Pubblicato da filcamstrento su 14, Giugno 2008
Da Zanotelli a Wu Ming:
Noi stiamo con Chiaiano
Pubblichiamo, tratto dal manifesto una sintesi dell’appello, firmato anche da Alex Zanotelli a Wu Ming in solidarietà con la popolazione di Chiaiano e per chiedere ai media di raccontare correttamente quanto accade in Campania.
La Filcams Cgil del Trentino
Nei giorni di fuoco della protesta i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di strani e sconsiderati personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra per screditare i più giovani e attivi; insinuando come gli uomini sacrificassero senza scrupoli madri, mogli e figli sulla prima linea delle barricate; diffondendo notizie palesemente false come quella delle bombole del gas legate a un petardo, non confermata neanche dalle forze dell’ordine.
Gli editorialisti “democratici” (inutile soffermarsi sugli altri) hanno sostenuto, come fanno ormai puntualmente quando una comunità si oppone alla devastazione del territorio in cui vive, come sia giusto chiedere questo sacrificio alla gente di Chiaiano, quanto sia dolorosa ma inevitabile la decisione di scaricare i rifiuti nelle cave; con le solite acrobazie verbali, hanno giustificato la violenza sui manifestanti con la presenza di infiltrati o lanciatori di pietre, compatendo le persone “perbene” che protestavano come se fossero in balia di imprecisati manovratori o diabolici facinorosi di strada”.
“Come a Pianura, anche a Chiaiano il sindaco di Napoli e i componenti del consiglio comunale si sono tenuti a distanza, mostrandosi colpevolmente incerti e confusi sulle decisioni da prendere; la stessa linea ha adottato il governatore della Regione, che ormai da mesi ha abdicato alle sue funzioni per chiudersi in un bunker da cui uscirà solo tra un anno per occupare la sua poltrona nel parlamento europeo. Entrambi si sono limitati ad approvare, e anzi a sollecitare, le misure anticostituzionali adottate dal governo centrale”.
“A loro e al governo Berlusoni, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano chiedono: di non realizzare una discarica in un terreno non idoneo, già destinato a parco naturale; di interrompere la gestione straordinaria dei rifuiti che perdura dal 1994 e che ha causato l’attuale disastro ambientale; di iniziare immediatamente la raccolta differenziata a Napoli in Campania applicando la legislazione europea; di lasciare libera la magistratura di indagare sulle reti di illeciti intorno alla gestione dei rifiuti”.
E ancora “Il decreto Berlusconi si inserisce perfettamente in questa filosofia emergenziale e tenta di rimuovere gli ostacoli alla sua realizzazione. E lo fa in più punti: nella costruzione di una superprocura che controlli le inchieste accettabile e quelle inadeguate, nella possibilità di stoccare in discariche diverse tipologie di rifiuti speciali e tossici, nello stazionamento senza controllo di altri 150 milioni di euro che permetterà di assegnare le infrastrutture senza gara di appalto, nell’imposizione di uno stato d’eccezione con norme penali ad hoc per colpire chi protesta”.
Leggi l’appello integrale
Trento, 14 giugno 2008
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Pubblicato da filcamstrento su 27, Maggio 2008
I fatti di Chiaiano e la decisioni del Governo di fare ricorso, utilizzando una norma introdotta da Prodi nel mese di aprile 2008, al segreto militare per le discariche dei rifiuti è l’aspetto più inquietante ma non l’unico del clima che si respirerà nei prossimi mesi in tutta Italia.
Siamo davanti ad una prima decisione, che espropriando intere popolazioni dall’esercizio della “sovranità popolare” sancita dalla Costituzione, decreta che le discariche dei rifiuti “aree militari a tutti gli effetti”. E’ chiaro che davanti alle proteste popolari questa norma verrà estesa elle proteste contro la TAV, del ponte di Messina, della Base militare di Vicenza, alle zone dove sono previsti insediamenti di Centrali nucleari, a carbone o dei rigassificatori.
Solo così si può spiegare l’accordo il Governo di Berlusconi E Bassolino che sembra essere il risultato di un patto di ferro che coinvolge la Confindustria di Emma Marcegaglia. Di fronte a questo salto di qualità della questione rifiuti a Napoli che straccia qualsiasi forma di democrazia partecipata da parte dell’opposizione siamo al silenzio o alla condivisione di questo progetto in nome dell’emergenza rifiuti. Emergenza costruita ad arte o causata dall’incapacità di quanti hanno governato Napoli e la Campania in questi ultimi 15 anni.
