Pubblicato da filcamstrento su 2, Luglio 2008
Sulla vicenda della TAV in Val di Susa pubblichiamo un articolo tratto da IL MANIFESTO a firma di Ragozzino, che ci sembra illuminante su come vengono trattate, da parte della grande stampa, le notizie sulle lotte contro l’alta velicità e le grandi opere, a partire dalla lotta dei cirttadini della val di Susa a cui siamo solidali.
La Filcams Cgil del Trentino
Si ridisegna tutto, sulla Torino-Lyon, tranne l’idea stessa della nuova linea. Molti sindaci della Bassa Valle di Susa sono d’accordo; il movimento No Tav è contro. Il commissario ai trasporti dell’Ue, Antonio Tajani, può cantare vittoria a Bruxelles e a Roma e vantare una prima fetta di finanziamenti europei. I finanziamenti diventeranno un obbligo in più in direzione della nuova linea.
Lo stato dell’arte, dopo la stesura del documento di Pra Catinat, da parte dell’osservatorio presieduto da Mario Virano, è all’incirca questo. I viaggiatori sulla linea saranno sempre pochi per giustificarne la costruzione, a meno che il prezzo dei carburanti per gli aerei non diventi davvero proibitivo - per esempio 300 dollari al barile - e di conseguenza essi viaggiatori triplichino di numero. In questo caso però i costi energetici per la costruzione della linea, in larga misura misurabili in termini di petrolio, saranno anch’essi talmente alti da rendere altrettanto proibitiva la costruzione della linea. Che fare, allora? Scavare con i picconi? Oppure utilizzare, secondo le note proposte del movimento No-Tav, la linea tradizionale del Fréjus, applicandovi i miglioramenti consigliati dai tecnici?
Questa seconda soluzione avrebbe il vantaggio di ottenere in poco tempo la linea, ma al tempo stesso l’enorme svantaggio di rendere assai meno profitti ai costruttori di grandi opere e in particolare a quelli specializzati in gallerie dentro le montagne. D’altro canto, il trasporto di merci sulla linea storica avrà bisogno di molti meno interventi - e quindi di meno capitali finanziari e meno tempo - dell’altra ipotizzata, costosa e realizzabile al 2025. Ma è sopportabile, o anche solo concepibile, sulla linea Lisbona-Kiev - detta anche Atlantico-Pacifico, per citare Silvio Berlusconi, protettore dei commerci - una tratta di 50 chilometri con velocità per le merci di 80 all’ora invece di 120? Tondini di ferro o sacchi di zucchero non cadranno in preda al nervosismo nel viaggiare così a rilento? Non siamo di fronte a un insulto intollerabile al progresso?
Il fatto che il progetto fosse tutto sbagliato tanto da richiedere modifiche di funzioni e di tracciato; e poi di tempi di realizzazione, previsioni di costi, traffico di merci e di passeggeri, spingerebbe chiunque a chiederne il ritiro. Non però Legambiente che si si dichiara contenta del fatto che si possa «realizzare qualcosa di veramente utile, condiviso con il territorio» e con priorità «non stabilite dalla lobby del cemento». Ma davvero la lobby del cemento è tagliata fuori? Davvero il «territorio» è d’accordo? Valdisusa ha difeso la democrazia, quella indivisibile, per tutti noi. Si merita che nel risponderle si dica la verità
Guglielmo Ragozzino, IL MANIFESTO - 1 luglio 2008
Pubblicato su NO Tav - Kein Bbt | Contrassegnato da tag: bbt, TAC, tav, val di susa | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da filcamstrento su 14, Maggio 2008
Ultimamente si sente spesso parlare di economia e di rapporto costi benefici da valutare a fronte dell’attuale trend di crescita e molte personalità di indubbio spessore insistono nel considerare certa la proiezione in aumento del movimento merci fra nord e sud del Mediterraneo. Economia, sviluppo, competizione fra stati, che pur inseriti in un contesto Europeo dovrebbero comunque contendersi i corridoi dei flussi delle merci, sia nord- sud che est-ovest dell’Europa. A questo punto sembrerebbe che se perdiamo queste occasioni la nostra vecchia Italia morirà di sottosviluppo a favore di altri stati nostri alleati e fratelli d’Europa.
