Lavoro, salario e diritti: continua la lotta
Venerdì sorso, in piazza Dante a Trento, si è presentato il comitato anticrisi trentino con lo scopo di avviare una campagna di sensibilizzazione, di informazione e di lotta sui temi del lavoro, del salario e del modello economico sociale.
Un comitato aperto a tutti i contributi e a tutti i cittadini che vogliono riportare all’ordine del giorno dell’agenda politica le problematiche della crisi e dei suoi risvolti sulla tenuta del tessuto sociale con l’obiettivo di dare alternative credibili alle posizioni espresse da Confindustria che pretende di fare terra bruciata dei diritti, ma anche a quelle della lega e del Centro destra che vedono nell’emigrato il capro espiatorio di questa crisi la cui genesi sta tutta dentro un sistema sociale in cui il capitale prevale sul lavoro e la speculazione sui diritti.
Per chi volesse partecipare la prossima riunione è fissata per mercoledì 23 settembre ad ore 20,30 in via S. Margherita a Trento.
Di seguito il volantino distribuito in piazza.
NOI LA VOSTRA CRISI NON LA PAGHIAMO
Non un solo posto di lavoro, non un solo stipendio devono andare persi
Una crisi di sistema come da decenni non accadeva viene usata per portare un poderoso attacco allo stato sociale. Il liberismo ed i governi che lo spalleggiano, come quello italiano, vogliono imporre la loro ristrutturazione per un’uscita a destra dalla crisi. Vogliono distruggere la contrattazione nazionale arrivando ad una individualizzazione della contrattazione ed a una diffusa precarizzazione del posto di lavoro. Anche in Trentino questo passaggio è alle porte! I lavoratori non possono e non devono accettare questo meccanismo. La sinistra entra in questo conflitto a fianco dei lavoratori
PER UNA NUOVA POLITICA DI REINDUSTRIALIZZAZIONE DEL TRENTINO
Con sempre maggiore evidenza appare chiaro che la crisi economica sta distruggendo lavoro, diritti e salari. Una crisi che continua, con sempre maggior forza a far sentire i suoi effetti devastanti sul lavoro che la”prevista ripresa” non risolverà. Anche gli economisti più ottimisti prevedono che l’eventuale ripresa sarà lenta e senza occupazione. Per questo come comitato anticrisi riteniamo che non sia più sufficiente una politica che si limiti alla definizione degli ammortizzatori sociali. Necessitano interventi capaci di dare gambe ad una nuova fase di reindustrializzazione del Trentino capace di attrarre produzioni innovative nei settori tecnologicamente avanzati capace di interloquire con i centri di ricerca presenti sul nostro territorio con positive ricadute sull’occupazione locale e che ponga l’obbiettivo di una industria ambientale al centro della produzione futura.
NO AI LICENZIAMENTI
Evitare che migliaia di lavoratori si trovino senza nessuna assistenza! Chiediamo che la provincia intervenga per garantire strumenti per sostenere quelle realtà produttive che adottano i CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ e quindi EVITARE I LICENZIAMENTI che si stanno prospettando all’orizzonte anche nella nostra provincia.
SE 1000 EURO VI SEMBRAN ….. TANTI
In questi mesi, in piena crisi, migliaia di lavoratori licenziati dalle piccole imprese vedono esaurirsi il periodo di disoccupazione quindi per loro, in assenza di nuovi strumenti, si prospetta la perdita di qualsiasi sussidio economico con tutte le conseguenze sui lavoratori ma anche di impatto sociale. Chiediamo quindi che i sussidi di disoccupazione siano prorogati, con intervento della provincia, per tutto il 2010 e che il sussidio di disoccupazione sia integrato in modo da arrivare alla misura minima di 1000 euro mensili. Per questo chiediamo che la nuova normativa sulla legge che istituisce il REDDITO DI GARANZIA sia rivista nelle sue modalità di accesso, allargando la platea degli aventi diritto, sia alzando il limite di intervento annuale che, a nostro avviso, deve essere almeno di 12.000,00 euro annui, istituendo di fatto il salario sociale.
Chiediamo diritti, dignità e non elemosine.
Comitato Provinciale Anticrisi del Trentino
Trento, 18 settembre 2009
La dignità che manca a Berlusconi
Abbiamo ricevuto questa email di denuncia che volentieri pubblichiamo sul nostro blog. Infatti, nel mentre Berlusconi, con la complicità colpevole della stampa, continua a vendere fumo la gente, forse inizia ad aprile gli occhi. Cosa aspettiamo a farlo anche noi ?
La Filcams Cgil del Trentino
Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell’ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all’Aquila per preparare gli esami.
Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
“L’ Aquila non esiste più”
“Ah già, scusami”
Ah già.
Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell’Aquila troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier, poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra nazione, poi della pseudo – crisi dell’ amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
Queste sì che sono notizie. E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell’Aquila i toni sono esaltanti, c´è chi lo definisce “il successo del governo”, chi parla del “miracolo del premier”.
Si parla di ricostruzioni avvenute, di problemi risolti.
NON È VERO.
Le notizie riportate sono solo specchietti per le allodole, azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo.
La verità è tutt´altra. La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa.
E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell´inizio imminente della stagione balneare.
Di costruzioni per ora nemmeno l´ombra, perchè fino al G8 dell´Aquila si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.
A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantenere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei
ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle subito successive al terremoto è stata mantenuta).
E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le persone che una casa dove tornare non ce l´hanno affatto, che non sanno più cos’è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.
Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
Lo scopo di questa denuncia è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità.
