Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Archivio per il 'Immigrazione' Categoria


Precarietà e immigrazione

Pubblicato da filcamstrento su 5, Giugno 2008

Partecipiamo alla manifestazione contro l’ìintolleranza e la xenofobia.
Domani 6 giugno In piazza Duomo a Trento si terrà una manifestazione provinciale con l’intolleranza razziale organizzata da Cgil Cisl e Uil e appoggiata da molte associazioni locali. Un momento importante di denuncia di una situazione che le strumentalizzazioni politiche della destra e della lega rischia di portare ad un punto di non ritorno.
Essere presenti alla manifestazione è non solo importante ma deve servire a dire chiaramente che la “caccia indiscriminata agli immigrati” finirà per colpire i diritti e le libertà di TUTTI, noi compresi. Così si da inizio ad uno Stato di Polizia.
Noi vogliamo ribadire che bisogna andare oltre la giusta denuncia del clima di insofferenza e di xenofobia che si respira anche a Trento e quindi la denunciare che questa intolleranza sociale fomentata dalla lega e dalle destre si può battere solo costruendo una solidarietà sociale capace aggredirne le cause che ne sono alla base, a partire dalla precarietà, nel e del lavoro, la precarietà sociale causata dalle politiche di privatizzazione dello stato sociale, dall’Itea alla salute passando la scuola e i beni comuni.
La nostra presenza sarà una partecipazione “attiva e critica”, tesa alla costruzione di una comunità consapevole dell’ineluttabilità della società multiculturale, ma anche del fatto che il modello economico non è neutro rispetto all’insorgere di questa cultura razzista.
Infatti oggi il governo agita lo spauracchio dell’espulsione dell’immigrato a “prescindere” per evitare di impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione e da una precarietà sociale che ormai ha devastato l’intera sfera sociale e del lavoro.
Infatti è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Troppi, oggi, vogliono nascondere dietro un “polverone razzista” una tragica realtà fatta di bassi salari, di smantellamento dello stato sociale, di precarizzazione del lavoro, dovuta alle leggi come la Treu, la legge 30, dalle politiche di delocalizzazione delle imprese, senza dimenticare che la Bossi-Fini che espone i lavoratori extracomunitari al più terribile dei ricatti: quello del permesso di soggiorno.
Noi saremmo in piazza per dire con forza che è nella precarietà, ormai diffusa nella società come una metastasi, che affonda le radici il virus che genera quello stato di paura, mista ad angoscia della gente, e quindi bassi salari, perdita della casa, dello stato sociale a causa delle privatizzazioni e delle politiche neo liberiste di questo sistema economico sempre più autoreferenziale e fortemente esclusivo di miliardi di persone colpevoli solo di vivere in paesi diversi dal nostro.
Noi venerdì 6 siamo in piazza per denunciare che il nostro “nemico” non è e non sarà l’immigrato, ma chi crea il precariato.
Ezio Casagranda
Trento, 5 giugno 2008
 

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Verona Libera: No al fascismo

