Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Archivio per il 'Internazionale' Categoria


Il muro della vergogna

Pubblicato da filcamstrento su 24, Giugno 2008

ll muro della vergogna, che deve separare fisicamente il continente nordamericano tra i suoi abitanti ricchi e quelli poveri, cresce ogni giorno di due miglia, più di tre chilometri ogni 24 ore. Dal 2002 ad oggi, in appena sei anni, le guardie di frontiera statunitensi sono passate da 5.000 a 16.471 e il governo di George Bush considera un trionfo tutta la propria politica migratoria. In realtà l’unico successo è quello di riuscire a mettere in maggior pericolo la vita dei migranti. Secondo uno studio del Centro di Studi Migratori dell’Università di San Diego, nella parte statunitense della California, ripreso dal quotidiano La Jornada di Città del Messico, il 90% dei migranti è cosciente che il viaggio verso nord sia “molto pericoloso” e uno su quattro ha conosciuto personalmente qualcuno che è morto nell’attraversamento della frontiera. Tuttavia, la pericolosità del viaggio e i parenti o gli amici morti o assassinati dalle guardie di frontiera, in nessun modo fermano il flusso; ovvero l’aumentata pericolosità non ferma nessuno. E in realtà i migranti hanno ragione, visto che comunque 19 su 20 di loro trovano comunque la maniera di entrare negli Stati Uniti. La conclusione del professor Wayne Cornelius, curatore dello studio, è pertanto opposta a quella del governo Bush: “la frontiera fortificata non è un fattore di dissuasione”. Non solo, il tasso di successi, ovvero i migranti che comunque riescono a entrare negli Stati Uniti, è rimasto invariato tra prima e dopo la fortificazione e militarizzazione della frontiera. Cosa è cambiato allora nell’era Bush? Per esempio il costo del viaggio. Prima, alla fine del XX secolo, il costo indispensabile dei coyote, le guide (il corrispondente dei nostri conduttori di gommoni e imbarcazioni che attraversano il canale di Sicilia) superava di poco i 900 dollari. Con l’aumentare esponenziale del pericolo il costo è cresciuto e secondo lo studio citato si colloca intorno ai 2100 dollari. Un altro motivo che, se non frena comunque l’immigrazione, accresce le difficoltà dei migranti, quasi sempre braccianti poverissimi espulsi dalle campagne a partire dall’entrata in vigore del trattato di libero commercio del nord America il primo gennaio 1994, e delle loro famiglie. Inoltre è cambiato il numero dei morti, in crescente aumento, laddove solo il numero dei corpi recuperati ed identificati che oggi supera le 500 unità l’anno e che ammonta a circa 4.700 persone dal 1995. Infine, la militarizzazione ha trasformato il normale traffico di frontiera, nel quale una parte importante dell’immigrazione al Nord era solo stagionale, in una scelta definitiva, che lascia oltretutto il deserto alle spalle dei migranti. Secondo il rapporto solo favorire l’ingresso legale degli immigrati e finanziare lo sviluppo nelle regioni messicane a maggior tasso d’abbandono potrebbe cambiare e migliorare la situazione. Ma per questo non c’è una lira. Più dettagli sul rapporto a questo indirizzo www.immigrationpolicy.org

Pubblicato su Internazionale | Contrassegnato da tag: , , , | Non ci sono Commenti »

L’Europa dei capitali

Pubblicato da filcamstrento su 13, Maggio 2008

Giorgio Cremaschi: “L’ossessione della Banca Europea contro i salari e le sentenze della Corte di giustizia a favore della precarietà del lavoro, chiariscono che questa Europa è contro i lavoratori.”

“Ancora una volta la Banca Europea si esprime ai suoi massimi livelli contro l’aumento dei salari. In un momento nel quale i profitti crescono, così come le ingiustizie sociali e i salari, soprattutto in Italia, sprofondano, questa posizione è di un’iniquità sociale senza precedenti. Tuttavia, questa dichiarazione ha un doppio pregio. Da un lato chiarisce che in Europa l’attacco al contratto nazionale e alla contrattazione avviene nel nome del legame sempre più stretto tra salario e produttività. Per cui il documento Cgil, Cisl, Uil è solo un arretramento rispetto a quest’offensiva. Inoltre questa presa di posizione ha il pregio di chiarire che l’Unione Europea che sinora si è costruita, è sempre più una diretta avversaria del mondo del lavoro. La Banca Europea, con la sua ossessione contro i salari da un lato, le sentenze della Corte di Giustizia che distruggono i contratti nazionali dall’altro, dimostrano che l’Europa che si sta costruendo non è quella dei diritti, ma quella del mercato e della libertà d’impresa.”
“Il movimento sindacale deve esplicitamente schierarsi contro questa costruzione europea, non in nome del nazionalismo o del regionalismo, ma in nome dello stato sociale e dei diritti contrattuali dei lavoratori, che sono uno dei più alti patrimoni del continente, patrimoni che la dissennata politica delle istituzioni comunitarie sta distruggendo.”
“Questa Europa è avversaria dei lavoratori, se si vuole impedire la xenofobia e la guerra dei poveri nel continente, bisogna mettere in discussione alla radice la cultura e i poteri che governano oggi l’Unione.”
Roma, 13 maggio 2008