RICORDATELO: L´EMERGENZA NON È FINITA.
Ti chiedo di inviare almeno a qualcuno questo messaggio.
Se non lo farai non ti accadrà nulla di male, se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli.…ma solo, nel frastuono del niente quotidiano occorrono tante piccole grida per ricordare cos’è un briciolo di dignitosa umanità.
Grazie di cuore
Un ex-residente all´Aquila
Roberto Cherubini
4 morti sul lavoro. Allarme sicurezza ??
Anche ieri 4 morti sul lavoro, quattro omicidi, quattro vite sacrificate sull’altare del profitto e del facile guadagno.
Damiano a Parma, Roberto a Pordenone, Giuseppe a Bondolo di Castelnuovo Monti – Reggio Emilia e un operaio di cui non si conosce il nome a La Spezia.
Quattro lavoratori che non torneranno a casa dai loro famigliari.
Questa notizia è passata, come ormai avviene nella maggioranza dei casi, in sordina sulla stampa. Niente titoloni in prima pagina, ormai, questa stampa asservita al potente di turno relega questi morti nelle pagine della cronaca.
Mi immagino i titoli se quattro morti anziché essere stati assassinati dallo sfruttamento bestiale dei padroni fossero stati uccisi da qualche extracomunitario, magari clandestino. Apriti cielo, titoloni e fiumi di inchiostro, dirette televisive, inchieste sociologiche, dibattiti, formazioni di ronde (padane e meridionali), ecc ci avrebbero inondati per convincerci che la nostra sicurezza era messa in discussione dalla loro presenza e che era necessario inasprire tutte le sanzioni.
Invece niente, solo un breve accenno in terza o quarta pagina e anche i telegiornali hanno dato (quando l’hanno data) la notizia quasi con fastidio.
Anche questo è razzismo. Si razzismo perché viene discriminata un’intera categoria, quella del lavoro dipendente. Milioni di lavoratori le cui sorti non fanno più notizia e il loro assassinio viene derubricato ad “incidente”.
Che schifo di società stiamo costruendo.
Questo mi chiedo e chiedo, a quanti in parlamento, si apprestano – nelle seduta di domani – a stravolgere il Testo Unico sulla sicurezza introducendo modifiche che in materia di protezione della salute dei lavoratori, rendono le norme più confuse,e piene di scappatoie per le responsabilità delle imprese sia negli rispetto agli appalti sia alle responsabilità penali.
In particolare, viene limitato l’utilizzo del documento di valutazione dei rischi da parte dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
E come regalo finale alle imprese anche la cosiddetta norma salvamanager, che viene formalmente cancellata.
Per questo chiedo al Presidente della Repubblica, che più volte ha sollevato la questione degli incidenti mortali sul lavoro, di passare dalle parole ai fatti e quindi di esercitare tutti i suoi poteri istituzionali per bloccare le modifiche al Testo Unico della sicurezza.
Ezio Casagranda
Trento, 30 luglio 2009
Sciopero generale: Appello lavoratrici LIDL
La multinazionale LIDL cerca, attraverso la denuncia (richiesta danni per 75.000,00 euro) del sindacalista della Filcams Cgil del Trentino e di due delegate sindacali, di sfiancare la lotta delle lavoratrici del negozio di Trento che stanno protestando contro le prepotenze e l’arroganza da parte della multinazionale tedesca.
Una mobilitazione che ha saputo coinvolgere la città di Trento ed i suoi cittadini, ed in particolare migranti e lavoratori che si recano alla LIDL a fare la spesa. Una nuova forma di sciopero che ha saputo entrare nel merito delle condizioni di lavoro delle dipendenti ma è riuscita anche a mettere in moto una solidarietà attiva da parte di forze sociali e movimenti sia Nazionali che Locali, dall’Onda Universitaria, il Centro Sociale Bruno, i rappresentanti di tantissime Rsu/Rsa aziendali, Sindacati di Base, semplici cittadini, categorie e altre sigle sindacali.
Uno straordinario sostegno alle lavoratrici è venuto dai clienti della LIDL che sono principalmente gente umile (che ha difficoltà ad arrivare a fine mese) ma RICCA di solidarietà nei confronti di quanti sono sfruttati e subiscono soprusi sul posto di lavoro. Una SOLIDARIETA’ VERA, non formale, patrimonio di tanti cittadini, lavoratori, “gente di strada”, di quanti hanno ben presente cosa significa lavorare in simili situazioni.
Per questo, anche se quella delle lavoratrici LIDL di Trento è una lotta difficile, non si fermerà. Proseguirà, continuando a parlare ai cittadini portando all’esterno la denuncia delle loro condizioni lavorative ed avviando un dialogo proficuo con la cittadinanza chiamata a discutere, partecipare e scegliere da che parte stare.
Per dare continuità a questa importante esperienza di lotta, le lavoratrici della Lidl, dopo lo sciopero generale della Cgil, in accordo con l’Onda degli Studenti Universitari, il Centro Sociale Bruno ed i vari movimento presenti a Trento, invitano tutta la cittadinanza ad un presidio davanti alla Lidl nel pomeriggio del 12 dicembre alle ore 14,30.
Sarà un presidio particolare dove si discuterà, con studenti, professori, lavoratori e cittadini di lavoro, di riforma della scuola, delle privatizzazioni dei beni comuni, ma sopratutto delle condizioni reali di lavoro fra diritti reali e diritti virtuali.
La Filcams Cgil del Trentino – La RSA della LIDL di Trento
Trento, 11 dicembre 2008