Chi riuscirà a spiegare ad un semplice cittadino se l’Unione Europea è stata concepita solo su scala puramente volta alle opportunità economiche o se potrà fare propri anche altri valori come l’ambiente, i servizi, la cultura, etc. e poi dobbiamo chiederci quale tipo di merci si vuole continuamente spostare?… Ed a che scopo dovranno continuare a spostarsi in ogni direzione se è così facile costruire tutto sul posto ?
Ma si dice le multinazionali vogliono de localizzare e disarticolare il processo produttivo usando, di volta in volta, i territori più convenienti. Ma allora non di necessità si tratta ma solo di asservire il territorio, l’ambiente e i nostri diritti all’interesse delle multinazionali. Quindi si cerca di chiamare progresso il profitto e la voracità delle multinazionali
Dei danni ambientali è sempre più difficile parlare non solo perché la conoscenza ed il legame con il territorio si stanno sempre più affievolendo nell’agire quotidiano sia dalle amministrazioni a tutti i livelli che da noi cittadini, ormai sempre più corrosi nella nostra “cultura” dai pressanti messaggi pubblicitari. Ma la barca comincia a fare acqua, e sarà bene che chi a livello istituzionale pensa di continuare a voltare le spalle per non vedere, riesca anche a procurare un salvagente per tutti.
In quanto all’informazione sul tema TAV-TAC ci stiamo accorgendo in molti chi veramente sta usando slogan e stenta ad approcciare ad un serio confronto, un confronto che per fortuna comincia ad essere sempre più richiesto perché i rapporti fra politica ed istituzioni devono cambiare in seguito alla crescita culturale ed alla dignità dei cittadini.
Oggi in Italia una integrazione del trasporto nave/treno/camion non esiste. E questo significa più camion, più pedaggi, più gasolio: chi ci guadagna? Stato,Fiat, società autostradali, petrolieri mentre i camionisti si ritrovano a competere sulle strade senza soste e senza orari per un pugno di euro.
A quando una programmazione nazionale dei trasporti ?
Ma per non affrontare queste semplice cose si continua a parlare della necessità di costruire grandi opere la TAV/TAC, di inceneritori e ora, dopo la vittoria della destra anche di nucleare sicuro. E magari qualcuno, vedi Schmidt, ci vuole spiegare che dobbiamo fare la TAV perché oggi non si vuole affrontare la questione trasposti sull’esempio degli altri paesi europei.
Franco Tessadri e Ezio Casagranda
Trento, 14 maggio 2008
Pubblicato su NO Tav - Kein Bbt | Contrassegnato da tag: No Tav, Politica, trasporti | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da filcamstrento su 9, Maggio 2008
Su “l’Adige” del 6 maggio scorso il consigliere di amministrazione dell’Autobrennero S. Schmid ha pubblicato un breve scritto dal titolo “Il tunnel del Brennero salva l’ambiente” in cui, tra l’altro, ha segnalato come la realizzazione dell’opera sia indispensabile per affrontare i problemi del traffico merci sulla A22 (flussi in crescita, inquinamento).
Ancora una volta dobbiamo leggere argomenti generici, affermazioni non dimostrate, un po’ di propaganda a favore del progetto TAV/TAC sull’asse del Brennero.
E’ tutto da verificare che - come pensa Schmid - la nuova linea costituirebbe un buon canale per avviare verso il Nord Europa le merci scaricate nel “sistema portuale del Mezzogiorno, al centro dell’economia mediterranea e ponte naturale verso il Nord Africa”. L’ipotesi di trasformare l’Italia, e in particolare il corridoio del Brennero, in un territorio di transito gravato di tutti i costi finanziari, ambientali e sociali di questa strategia ci piace assai poco, anche perché gli sventolati vantaggi in termini di sviluppo e di occupazione semplicemente non esistono. Ma l’idea di questo paese come piattaforma logistica non regge neanche adottando la logica di chi la promuove. Il “Sole 24 Ore” e, ultimamente, il “Corriere della Sera” - noti quotidiani NO TAV - sono pieni di articoli che sottolineano la crisi gestionale del sistema portuale italiano (del tutto indipendente dalla mancanza di sbocchi TAV/TAC), la perdita di importantissime quote di traffico a favore dei porti del Nord Europa e spagnoli, la maggiore economicità dei trasporti marittimi. Vuoi vedere che costruiamo delle belle ferrovie veloci sulle quali poi non passano i treni merci? O vuoi vedere che gli olandesi e i belgi poi le usano per il traffico merci verso Sud, sotto il loro controllo?