Pubblicato da filcamstrento su 17, Maggio 2008

Oggi a Verona ho partecipato ad alla manifestazione organizzata dai migranti non solo per ricordare Nicola Tommasoli, un ragazzo di 29 anni è morto dopo essere stato pestato in pieno centro in maniera selvaggia da un gruppo di cinque ragazzi italiani che frequentano la curva del Verona e simpatizzanti degli ambienti skinhead. Una giornata speciale caratterizzata da due grandi cortei, di cittadini, migranti, precari e studenti, hanno percorso le vie della città per dire basta al fascismo ed la razzismo e a quel clima di odio misto a paura che ha permesso l’omicidio di Nicola. Due momenti diversi ma uniti dallo stesso impegno di tradurre questo sdegno in azione concreta, di passare dal semplice appello ma un impegno costante per combattere a tutti i livelli, nelle istituzioni, sul lavoro e a scuola, quanti seminano odio e cercano di giustificare la mostruosità che hanno contribuito a generare.
In piazza Bra, riconquistata dai cittadini dopo i divieto del 25 aprile, si è trasformata in una grande assemblea popolare dove si sono alternati interventi, testimonianze, letture di poesie, ma fatta anche di una grande voglia di costruire un clima diverso di una nuova convivenza civile e democratica contro  quanti, sindaco Tosi in testa, intendono cavalcare per fini elettorali e personali il clima di paura e di “caccia” al diverso nel quale prolifera la destra reazionario e fascista.
Diritti civili, diritto di manifestare, sicurezza sociale nel e del lavoro, lotta alla precarietà sono obbiettivi comuni che sono stati al centro delle due manifestazioni e su cui deve concentrarsi il nostro operare di tutti i giorni. La precarietà è la madre di tutte le paure e insicurezze che oggi preoccupano gli italiani. Paura di perdere re il posto di lavoro e per i migranti il conseguente ritorno alle miserie dei loro paesi; paura di non accedere a quei diritti fondamentali che sono la casa e la salute a causa delle privatizzazioni dei beni comuni operate in questi ani dai governi e dalle amministrazioni comunali; paura di non farcela ad arrivare a fine mese con il salario sempre più magro ed i prezzi che aumentano vertiginosamente.
Una manifestazione che è riuscita ad andare oltre gli slogan e nel suo percorso lungo le vie di Verona ha saputo parlare e dialogare con la gente ed è arrivata a Veronetta in uno degli spazi più vitali e creativi della città per dire che una nuova cittadinanza è possibile. Veronetta, un quartiere in cui i bambini dei migranti e i bambini veronesi vanno a scuola, giocano e crescono assieme. Un vero esempio di integrazione fra culture e tradizioni diverse, in netto contrasto con un cultura razzista e xenofoba della cosiddetta “Verona bene” che tollera quelle bande di persone, socialmente pericolose, che anche grazie alle politiche del sindaco sceriffo Tosi e i partiti di estrema destra, possono agire mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini in una follia omicida di chi si sente legittimato ad odiare chiunque.
Contrastare il clima di regressione culturale, che è brodo di coltura per la destra fascista e xenofoba, è imperativo per tutti quanti hanno a cuore la democrazia, la convivenza civile e si battono per un mondo migliore, più giusto, più accogliente, senza razzismi e xenofobie. Questo è il messaggio che viene da Verona che con questa manifestazione non solo a detto NO alle politiche razziste ma ha inviato un monito importante a quanti, per puri calcoli elettorali, scimmiottano con queste frange violente e pericolose.
Ezio Casagranda
Trento, 17 maggio

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La paura e i rom

Pubblicato da filcamstrento su 17, Ottobre 2007

AIUTO !!!! HO PAURA DEI MIEI VICINI !!!!!
Ero un tipo tranquillo. Dormivo con le tapparelle alzate e giravo di notte senza problemi.
Oggi non è più così.
Non è successo nulla di particolare ma l’inquitudine è penetrata nelle ossa come il freddo d’inverno.
Fino a poco tempo fa non avevo particolari pregiudizi. Certo i rom un po’ rubano. I tunisini un po’ spacciano. Le nigeriane un po’ si prostituiscono. I senegalesi un po’ vendono merce contraffatta. Ma infondo nessuno sta nei dintorni di casa mia.
A furia di ascoltare telegiornali e di leggere cronaca nera un tarlo si è infilato nel cervello.
Cavolo! Questi qui sono molto peggio! Da loro la criminalità organizzata domina. Tutti i commercianti pagano il pizzo. Un sacco di attentati terroristici impuniti! Vari giudici sono saltati per aria! E poi avvengono delitti orribili!
C.. Z…Z…O.! Sono circondato da italiani!!!!

Paolo Teruzzi

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Quale politica per i Migranti ?

