Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Festival economia: le reticenze

festivalIeri si è chiuso il Festival dell’economia a Trento e il verdetto del tribunale popolare è stato di condanna per gli economisti perché non hanno previsto la crisi che era prevedibile. Nessuna parola di condanna per l’omertà e la reticenza, dei vari economisti e politici che hanno partecipato al festival dell’economia, sulle questioni della guerra e dei morti di lavoro.
Purtroppo da questo festival, dagli economisti o dai vari relatori, non si sono levate voci per denunciare i responsabili di questa catena di omicidi sul lavoro o per denunciare i fiumi di denaro, destinati alle spese militari, per costruire ordigni di morte e di sterminio.
Questo Festival, come gli altri, ha portato Trento premi Nobel ed economici di fama internazionale, ma ha lasciato a casa le questioni più scottanti del mondo del lavoro. Dalla sicurezza sul lavoro (4 omicidi al giorno), agli appalti fino alla questione salariale.
Abbiamo visto un Montezemolo accusare che l’Italia (sic!) ha il più basso indice di natalità e occupazione femminile, mentre i cittadini sono costretti a misurarsi con problemi della burocrazia, della scuola, dei servizi pubblici e con la difficoltà ad arrivare alla quarta settimana del mese, la politica nazionale parla di altro (le Love story del Belrusca).
Ma poi anche Lui propone le solite ricette della flessibilità (leggi precarietà) del merito (leggi fedeltà all’impresa), di riforme (leggi aumento dell’età pensionabile) e non poteva mancare l’attacco al contratto nazionale che non permette (secondo Lui) la mobilità sociale.
Questo conferma che in Italia abbiamo un ceto politico e imprenditoriale che dice una cosa e ne fa un’altra nel vano tentativo di nascondere la realtà del vivere quotidiano. Una realtà sociale e lavorative che trova le sue cause in questo sistema economico neoliberista dove il lavoro e la sua dignità sono calcolati semplice merce a basso costo e dove, con sempre maggiore evidenza, alle regole ed ai contratti, il padrone sostituisce il sopruso, la prevaricazione ed il licenziamento.
Basta vedere cosa succede nel mondo degli appalti e delle esternalizzazioni dove la corsa al ribasso rimane la costante e che nessuno nei dibattiti del festival propone di cambiare con nuove regole capaci di tutelare la professionalità, salario e dignità dei dipendenti. La questione appalti e trasversale, riguarda sia le imprese che l’Ente pubblico.
Unico obiettivo è infatti il risparmio fatto sulla pelle di chi lavora. Basti vedere la questione dell’appalto ASIS del comune di Trento, dove davanti a precise garanzie previste dal CCNL e dal capitolato di appalto le cooperative sociali, hanno tentato di forzare le regole per non assumere tutti i dipendenti, per ridurne le ore settimanali e quindi anche il salario. Solo la lotta compatta dei lavoratori (due giorni di sciopero) ha costretto queste cooperative sociali ad applicare i contratti di lavoro.

Una lotta che lavoratori e sindacato hanno fatto in piena solitudine in quanto, non ho sentito ne la solidarietà dell’amministrazione comunale e provinciale ne da parte delle varie associazioni dei cittadini, nonostante in gioco ci fosse non solo il diritto di chi lavora ma anche la qualità del servizio e quindi il diritto del cittadino ad uno standard di qualità dei servizi.
Ma cosa sarebbe successo a questi lavoratori se fosse in vigore la legge Sacconi sulle nuove regole dello sciopero ? Attendo risposte. (in particolare da cisl e uil)

Ezio Casagranda

Trento, 2 giugno 2009

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2 giugno 2009 - Posted by | Lavoro e precarietà | , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. […] In Rete purtroppo se ne è parlato davvero poco, qualche link che ha citato l’evento: -> Festival economia: le reticenze -> Trento si prepara per quattro Giorni di economia internazionale: quali scenari ci attendono in […]

    Pingback di Festival dell’economia di Trento: una contro narrazione in una realtà aumentata : Casual.info.in.a.bottle | 11 giugno 2009 | Rispondi


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