Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Archivio per il 'No alla Guerra' Categoria

Articoli e commenti che trattano i temi della pace e contro qualsiasi guerra senza se e senza ma

Sigonella:base operativa Nato

Pubblicato da filcamstrento su 22, Giugno 2008

In materia di guerra, servitù militari e basi militari, pubblichiamo un articolo di Antonello Mangano, tratto dal Blog Terrediconfine, sul futuro ruolo della base di Sigonella.
la Filcams Cgil del Trentino

Il ministro della Difesa La Russa candida Sigonella come base operativa per il sistema AGS, un nuovo programma NATO che prevede di impiegare aerei con e senza pilota per le ricognizioni e la raccolta di informazioni su Africa e Medio Oriente, da destinare agli strateghi politici e militari dell’Alleanza atlantica e quindi della “war on terror” statunitense. Una follia che proietta l’Italia in prima linea nelle nuove guerre, pone interrogativi sull’uso del territorio nazionale e crea ulteriori problemi di sicurezza rispetto al traffico aereo civile.
Leggi intero articolo di Antonello Mangano

Trento, 22 giugno 2008

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Altri continueranno

Pubblicato da filcamstrento su 22, Giugno 2008

Riceviamo e pubblichiamo questo importante contributo degli amici del Ciapas in solidarietà ai 36 cittadini che si sono opposti ai lavori della base di mattarello e che sono stati caricati e denunciati dalla polizia.
La FIlcams Cgil del Trentino

SOLIDARIETÀ AI MANIFESTANTI CONTRO LA BASE MILITARE DI MATTARELLO
Una quarantina di cittadini che presidiavano pacificamente il terreno su cui intendono costruire la nuova base militare presso Mattarello, sono stati trascinati a forza in questura, e li trattenuti per oltre sei ore. Identificati, sono stati tutti denunciati.
Vengono perseguitati donne e uomini che in un raro e necessario intreccio di esperienze e di generazioni, dai minorenni ai sessantenni, si uniscono per difendere il territorio e impedire che la stretta valle dell’Adige, già cementificata, erosa ed inquinata oltre ogni sopportabilità in nome dei grandi interessi della cupola
affaristica, diventi una rampa di lancio per le guerre di aggressione della N.A.T.O. perché di questo si tratta, a dispetto delle minimizzazioni manipolatorie e false da parte dei politici di turno che amministrano.
La nuova base militare ospiterà 1600 soldati professionisti, il che vuol dire un’area militare collegata strategicamente con le guerre in corso; al suo interno è prevista una zona coperta da segreto militare, e dove ci sono segreti ci sono armi della cui natura non possiamo sapere niente. Il sospetto, quindi, è d’
obbligo! La sua costruzione significa l’esproprio di trenta ettari di prezioso terreno agricolo, inquinamento del territorio, intenso sfruttamento di risorse, fin ora e giustamente pubbliche, come l’acqua
e l’energia. Il tutto in un quadro di scambi fra Provincia, Comune e lo Stato italiano(?), di terreni e immobili in cui difficile trovare tracce evidenti dell’interesse pubblico, e cioè dell’interesse del popolo.La dignità esiste ancora ed è esattamente negli essere umani che stanno in basso, che non si lasciano schiacciare nella figura del consumatore inesorabilmente impoverito, o del rassegnato spettatore. La dignità esiste in questi donne e uomini che lottano prendendosi a cuore l’interesse di tutti e non in quelli che stanno in alto a avazzare nella ricchezza del potere che gronda sangue, sofferenze, umiliazioni, malattia, morte, distruzioni e saccheggio per milioni e milioni di uomini e per la terra che gli ospita. Per tutte queste ragioni
continueremo ad opporci alla costruzione della base, così come a quelle della TAV e dell’inceneritore.

Fraterni saluti.
Comunità Pastora Pavon e Amici del Chiapas.

P.S.:
Il sindaco, nella figura del vicesindaco, aveva concordato un incontro pubblico per giovedì 19, incontro a tutt’oggi confermato, in cui avrebbe considerato e valutato le ragioni di chi esprime forte contrarietà alla costruzione di quella base. Una contrarietà sostenuta dalla raccolta di mille e più firme degli abitanti del territorio circostante alla prevista base militare. Quale fiducia si può avere della parola di un uomo e di una amministrazione
che, mentre dicono di voler ascoltare, fanno cominciare i lavori? È evidente che la parola data a quelli che stanno in basso, e osano pensare, per i politici non vale niente!