Pubblicato da filcamstrento su 26, Settembre 2007

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una precisa analisi delle associazioni dei migranti riuniti a livello nazionale il 9 settembre scorso della quale ricaviamo alcune considerazioni su cui riflettere.
La Filcams Cgil del Trentino

La situazione attuale
Nella discussione abbiamo rilevato omogeneamente che dopo due anni di governo Prodi la condizione dei migranti non è migliorata, anzi peggiorata. Il governo stesso, con le sue iniziative in materia (la proposta di legge delega Amato-Ferrero) dimostra l’intenzione di lasciare inalterato il regime della Bossi-Fini. Qualora, i concetti vaghi espressi in quel testo dovessero trasformarsi un giorno in una legge dello Stato (e chissà quanto stravolti dalla stesura di delega), essi non contengono nulla che parla di quei diritti di cittadina che vogliamo finalmente conquistare. Si parla di quote, di meccanismi d’ingresso, di meccanismi per il rinnovo, di mantenimento della detenzione amministrativa dentro e fuori i confini (CPT, CDI o come volete chiamare i moderni lager), di reato di clandestinità. E soprattutto rimane principio intoccabile dello Stato quello del permesso legato al reddito, al contratto di lavoro, all’abitazione! A fianco a ciò il governo continua ad intensificare e sostenere le politiche repressive su tutti i livelli: ai confini, mantenendo in vita il decreto anti-terrorismo, i blitz e gli sgomberi di ambulanti, campi rom, le reclusioni indiscriminate nei moderni lager, il potenziamento delle strutture dei CPT con nuovi finanziamenti, appoggiando il “patto per la sicurezza” di Veltroni, ecc. E che dire delle centinaia di migliaia di migranti uomini e donne (forse più di un milione) ancora in attesa da mesi e mesi del rinnovo di questa o quella sanatoria, di questo o quel decreto flussi, truffati dalle
poste ed in attesa del nulla-osta?E che dire di quanti sono entrati in Italia dopo l’ultima sanatoria (era quella collegata alla Bossi-Fini del lontano dicembre 2001), nei confronti dei quali il governo afferma in maniera irremovibile che neppure una nuova sanatoria (capestro ovviamente) è disposto a decretare?Se all’operato del governo, delle istruzioni centrali e locali, includessimo anche le iniziative della destra e le campagne mediatiche (anti-immigrati, anti-islamici, anti-clandestini, anti-prostitute), l’elenco della situazione attuale sarebbe infinito.
………………
Per il futuro abbiamo ragionato sull’esigenza di lavorare secondo queste prospettive:
1) è necessario articolare e promuovere un percorso concreto ed indipendente per una nuova mobilitazione nazionale, con manifestazione a Roma, contro la legge Bossi-Fini e con le parole d’ordine del 3 dicembre 2005. Al tempo stesso confermando il nostro il nostro netto dissenso alla legge delega Amato-Ferrero. Ma non vogliamo fermarci qui.
2) Un’azione di lotta nazionale articolata su almeno un punto dei temi che drammaticamente stanno colpendo la vita centinaia di migliaia di cittadini e cittadine migranti: l’abrogazione della truffa dello Stato relativa alla convenzione con le Poste per le procedure di rinnovo e di richiesta dei nulla-osta. Abbiamo ragionato che vogliamo discutere sulla possibilità di promuovere insieme la sfida di uno sciopero del lavoro migrante, articolato, di tipo metropolitano. Siamo consapevoli delle difficoltà che una proposta del genere contiene, ma vogliamo discuterne, approfondire collettivamente questa proposta ed il suo significato e lavorare concretamente alle sue modalità possibili.
ELENCO DELLE REALTÀ CHE HANNO PARTECIPATO ALLA RIUNIONEComitato Immigrati in Italia, Coordinamento migranti Bologna, Sinistra Critica Roma, RdbCUB, Red Link Roma, SdL intercategoriale, Horus Occupato, Assemblea migranti Snia Roma, Ex Canapificio Caserta, Action Roma, Collettivi Universitari La sapienza Roma, Ass. Sri Lankesi in Italia, Collettivo No Border Napoli, Attac, USI-AIT, F.A.I., Ass. Yakaar, Movimento di lotta Casa e Coordinamento Immigrati in Italia Firenze, Ass. ne Via Libera, Andrès Barneto.

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