Leggiamo da Schmid che “nei prossimi anni non saremo più in grado di reggere l’aumento del trasporto su gomma”. E’ vero, il traffico merci sulla A22 non lo reggiamo più - già oggi - perché ci opprime di inquinamento e di rumore. Ma non si può scrivere che siccome attualmente aumenta, aumenterà per sempre. E nemmeno si può usare l’incremento potenziale del traffico autostradale come motivo per proporre un’opera ferroviaria enormemente costosa, devastante per l’ambiente, che gli stessi progettisti dichiarano incapace di assorbire i flussi di merci irragionevoli che loro stessi ipotizzano (si chiama corto circuito). Perché non si prova adesso a ragionare su provvedimenti capaci di: 1) equilibrare i costi dei transiti in Italia, Austria Svizzera, e su tutto l’arco alpino, per allontanare dalla A22 quegli autocarri che la percorrono solo per pagare pochissimo; 2) diminuire subito un’altra quota del flusso autostradale merci spostandola verso le ferrovie esistenti (Lötschberg, Gottardo, Tauri, Brennero, in logica di rete); 3) sfruttare quindi in pieno la grande capacità residua attuale e futura di queste ferrovie, adeguatamente ristrutturate; 4) migliorare il nostro scadente sistema intermodale? Forse perché poi si vedrebbe che il progetto TAV/TAC non è così indispensabile?
Molto sviante è poi sostenere che la linea in galleria sia quella “maggiormente sostenibile per la salvaguardia del territorio agricolo disponibile, del paesaggio … “. Ci mancherebbe pure che fosse pensata all’aperto. Schmid prova in realtà a far passare l’idea che il progetto abbia un impatto “sostenibile”. Prendiamo allora i soli esempi che presenta e non insistiamo sugli altri gravissimi danni ambientali. Lui pensa alla linea eventualmente terminata fra 40/50 anni, e anche in questo caso sbaglia; ma si dimentica dei cantieri necessari per realizzarla. Le opere ferroviarie per l’alta velocità/capacità sono tra quelle che più consumano territorio in modo irreversibile: l’appoggio di un km di linea sacrifica 3,3 ettari; un portale di galleria a due canne (solo in Trentino ce ne sarebbero almeno sei) distrugge mediamente con i suoi piazzali e cantieri 5-8 ettari; 5 km di linea in galleria distruggono altri 5-8 ettari sempre per i cantieri. Per non dire poi dei regali al paesaggio fatti dai depositi di smarino o dalle tratte all’aperto con le relative interconnessioni alla linea storica (solo in Trentino ne avremmo circa 8 km di fronte a Sorni, a Sud di Mattarello, tra Marco e Serravalle).
Schmid scrive infine che “il trasporto su strada è responsabile di oltre il 30% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera” e che spostarlo “su rotaia ha … un effetto fortemente positivo per il risanamento ambientale atmosferico”. E’ molto riduttivo misurare le emissioni serra riferendosi esclusivamente all’esercizio dei convogli su una linea ferroviaria. Prima di tutto il consumo di energia di un treno è il quadrato della sua velocità; raddoppiandola il consumo di esercizio quadruplica. Le ferrovie poi bisogna costruirle, attrezzarle, dotarle di materiale rotabile, ecc.; nel bilancio proposto da Schmid bisognerebbe perciò computare, per l’intero ciclo di vita tecnica, tutti i consumi di energia e di materia, con le relative emissioni associate, relativi a costruzione, manutenzione e funzionamento. Si vedrebbe allora che dal punto di vista energetico-ambientale e dell’impatto termodinamico il trasferimento delle merci dalla gomma all’alta velocità e capacità ferroviaria è privo di giustificazioni. L’applicazione di questa metodologia di analisi alle opere nelle nostre valli potrebbe mostrare che per il solo tunnel di base del Brennero (55 km) sarebbero necessarie circa 671.000 tonnellate di acciaio, ovvero 1.254.000 tonnellate equivalenti di petrolio, ovvero 3.724.000 tonnellate di CO2 in atmosfera e circa 824.000 tonnellate di polveri sottili.