Pubblicato su Internazionale | Contrassegnato da tag: , , | 3 Commenti »

Colombia: di lavoro si muore, ma ammazzati

Pubblicato da filcamstrento su 5, Maggio 2008

Esiste un paese al mondo, la Colombia, dove le morti dei lavoratori non sono solo bianche, ma da anni si combatte una guerra contro i loro diritti eliminando uno a uno chiunque osi alzare la testa e reclamare legalmente per i propri diritti. Nel 2008 sono stati 24 in appena quattro mesi i sindacalisti ammazzati, uno ogni 5 giorni. In passato in Colombia se facevi il sindacalista e rompevi le scatole per diritti basilari, ti facevano fuori e via. Una pallottola all’uscita del lavoro, o al ritorno a casa. Quasi una “morte bianca”, come vengono edulcorate in Italia. Ma negli ultimi anni i paramilitari che lavorano da sicari per le grandi multinazionali come per le piccole e medie imprese, hanno raffinato la loro tecnica. Il sindacalista viene sequestrato, torturato per ore sapendo che il suo destino è la morte, viene mutilato pezzo a pezzo quando è ancora vivo e in genere viene fatto morire dissanguato. Il corpo viene poi pietosamente restituito ai familiari, perché lo possano piangere ma sopratutto perché il terrore possa spargersi a macchia d’olio come il sangue del disgraziato. Secondo i dati della ENS (la scuola quadri della Confederazione generale del lavoro, CGT), in 20 anni di sindacalisti in Colombia ne hanno ammazzati 2.578, più di 120 all’anno, uno ogni tre giorni. Sono più morti di tutti i morti palestinesi e israeliani della seconda intifada, più morti di una guerra di mafia, ma i sindacalisti morti in Colombia non interessano a nessuno sulla stampa internazionale. E interessano poco o nulla alla giustizia colombiana. Appena 76 dei 2578 omicidi sono stati puniti dalla magistratura. In Colombia girano 2502 assassini di sindacalisti impuniti e pronti a colpire ancora nell’interesse dell’impresa, dalla Coca-Cola giù giù fino all’ultima falegnameria dispersa nella selva. E i risultati del sangue si vedono. Nell’era Uribe, i contratti collettivi si sono ridotti ad un terzo di quelli del decennio precedente e in un paese che cresce del 7% l’anno (un ritmo minore di Argentina o Venezuela, ma sempre considerevole) non vengono creati che posti di lavoro precari, più che raddoppiati sempre rispetto al decennio precedente.
Associazione Italia Cuba - Trento
Trento, 5 maggio 2008

Pubblicato su Internazionale | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Commento »

Perù:Annunciato lo sciopero

Pubblicato da filcamstrento su 8, Aprile 2008

Peru; Centrale sindacale annuncia sciopero se non liberano gli indigeni Detenuti.

La Confederazione Generale di lavoratori del Perù (CGTP) annuncia che convocherà un sciopero regionale en Loreto, in caso che la giustizia non libera gli undici lavoratori indigene detenuti dopo una occupazione della petroliera Pluspetrol.
Perù, 1 aprile ’08, (PULSAR), L’annuncio lo ha fatto Manule Coronato, segretario generale del Sindacato nella cittaà Iquitos, chi ha fatto sapere, che la misura di forza sarebbe il 10 di aprile.
La dichiarazione fu presentata dopo che le manifestazioni che questo lunedì domandarono la liberazione dei lavoratori della comunità kichwa e Achuar del popolo de Andaos, Amazzonia Peruviana
Un numero de 25 lavoratori di queste comunità furono detenuti due settimana fa a causa della repressione alla occupazione de un settore della petroliera argentina Pluspetrol. Le comunità hanno preso questa decisione per le mancanze di risposte alle loro domande: chiedevamo un incremento salariale, formazione del personale e collaborazione con il sviluppo delle comunità.
I fatti accaduti sono la conseguenza che la impresa petroliera Pluspetrol che opera nei fiume Corrientes, Tigre della Amazzonia peruviana , contratta la sua mano di opera nelle comunità Kichwa, gli indigena di Nuova Andoas, i dirigenti della compagnia petroliera non danno riposte, favorevole alle domanda fatta dei lavoratori; questi cominciarono azione di protesta il 20 di marzo,
IL Ministero dell’Interno Peruviano ha risposto con l’invio di 200 agenti della polizia Nazionale questi cominciarono a lanciare lacrimogeni contro i manifestanti.
Il bilancio della carica della forza di polizia fu di 3 indigene morti un poliziotto morto, e 25 indigene furono arbitrariamente detenuti nei suoi domicili, accusati di terrorismo.
I lavoratori sono detenuti in differenti caserme della polizie senza informare i loro familiare sulla loro detenzione, 17 di loro non comunicano in spagnolo non possono parlare con interpreti. Ci sono 2 minorenni con ferite da arma da fuoco.
La lista dei detenuti non sono stati ancora pubblicate dalle autorità.
Fino a oggi gli indigena sono stati privati della libertà per avere fatto uso del diritto de lotta per chiedere migliore condizione di lavoro, senza timore delle autorità, ne delle sue armi.
Agenzie di comunicazione Rodolfo Walsh.
1 aprile 2008

