per aiutare centinaia di famiglie di origine trentina attraverso micro cooperative, la cui attività andrebbe a beneficio anche delle tribù di indios che vivono emarginate socialmente e culturalmente.
Nessuna risposta all’interrogativo sulla fabbrica di riciclaggio della plastica di Luque (Paraguay) per l’inquinamento che produce, costata in tre anni oltre 700.000 euro per dare lavoro a 22 operai. Con quel denaro, oltre a costruire almeno 70 casette (con di 490.000 euro) per delle famiglie di origine trentina, si potevano attivare 35 piccole cooperative familiari con un contributo di 210.000 euro.
Noi chiediamo al Presidente Dellai di capire i motivi per i quali se gli emigranti trentini sono considerati una risorsa, gli stessi non possano autogestire quelle iniziative di cooperazione con competenze specifiche, date dalla mentalità e conoscenza delle situazioni locali, richiedendo loro trasparenza per l’impiego dei contributi o dei prestiti d’onore, senza dislocare all’estero personale di Trento.
Oggi, più che mai appare fondata la richiesta che abbiamo avanzato alla Giunta Provinciale affinché organizzi, con la partecipazione di tutte le parti interessate, una conferenza di programma sulla cooperazione trentina in modo da rilanciare l’intervento della cooperazione e il sostegno all’emigrazione su nuove basi, più avanzate e capaci di coinvolgere la popolazione locale sia sui contenuti che sulle caratteristiche dei progetti.
Inoltre noi continuiamo ad insistere sul fatto che tutti i finanziamenti della PAT debbano avere quei requisiti di trasparenza che nell’esposizione odierna non abbiamo visto. In questa sede avremo voluto che i relatori illustrassero attraverso dati di bilancio e analisi costi-benefici, i risultati economici e sociali dei progetti finanziati.
Noi non ci fermeremo, anche nei prossimi giorni saremo in piazza a chiedere maggiore chiarezza e trasparenza nella gestione dei fondi destinati all’emigrazione in Sud America, e a rivendicare la libertà di associazione, contro le discriminazioni.

Il Presidente Dellai questa volta risponderà ai nostri interrogativi?

Ezio Casagranda, Gianna Copat, Omar Elvio Serra, Renza Bertolini, Claudia Nardon, Silvana Bertona,

Trento, 17 luglio 2009

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17 luglio 2009 - Posted by | Immigrazione, Internazionale | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Sinceramente non ci capisco niente. Mi fido di quello che leggo ma nel vedere “certe faccie”, oggi, nella sala rosa della Regione non posso che convenire con la vostra protesta e con la richiesta di trasparenza; perchè mi sembra quasi superfluo dire che la cooperazione serve a fare affari privati di pochi con il danno non solo della cooperazione ma di quanti nella cooperazione credono.
    Antonio

    Commento di antonio | 17 luglio 2009 | Rispondi

  2. Tranquilli ora ci pensa Calderoli!
    Ha già pronta la scure e così che sia buona cooperazione o no quei soldi lì se li incamereranno loro.
    Ad’ salud, da Bologna, Fiorenza

    Commento di fiorenza | 17 luglio 2009 | Rispondi


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