La decisione del governo va analizzato anche dal punto di vista del consenso che la grande stampa cerca di costruire attorno a questo presunto “decisionismo del governo” sostenendo che lo smaltimento dei rifiuti può compensare la limitazione delle libertà individuali e collettive decise con questo decreto.
Davanti a questa situazione occorre una risposta ferma da parte di quanti vogliono decidere del proprio territorio e del proprio futuro e rilanciare le iniziative in difesa della democrazia, della salute, dell’ambiente per contrastare con tutte le iniziative possibili la politica delle grandi opere (tav, inceneritori, etc.) rilanciando le iniziative per la difesa dei beni comuni.
Infatti, stante le posizioni di accondiscendenza espresse dell’Italia dei valori e del PD sulle decretazioni del governo in materia di rifiuti e le ultime dichiarazioni di Vendola sulla Tav, non ci possiamo affidare ai “giochi di palazzo” delle forze politiche ma rilanciare le iniziative di mobilitazione e di controinformazione a tutti i livelli cercando di superare le “divisioni” che ancora permangono fra i vari movimenti.
Ezio Casagranda
Trento, 27 maggio ’08
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Pubblicato da filcamstrento su 26, Maggio 2008
La forza dei potenti contro la ragione dei “deboli”. Quello che è successo nei giorni scorsi contro i cittadini di Chiaiano sono le prime e preoccupanti conseguenze della scelta, scellerata, del governo Berlusconi di pretende di risolvere i problemi con l’uso della forza. Le decisioni di andare alla militarizzazione del territorio, ad operazioni di polizia serve solamente a riduzione degli spazi di libertà, individuale e collettiva. Noi possiamo condividere questa scelta del governo che vuole sostituire gli spazi di democrazie e del dialogo necessario con le popolazioni l’uso dei manganelli.
Per questo, come Filcams Cgil del Trentino siamo ad esprime la nostra totale solidarietà alla popolazione di Chiaiano colpita dalla violenza delle “forze dell’ordine” colpevole solo di affermare il proprio diritto a una vita senza veleni e senza il peso della criminalità organizzata e dei rifiuti. Il tentativo da parte delle Istituzioni di ridurre il tutto all’attività di qualche facinoroso è un misero tentativo di nascondere le vere motivazioni della protesta e di ridurre, il diritto a decidere del proprio futuro e del proprio territorio a una questione di ordine pubblico.
Siamo al solito copione, che coperto dai grandi mass media, pretende di camuffare la realtà. Come Vicenza NON è una questione urbanistica, Napoli e Chiaiano NON possono essere ridotte a questione di ordine pubblico.
A Chiaiano, come nel resto d’Italia i cittadini non vogliono altre discariche e non vogliono inceneritori non solo per la difesa della propria salute ma anche perché sanno benissimo che le discariche ed i “termovalorizzatori” (inceneritori) non risolverebbero il problema dell’emergenza rifiuti.
Bisogna rovesciare questa logica perversa che pretende di risolvere la questione senza avviare da subito la raccolta differenziata spinta e il trattamento meccanico biologico per riduzione immediata degli scarti.
Il primo giugno anche noi saremo a Napoli alla manifestazione nazionale per dire che l’assalto all’ambiente, ai beni comuni, alla salute della popolazione non sta indebolendo ma sta facendo crescere la volontà di opporsi.
Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino
Trento, 26 maggio 2008
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Pubblicato da filcamstrento su 23, Maggio 2008
Lasagna: Affermazioni eversive contro gli ispettori del lavoro.
Abbiamo letto quanto pubblicato dalla stampa locale dei toni usati da parte di alcuni esponenti dell’ASAT nei confronti dell’Ispettorato del lavoro della PAT. Affermazioni agghiaccianti e inaccettabili che non possono passare come una situazione di sfogo personale di un albergatore sia per la platea utilizzata che per l’incarico ricoperto.
Se poi, alle intollerabili affermazioni di Lasagna si aggiunge la richiesta del presidente dell’Asat, Rigotti, di poter “provare per 5 giorni” i lavoratori prima di assumerli, di non pagare ici e irap il quadro è completo.