 

 

Pubblicato su Internazionale | Contrassegnato da tag: , , | Non ci sono Commenti »

La Soia e i Campesini

Pubblicato da filcamstrento su 26, Marzo 2008

IL Lockaut della Soia In Argentina Sollecitiamo politiche per i contadini Indigene – Comunicato del” Movimento Nazionale Campesino Indigena”
Ripudiamo il Lockout della soia.
Chiediamo politiche  per i campesini indigeniDal movimento Nazionale Campesino Indigena , esprimiamo nostro ripudio al lockout  dei produttori de soia ,il stesso esprime le ambizione egoista degli agro- negozi che non conformi con l’avere devastato e saccheggiato le risorse naturali per guadagnare milioni di dollari. Vogliono di più.
Le organizzazione dei produttori ,SRA,CRA,FAAE CONINAGRO solo esprime gli obbiettivi degli Agro –negozi .Oggi la sua bandiera e la soia transgénica .che  per i suoi alti guadagni ha distrutto i Boschi, sgomberato comunità campesine e indigene,contaminando la terra ,acqua e aumentando i prezzi degli alimenti nel mercato interno. Le nostre comunità si vedono ogni  giorno minacciati per i mattoni le macchine che distruggono i boschi che rispondono a questa politiche del campo. La soia per de più genera solo ,un solo posto di lavoro ogni 500 ettari . El continuare a seminare soia significa un campo deserto verde e contaminato , senza contadini e cita saturate di famiglie espulse delle zone rurale.
Sosteniamo che se deve fermare il avanzo de la produzione della soia in nostro paese crediamo che le ritenzione e tasse progressivi sono misure necessari , senza altro insufficiente .El governo per anni per anni ha promosso gli agro – negozi . No esistono politiche destinati alle comunità indigena .Alcuni piccoli produttori sono  rimasti coinvolti nel doppio discorso della Federazione Agraria Argentina e partecipano dei picchetti ingannati , le ritenzioni no pregiudicano agli piccoli produttori.FAA (Federazione Agraria Argentina) hanno abbandonato a suoi piccoli federati come lo ha fatto in diversi momenti della storia, i più recente suoi silenzi negli anni 90 quando furono espulsi del campo 300 mila produttori . Questa sarebbe una opportunità per definir le strategie di sviluppo in funzione della agricoltura campesina indigena ,il piccolo agricoltore che vive nel suo predio,il lavoratore rurale. Questa strategie deve contare con attore fondamentale alle organizzazione dei campesinos, destinare risorsi e mutui e contributi per migliorare le infrastrutture comunitarie, produttiva e di servizi sociali nel campo profondo , fermare i sgombri delle famiglie dei campesinos e indigeni , pianificare la distribuzione delle terre ,dar garanzie alla produzione di alimenti  e distribuire gli introiti .La corretta regolamentazione della legge dei boschi e fondamentale .la agricoltura campesina genera 35 posti di lavoro genuini per 100 ettari ,da garanzie de diversità produttiva, sviluppo della identità culturale e protezione e uso sostenibile delle risorse naturale  .E necessario avere la autonomia  Alimentaria de nostro popolo e questo no e compatibile con i Monocoltura transgenico Ne con Il LIBERO MERCATO   
Segretaria Operativa. Movimento  Nazionale Campesino Indigena
26 marzo ’08
Omar Serra
Associazione di promozione sociale “EL puerto”www.associazionelepuerto.com

Pubblicato su Internazionale | Contrassegnato da tag: , , | Non ci sono Commenti »