Quando lo facciamo un bel dibattito pubblico - ovviamente a cantieri e progettazioni bloccate - in cui i promotori provano a dimostrare l’utilità di questo progetto? A Schmid, poi, la sfida a mettere ordine nelle sue informazioni, non usare slogans, venire a un confronto aperto.
Officina Ambiente, Trento
Pubblicato su NO Tav - Kein Bbt | Contrassegnato da tag: Brennero, Kain BBT, No Tav, Tunnel | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da filcamstrento su 28, Aprile 2008
Presidente Napolitano ci pensi bene prima di pigiare quel bottone.
Premendo quel bottone, che avvierà la talpa meccanica necessaria a scavare il cunicolo pilota per la costruzione del Tunnel di Base del Brennero, darà la sua benedizione ad una delle opere più imponenti, con più devastazione ambientale, elevato rischio idrogeologico e spreco enorme di risorse che abbiamo mai visto.
Pensi bene alle conseguenze disastrose che la Tratta ad Alta Velocità (TAV) avrà, come già ha avuto in altre zone d’ Italia (Mugello), sulla vita dei cittadini e sul futuro dell’ambiente.
Pensi al rischio, che nessuno nasconde, di rovinare antiche falde acquifere, ben sapendo qual’ è oggi il valore dell’acqua.
Pensi alle montagne trapanate e ferite nel loro cuore.
Pensi al paesaggio completamente violentato nella sua purezza originale.
Pensi ai disagi che migliaia di cittadini italiani e sudtirolesi dovranno subire a causa di questa opera, che molti di loro contestano: polveri, traffico, rumori, vibrazioni.
Pensi che i tempi di attuazione di questa opera non sono ancora stati chiariti e che passeranno almeno due generazioni per vederne la fine, se fine ci sarà.
Pensi che gli immensi finanziamenti che questa opera richiede non sono ancora stati attribuiti, che solo pochi fondi sono stati messi a disposizione.
Pensi all’inutilità di opere così faraoniche nel cogliere il vero obiettivo, che è anche il vero problema dei cittadini delle valli: il traffico di TIR sull’ autostrada.
Il traffico autostradale di TIR: una lunga costante colonna di camion, spesso vuoti, un serpentone rumoroso, pericoloso ed altamente tossico per le popolazioni delle valli contigue.
La riduzione dei TIR è un problema di oggi, un problema che non può aspettare 30 anni per una presunta soluzione. Soluzioni che esistono e sono state più volte auspicate, e che già sono attuate in altre nazioni civili, ma che necessitano di scelte politiche.
Ci pensi bene Presidente.
Pensi alla Nazione, ai suoi cittadini e pensi che altre sono le priorità, invece che andare a scavar buchi nelle montagne: scuola, formazione, salute, servizi sociali.
Queste sono le esigenze del nostro Paese, problemi che hanno bisogno di risorse. Risorse che noi invece buttiamo a scavar gallerie.
Ci pensi Presidente.
Claudio Vedovelli
Bolzano - Altoadige/Südtirol -Italy
Come Filcams abbiamo ritenuto importante pubblicare questa lettera/appello al Presidente Napolitano sull’inaugurazione della più grande e devastante opera mai fatta in Trentino Alto Adige.
Ne condividiamo e facciamo nostro il contenuto e lo spirito di quanto scritto da Claudio.
La Filcams Cgil del Trentino
Pubblicato su NO Tav - Kein Bbt | Contrassegnato da tag: ambiente, bolzano, grandi opere, NO Tav - Kein Bbt | 1 Commento »
Pubblicato da filcamstrento su 28, Aprile 2008
In Provincia di Bolzano ormai i promotori del progetto della nuova linea ferroviaria alta velocità/capacità sull’asse del Brennero hanno capito che l’opposizione cresce con forza. E per arginarla credono di poter favorire un clima di intolleranza in cui ci sono anche spazi per intimidazioni di carattere personale.
