Non lasciamo che il razzismo invada la nostra città
Sabato 21 febbraio 2009 – ore 17,00
Piazza Fiera, Trento
Attacchinaggio antirazzista sui manifesti affissi dalla Lega Nord.
I manifesti presentati dalla Lega Nord nei giorni scorsi hanno cominciato a fare capolino nei quartieri di Trento, con tutto il loro carico di odio e razzismo. Il quartiere di Gardolo è stato completamente tappezzato la notte scorsa, anche in centro storico sono comparse le prime affissioni. E così sarà per tutto il territorio cittadino in poco tempo.
Questa iniziativa trova spazio all’interno di una città attraversata in questi giorni dalla discussione sull’emergenza sicurezza, si somma al clima di odio innescato dagli imprenditori tristi della paura, alimentato dall’aggressiva intolleranza della Lega Nord. Il senso dell’ultimo manifesto leghista va ben oltre la “semplice” contrarietà alla concessione di un luogo di culto per la comunità musulmana, rappresenta l’essenza del razzismo, la sintesi della contrappostizione culturale ed etnica. Non è sufficiente un comunicato stampa, una generica condanna o una simbolica presa di distanza: in questo momento bisogna essere in grado di trasformare le parole e le buone intenzioni in fatti concreti, in pratiche di antirazzismo che riescano a fare breccia nel muro dell’odio e del razzismo che anche nei nostri territori viene costruito giorno dopo giorno dalla cultura leghista.
Nessuno spazio al razzismo!
E’ questo il messaggio che dobbiamo contrapporre alla propaganda dell’intolleranza.
Questa la scritta che deve coprire i manifesti affissi in città. Dobbiamo rifiutare la distinzione tra trentini e stranieri proposta dalla Lega, come dobbiamo rifiutare la distinzione tra cristiani e musulmani e qualunque contrapposizione che abbia come risultato la costruzione di un territorio che si divide tra cittadini di serie A – depositari di ricchezza, vantaggi, pretese – e cittadini di serie B, destinati a sempre maggiore esclusione sociale e a continue privazioni di diritti e dignità.
Per questo vogliamo che il secondo slogan che vada a coprire i manifesti leghisti parli dei nostri territori e della nostra comunità, vogliamo che dica con forza: Il Trentino è di tutti! Speriamo che tutte le associazioni del privato sociale, i gruppi di accoglienza, le assemblee migranti, coloro che per missione o per lavoro sono lottano per l’integrazione, i difensori dei valori democratici, i propugnatori del mondo migliore si uniscano e disobbediscano in nome della libertà e dell’antirazzismo. Il Centro Sociale Bruno mette a disposizione di chiunque voglia partecipare l’intero KIT per oscurare i manifesti della Lega Nord (scaricabile su centrosocialebruno.blogspot.com):
- Manifesto A4 “Per il razzismo non c’è spazio…” scaricabile on-line;
- Manifesto A4 “Il Trentino è di tutti!” scaricabile on-line;
- Colla da parati;
- Pennello da attacchino antirazzista.
Tenere lontano il razzismo dalla nostra città significa in questo momento anche accettare di mettere in pratica atti di disobbedienza civile come quello che proponiamo. Già da oggi cercheremo di fare una mappatura dei luoghi dove sono già appesi i manifesti invitando tutti per il pomeriggio di sabato 21 febbraio ad un appuntamento di copertura collettiva. Alle ore 17 troviamoci in Piazza Fiera.
Noi portiamo colla da parati e pennelli.
Centro sociale Bruno, Aps Officina Sociale
Aderiscono:Ezio Casagranda, Roland Caramelle, Omar Serra, Dino D’Onofrio
No al Governo razzista
Mobilitazione senza precedenti per fermare il governo razzista e anticostituzionale E’ in atto una svolta autoritaria, xenofoba e razzista, da parte del Governo che, aggredendo i lavoratori in lotta per il lavoro, attaccando i diritti costituzionali, colpendo le norme più elementari di civiltà verso i migranti, agendo in senso eversivo verso la Costituzione, come nel caso Englaro, rappresenta il più grave attacco verso la democrazia italiana dal 1945 ad oggi. E’ giunto il momento di costruire una mobilitazione totale che punti a mettere in discussione la legittimità morale, politica e costituzionale del Governo. Siamo in una fase nuova, senza precedenti per la nostra democrazia. Nulla di quello che è avvenuto sinora, anche grave nell’attacco ai lavoratori e ai loro diritti, ha paragone con la vergogna di questi giorni. Un governo incapace di affrontare la crisi economica, privo di idee, di scelte e legato solo ai propri interessi materiali, cerca di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi drammatici per l’occupazione e dalla crisi industriale, scatenando la caccia ai migranti, mettendo in discussione il ruolo del Presidente della Repubblica, aggredendo da tutti i lati i diritti costituzionali. E’ ora di dire basta. Facciamo appello perché cominci una mobilitazione senza precedenti, che scuota le fondamenta del consenso politico a questo Governo e che ne fermi l’aggressione alla democrazia. Tutte le prossime manifestazioni, tutte le prossime iniziative, a partire dal grande appuntamento del 13 febbraio, devono essere con più forza caratterizzate dalla lotta contro il Governo, che attenta alla Costituzione e ai diritti, usciti dalla resistenza e dalla lotta contro il fascismo.