Trento, 22 giugno 2008

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La legge dell’immunità

Pubblicato da filcamstrento su 21, Giugno 2008

Il caso è chiuso Non per chi è morto ferito, non per chi ha subito una perdila irrime­diabile. E, nemmeno, per tutti quelli alla continua ricerca di un altro mo­do di vivete e affrontare con fiducia anche eventi tremendi come una piena un sequestro di persona.
Ma per L’Italia ufficiale il caso è chiuso: l’omicidio di Nicola Calipari è stato un doloroso incidente, inutile tornarci sopra, sbaglialo cercare di ca­pirne il perché.
Questo ha detto ieri La Corte diCas­sazione. Questo in modo indiretto, aveva già detto la grande maggioranza del mondo politico. E, forse, anche la rassegnazione all’esistente di buona parte della pubblica opinione. Nell’aula del tribunale supremo della Repubblica abbiamo sentito parlare di “Legge della bandiera” e di “Legge dello zaino”, ascoltato le di­verse interpretazioni dei mandati dell’Onu e di lettere di Colin Powel. E quella definizione, “immunità funzionale”, con cui un procuratore generale e l’avvocato dello stato (su manda­to del governo) hanno chiesto di non processore Mario Lozano, il marine reo confesso. Per finire con la sentenza che chiude il caso.
Non avremo altra occasione istituzionale per cercare la verità, per sapere quali erano gli ordini o, anche più banalmente, quali siano stati gli “errori” e le “leggerezze”. Immunità funzionale significa che il lavoro della guerra non può essere giudicalo, anzi che va celato e custodito dal segreto. Altrimenti si mette in discussione la legge non scritta ma suprema: chi detiene la forza deve essere messo in grado di esercitarla liberamente, altrimenti si mina la sua stessa indiscutibile natura.
Per tre anni,in un gioco di ruoli gestito a rovescio, abbiamo visto il potere politico delegare alla magistratura il compito di risolvete un irrisolvibile conflitto diplomatico e il potere giudiziario chiedere al governo una una via di uscita alla sua impossibilità di giudicare un colpevole.
Un gioco a som­ma zero.
La magistratura italiana non ha avuto il coraggio di affrontare un processo che avrebbe messo sotto i riflettori le assurdità delle guerre il collasso del diritto internazionale e rischiato di guastare i rapporti Italia - Usa.
Forse non si poteva pretendere tanto, forse il problema è “tutto nella gestione politica di questa vicenda” come ha detto ieri il procuratore generale che ha chiesto e ottenuto l’archiviazione del caso. Ma non della politica per come l’intende lui, legandola banalmente a questo o quel governo.
Della politica nel senso più ampio delle relazioni umane, degli opportunismi e delle subalternità alle logiche della forza. E questo riguarda tutti, persino quel procuratore.
Gabriele Fola
Da IL MANIFESTO del 20 giugno 2008

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Bloccare i lavori è possibile

Pubblicato da filcamstrento su 18, Giugno 2008

Appuntamento giovedì 19 giugno 08
d ore 17,00 in via Belenzani a Trento.

Ieri, sulla strada statale che costeggia la futura base militare è stato allestito un simbolico presidio, con gazebo e striscioni, tavolini e bandiere. Un modo per dire che “l’obiettivo è quello di non mollare” Molte le bandiere con scritto “No alla base militare, nè a Mattarello nè altrove”. Una prima risposta sindaco Pacher che nei giorni scorsi ha dichiarato “che siamo arrivati tardi, ormai è stato tutto deciso”.
Domani, giovedì 19 giugno alle ore 17 in via Belenzani è fissato un presidio sit-in in occasione dell’incontro con il Sindaco Pacher al quale saranno consegnate firme raccolte in calce all’istanza che chiede il blocco dei lavori.
Portiamo fischietti e tutta la nostra voglia di farci sentire per dire a gran voce ai cittadini di Trento ed alle Istituzioni che dobbiamo uscire dalle nostre “moderne carceri” per gridare che la base militare di Mattarello non è una operazione urbanistica ma significa guerra e distruzione ambientale.