Questa mattina - dietro invito personale del Presidente dei Fioristi nell’Associazione Provinciale Artigiani - Claudio Campedelli del Comitato NO TAV Kein BBT di Bolzano alle 11,00 ha fatto presso lo stand di settore indicatogli la presentazione del video in lingua tedesca dal titolo “Ohne wenn und aber”, realizzato dal Comitato Stop BBT della Valle di Vizze; alla fine del video ha aggiunto qualche parola di commento ad uso del pubblico, centrata soprattutto sul problema delle possibili interferenze dell’opera con le risorse idriche. L’incontro è terminato alle ore 12,15.
Il programma concordato per il pomeriggio prevedeva la ripetizione della proiezione del video in lingua italiana. E infatti alle ore 15,00 Claudio Campedelli ha prima mostrato alcune diapositive introduttive in italiano sul progetto per la galleria di base del Brennero; e successivamente ha avviato la proiezione del medesimo video della mattina, in italiano, dal titolo “Senza se e senza ma”.
A circa metà della proiezione - poco prima delle 15,30 - Claudio è stato avvicinato dal direttore della Fiera di Bolzano che in modo aggressivo e con minacce di una denuncia per manifestazione non autorizzata gli ha intimato di interrompere la proiezione e di abbandonare l’area della Fiera.
L’atteggiamento del Direttore non è cambiato di fronte alle indicazioni della sig.ra presente nello stand, che lo informava dell’invito giorni prima rivolto a Claudio. Questa informazione però non è stata confermata dal coordinatore dello stand dei fioristi, Sig. Psenner, che ha preso le distanze ed affermato di non conoscere l’invitato nonostante che questi fosse andato a presentarsi proprio a lui personalmente e a prendere accordi organizzativi il martedi 22.4 precedente tra le ore 15 e le 17.
Per evitare altre questioni, comunque, l’apparecchiatura è stata spenta e la proiezione interrotta tra lo sconcerto del pubblico. Subito dopo sono sopraggiunti due agenti di polizia che hanno identificato Claudio comunicandogli che si trattava di una manifestazione non autorizzata. La stessa comunicazione è stata poi rivolta a Claudio da altri due agenti, questa volta della DIGOS, aggiuntisi ai primi.
A tutti Claudio ha risposto in modo fermo e calmo che non era in corso alcuna manifestazione, che lui era presente come invitato a presentare del materiale informativo e divulgativo anche disponibile su siti Internet.
Durante l’identificazione il Direttore della Fiera ha continuato a sostenere che Claudio si era intromesso nell’area fieristica senza autorizzazione, che stava facendo attività politica in luogo aperto al pubblico e che comunque in quel luogo non era possibile parlare del Brennerbasistunnel.
Allontanatosi il Direttore e terminata l’identificazione, gli agenti hanno invitato Claudio ad allontanarsi e annunciato che dell’episodio sarà stesa una relazione. Io mi sono limitato fino a questo punto a riportare il resoconto di Claudio Campedelli, che tutti i Comitati e i Gruppi NO TAV KEIN BBT del Trentino e dell’Alto Adige conoscono e stimano per l’impegno che mette nella nostra battaglia.
Ma ora devo aggiungere qualche brevissima parola mia. A Claudio va tutta la nostra solidarietà e la garanzia che sarà massima la nostra capacità di vigilare sugli eventuali sviluppi di questo episodio. A chi ritiene che un clima di intolleranza e di intimidazione - invece che l’apertura di una discussione pubblica dopo il blocco immediato dei cantieri - potrebbe fermare la crescita della consapevolezza di quanto questo progetto sia inutile e devastante, diciamo: vi fate delle illusioni.
Officina Ambiente Trento
Trento, 28 aprile 2008
Pubblicato su NO Tav - Kein Bbt | Contrassegnato da tag: intimidazioni, No Tav | 2 Commenti »