Come Filcams nell’esprime la nostra piena e totale solidarietà per il prezioso lavoro svolto dagli Ispettori e da tutto il personale del Servizio lavoro della PAT siamo a chiedere un chiaro pronunciamento di condanna di tali aberranti affermazioni pronunciate dal signor Lasagna da parte delle Istituzioni e delle forze politiche provinciali.
Una logica quella del signor Guglielmo Lasagna che rivendica per l’imprenditore alberghiero una sorta di extraterritorialità, intesa come assenza di regole e di controlli e quindi rivendicando la totale libertà (del solo datore di lavoro) di azione a prescindere dalle regole. Una sorta di immunità per questa nuova “Casta”, gli albergatori, in una logica perversa che nei fatti tende a legittimare l’evasione contributiva ed il lavoro nero.
Al contrario di quello che sostiene Lasagna come Filcams Cgil del Trentino da anni denunciamo – spesso inascoltati – la presenza di violazione contrattuali quasi sistematiche e l’aumento della vertenzialità, non solo a fine stagione, dimostra che i controlli ispettivi non sono ancora troppo pochi e le possibilità di evasione elevate.
Infatti, non passa giorno senza che nei nostri uffici passino lavoratori e lavoratrici che denunciano situazioni di mancati riposi, turni massacranti, lavoro nero, precario o che vengono licenziati solo per il fatto di essersi ammalati o di aver rifiutato prestazioni straordinarie.
Per questo ci sentiamo di ribadire la piena fiducia agli organi ispettivi e quindi contestare alla radice la filosofia sottesa a questi attacchi portati al ruolo del Servizio Lavoro secondo la quale l’imprenditore non può essere disturbato e tutto deve essere subordinato agli interessi dell’azienda, dalla prestazione lavorativa ai controlli ispettivi.
Quindi ritengo davanti a questi attacchi, ingiustificati, la risposta della PAT non possa essere sulla difensiva ma debbano andare verso un potenziamento, anche in termini di organico, del Servizio Ispettivo per potenziare la lotta all’evasione ed al lavoro nero, grigio e/o precario, introducendo a livello provinciale di normative tali che, a fronte di violazioni contrattuali accertate, impediscano all’azienda coinvolta di beneficiare dei contributi provinciali a qualsiasi titolo erogati.
Ezio Casagranda - FIlcams Cgil del Trentino
Trento, 23 maggio 2008
Leggi articolo pubblicato sul giornale L’Adige
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Pubblicato da filcamstrento su 27, Aprile 2008
Chi ama molto le folle non ama altrettanto, pare, la libertà di informazione: forse non è proprio una regola, ma un fenomeno sgradevolmente comune sì. Ieri ne hanno reso contemporanea testimonianza due personaggi abissalmente lontani come Vladimir Putin e Beppe Grillo: il primo, spingendo una legge che consentirà la chiusura d’autorità, ipso facto, dei media «che diffondono notizie false»; il secondo, usando il 25 aprile per chiedere, via referendum, il soffocamento dei giornali che non vivono di pubblicità commerciale. Di Grillo e del suo V2 day, rivolto contro un sistema dell’informazione «che va bene per Pol Pot e Ceausescu», si è già parlato tanto e non occorre tornarci sopra qui. Della nuova legge di Putin - presentata da un deputato del suo partito a pochi giorni dal famigerato scoop sul divorzio del leader russo - basta dire che essa allarga a diffamazione e calunnia quanto già previsto da un’altra legge (la cosiddetta legge anti-estremismo, varata fra molte polemiche l’anno scorso) nel caso una testata pubblichi articoli che esaltino odio razziale, violenza politica, terrorismo e simili: se l’«errore» si ripete più volte nell’arco di dodici mesi, scatta la chiusura d’autorità. La misura, sostiene il deputato Shlegel, servirà a proteggere le vittime di diffamazione e calunnia, costrette ad attendere tempi lunghissimi per i processi e a subire con ciò un danno irrimediabile - proprio come la società nel suo insieme verrebbe «protetta» con efficacia immediata, senza attendere interminabili processi, dalla legge anti-estremismo: la quale però è servita finora solo a rendere molto più difficile l’accesso ai media da parte dei partiti e dei movimenti politici ostili al Cremlino e per questo accusati, anche solo informalmente, di «estremismo». Ora diventerà molto più difficile pubblicare qualunque notizia sgradita: non occorrono processi e condanne, basta la paura
Astrit Dakli
IL MANIFESTO, 26 Aprile 2008
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