Rete28aprile
Roma, 6 febbraio 2009
L’insostenibile costo di Fede
Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d’Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.
Testa d’Asfalto toglie l’ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d’Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d’Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c’è più. In realtà non c’era neppure prima. Gentiloni potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L’Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E’ bello contribuire al successo economico di Testa d’Asfalto con le.
Dal sito di Grillo
16 maggio 2008
Handicap e discriminazione
Mi chiedo come sia possibile, nel 2008 in un paese che si dice democratico, sottoporre persone affette da grave handicap a continue visite di revisione anche quando le patologie sono irreversibili: si può ben sperare nel miracolo, ma difficilmente guariranno in sei mesi!
Una persona affetta da handicap deve affrontare varie commissioni mediche, che noi contribuenti paghiamo salatamene, per valutare la stessa malattia: commissione per l’invalidità civile, per le agevolazioni all’assistenza dei familiari (legge 104/1992), per il collocamento mirato al lavoro, per la revisione della patente. Per ogni commissione bisogna preparare i moduli di domanda, vari certificati medici (emessi da non più di 3 mesi) che molte volte scadono per il tempo che intercorre fra la presentazione della domanda e la chiamata a visita, quindi alla visita bisogna portare altri certificati più aggiornati. Poi ci sono le commissioni per l’eventuale pensione di invalidità Inps, per non parlare dei vari ricorsi perché spesso le domande vengono respinte. Ora mi chiedo se non sia possibile unificare tutto in un’unica commissione annuale: farebbe risparmiare almeno 3 giornate al mese a chi si occupa della persona con handicap (visite per certificati, file e file per presentare le domande), tempo che dovrebbe essere dedicato all’assistenza, e tanti soldi a noi contribuenti che paghiamo queste commissioni! Ma soprattutto tanta ansia al portatore di handicap, perché non è bello essere ogni volta inquisiti come se ci si inventasse una malattia, e in più ogni volta c’è l’ansia della risposta che non si sa mai quando arriverà…
Le contraddizioni fra i vari verbali sono molte: la stessa commissione ti dichiara “invalido con totale e permanente inabilità lavorativa al 100%”, ma in un altro verbale da indirizzare all’Agenzia Provinciale del Lavoro dichiara che “tenuto conto della patologia indica quale possibile percorso di inserimento lavorativo la tipologia del collocamento mirato con un supporto di un servizio di mediazione”. L’Agenzia del Lavoro, dal canto suo, ti dice che non esiste un lavoro in Trentino adatto a questo portatore d’handicap e, ciliegina sulla torta, l’Inps non ti riconosce l’inabilità perché la commissione Sanitaria Provinciale dichiara che è possibile il collocamento mirato! Come non sentirsi abbandonati e presi in giro?
Mi chiedo anche se sia possibile che i membri di queste commissioni trattino le persone con handicap con un po’ di cuore, senza farle sentire delle approfittartici nei confronti dello Stato. All’ultima visita un membro della Commissione Provinciale ha affermato con tono inquisitore “lei ha già abbastanza agevolazioni!” Ma è un’agevolazione una pensione di 656 euro al mese dopo 29 anni di lavoro dipendente nell’edilizia e con un’invalidità al 100% ?
Invito inoltre la commissione a maggior professionalità visto che effettua gli accertamenti applicando norme ormai superate. Ad esempio nelle valutazioni per la legge 104/1992 verifica se ci sono i requisiti di “esclusività” e “continuità” che la giurisprudenza ha cancellato da tempo e in tal senso fa riferimento nel verbale alla circolare Inps n. 133/2000, che è stata sostituita dalle n. 90/2007 e 112/2007!
Mi si dovrebbe anche spiegare come mai da un anno a questa parte queste commissioni si sono incattivite: respingono la maggior parte delle domande, e se concedono quanto dovuto pongono una revisione semestrale anziché annuale: credo che se la Provincia di Trento vuole tagliare le spese a favore dei portatori di handicap lo debba dire chiaramente, senza prendere in giro i disabili con visite che si sa già a priori bocceranno la richiesta.
Per non parlare dell’introduzione dell’Icef nelle domande di edilizia pubblica (ITEA): nessuno si è accorto che i portatori di handicap sono stati svantaggiati rispetto alla precedente normativa?
Visto che siamo in campagna elettorale chiedo ai partiti e ai candidati se hanno in programma il rispetto dei diritti delle persone affette da handicap, magari concedendo loro una vita più dignitosa e non oberata da continui adempimenti burocratici.
Delegata Filcams Cgil
Trento, 7 marzo 2008
Mastella: La realtà supera la fantasia
Il Ministro della Giustizia (ex), Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell’Espresso,che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”.A che serve allora – direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine.
Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora – assicura l’editore – non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro:Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità. La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.
Anonimo