Ezio Casagranda -  Filcams Cgil del Trentino
Trento, 18 giugno 2008

NO DAL MOLIN: SOLIDARIETA’ AI NO BASE DI MATTARELLO
A quanto pare l’uso della forza è l’unica risposta che, da qualche tempo, viene data a chi rivendica democrazia. Anche a Mattarello, Trento, un presidio è stato sgomberato con scudi e manganelli e gli oppositori al progetto di militarizzazione di quel territorio sono stati portati in Questura.   
Il Presidio Permanente No Dal Molin esprime solidarietà ai cittadini di Mattarello che, la scorsa settimana, hanno bloccato le ruspe del cantiere per l’edificazione di una base militare; un presidio a tempo – i partecipanti avevano già annunciato di volerlo tenere fino a giovedì, giorno in cui consegneranno le firme raccolte al Sindaco – è stato comunque sgomberato. Come a Chiaiano, anche in questo caso il messaggio è chiaro: vietato opporsi.  
Noi abbiamo un’altra convinzione: che il futuro è nelle nostre mani; e al divieto di opporsi contrapponiamo la nostra determinazione. No alle basi militari, a Vicenza come a Trento
Presidio Permanente, Vicenza, 16 giugno 2008

Solidarietà da Don Andrea Gallo al presidio di Mattarello
Un vecchio partigiano, un vecchio prete si indigna per l’intervento violento delle forze dell’ordine nei confronti di pacifici cittadini.
Il problema della Pace è assolutamente prioritario.
Nel Triveneto ci sono efficienti 29 basi militari Usa-Nato.
Nei depositi decine di bombe atomiche.
Le 500 firme di Trento sono un grande segnale di consapevolezza civile, politica, culturale.
“Riempiamo i granai, smontiamo gli arsenali” diceva Pertini.
Cittadine, cittadini, alziamo fieramente la bandiera della Pace.
Un abbraccio grande, forza e determinazione!!
Don Andrea Gallo
Lunedì 16 giugno 2008

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No alla Base: sinistra dove sei??

Pubblicato da filcamstrento su 17, Giugno 2008

Anche oggi è continuato il presidio contro la base di Mattarello da parte dei cittadini di Trento aderenti all’assemblea permanente contro la base militare. Un presidio che ha voluto non solo testimoniare solidarietà ai 36 cittadini che ieri sono stati caricati sulle auto di polizia e portati in Questura, schedati e denunciati per “violenza privata, invasione di terreni, manifestazione non autorizzata, interruzione di servizio di pubblica necessità” per il solo fatto di aver difeso la Costituzione che all’articolo 11 recita “L’Italia ripudia la guerra..”.
Per questo si vuole denunciare come tutto questo sia avvenuto nel silenzio assordante delle Istituzioni, compreso il Sindaco di Trento, che con voce flebile dice che “non è mia competenza” come se l’assalto, immotivato e violento, fatto dalla polizia nei confronti di suoi cittadini, non lo riguardasse.
Nell’assordante silenzio delle Istituzioni e dei partiti di governo l’assenza della sinistra assomiglia al fragore di una frana, come la sua caduta di consensi alle ultime elezioni. Per me questo silenzio, questa sua assenza nel movimento di opposizione alla base militare ha qualcosa di incomprensibile, anzi ha dell’incredibile.
Cara sinistra o ex sinistra o come ti vuoi chiamare, se ci sei non battere un colpo, come diceva Moretti, ma fatti coinvolgere e contaminare da questo movimento di cittadini che con la sola forza dei loro corpi e della loro convinzione di essere nel giusto, si oppongono ai nuovi scenari di guerra. Per questo se vuoi avere un futuro partecipa attivamente, con convinzione, oltre che con umiltà, alle iniziative che si oppongono alla guerra, alle grandi opere e a questo modello sociale che genera precarietà, paura e nuove povertà.
Quello della base di Mattarello è un progetto di sperpero di pubblico denaro (quante case Itea e quanti servizi alla persona si possono fare con 40 milioni di euro?) di devastazione ambientale e di guerra che non può essere tollerato da una città come Trento che vuole essere città della pace.
Per questo ritengo che la lotta contro la base militare di Mattarello non si può essere delegata ad altri ma deve essere assunta da ognuno di noi in prima persona. Unica condizione per conquistare un futuro di pace contro quanti vogliono farci vivere il futuro in una prospettiva di guerra e di paura.
Partecipa alla mobilitazione contro la base militare di Mattarello, sii parte attiva per conquistare un futuro di pace e di benessere sociale per te e per i tuoi figli. Contro la guerra senza se e senza ma.
Ezio Casagranda
Trento, 17 giugno 2008

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