Pubblicato da filcamstrento su 2, Maggio 2008
Riceviamo le considerazioni di un comagno. Essendo il Blog della Filcams Cgil del Trentino un luogo di discussione e confronto lo pubblichiamo come contributo al dibattito che coinvolge l’intera sinsitra.
La Filcams Cgil del Trentino
Vorrei fare alcune considerazioni sulla catastrofe politica e sindacale che stiamo vivendo.
Analizzando il voto si capisce benissimo che tanta gente o non è andata a votare o ha votato a destra/ultradestra o lega e questo perché non si sente più rappresentata da quelle forze di centro-sinistra o sinistra che storicamente rappresentavano il ceto medio o medio basso della popolazione.
Tutto questo è avvenuto con il preoccupante silenzio delle forze sindacali che si sono adattate da anni (CISL e UIL) ed ora anche la CGIL al volere dei poteri forti politici (chi non si ricorda del pacco per l’Italia era il 05/07/2002) e non per niente anche nelle fabbriche non si fa più lotta (anzi si inventano le giornate ecologiche gratuite di sabato) con le rappresentanze sindacali che tacciono (qui in modo unitario) e con il prosperare di sindacati di destra oltre che quello dei padroni.
Ci fanno paura con le storie degli extracomunitari (come una volta dei terroni), delle moschee, delle prostitute extracomunitarie sui marciapiedi, forse tutti si dimenticano che queste persone vengono sfruttate nei più svariati modi dagli “italiani” e che abbiamo un presidente del consiglio in pectore che si vanta di aver fatto in gioventù il cigolo (termine che significa prostituta al maschile) sulle navi per sbarcare il lunario.
Che dire della seconda carica dello stato Italiano, Schifani, un cognome un programma, chi l’ha sentito parlare può affermare che questo personaggio non ha il senso dello stato anzi….come può essere garantista di tutti gli italiani una persona con le sue amicizie ed il suo passato
Il mio è uno sfogo, credo di interpretare lo stato d’animo di tanti, ma vedere scene da ventennio per celebrare la vittoria del sindaco di Roma mi fa star male…politicamente parlando e pensare che è stata la miopia di quella classe politica di centro-sinistra e sinistra, che doveva rappresentarmi e che ho votato, a consegnare/regalare il mio paese a dei fascisti………….che tristezza.
Un indiano metropolitano
Trento, 2 maggio 2008
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Pubblicato da filcamstrento su 29, Aprile 2008
Riceviamo da Tommaso Ulivieri un suo scritto sui risultati elettorali. Essendo il Blog della Filcams Cgil del Trentino un luogo di discussione e confronto lo pubblichiamo come contributo al dibattito che coinvolge l’intera sinsitra.
La Filcams Cgil del Trentino
L’Italia si sposta a destra, nettamente.
Si è inoltre compiuta l’annosa operazione congiunta delle forze moderate e di destra (oggi PD e PDL) di “normalizzare” l’Italia liberandola da voci fastidiose che potessero disturbare il navigatore con i temi del Lavoro, della Laicità, della Guerra e dell’Ambiente, eliminando in un colpo solo dal Parlamento comunisti, socialisti ed ambientalisti.
Il contributo a questo capolavoro è stato di tutti, non solamente della sostanziale ignoranza del popolo della destra, educato da televisioni e gazzetta dello sport, e di chi ha radicalizzato le proprie posizioni xenofobe, mafiose, filopadronali e indulgenti verso l’illegalità, ma anche e soprattutto dell’antipolitica degli astensionisti e di quegli elettori “di sinistra” che, intontiti dall’avvelenata e abile bugia del voto utile hanno abbandonato le loro idee per buttarsi sul carro salvifico di Veltroni, senza curarsi della sua direzione – un programma sostanzialmente liberista, filoclericale, incentrato sulle logiche di mercato e della crescita – e del conduttore - gli imprenditori che staranno a cassetta e che certo non metteranno il bastone fra le ruote dell’armata di Berlusconi.
Chissà se questi ex compagni, che oggi mi pare di vedere a testa china per averla combinata grossa, avranno almeno il coraggio di darci una mano a liberare le macerie che hanno contribuito a fare?
Ma naturalmente non basta, e in fondo non serve, recriminare contro chi non ha votato “La Sinistra, L’Arcobaleno”. Serve invece capire dove abbiamo sbagliato e quindi da dove ripartire. L’Italia che si appresta a festeggiare il 63° dalla Liberazione antifascista, l’Italia di Gramsci e dei movimenti operai, l’Italia bella e soffocata dalla crescita indiscriminata, l’Italia dei Movimenti non può non avere voce nelle istituzioni. Ma par tornare a farlo deve ricominciare a farsi sentire e a convincere dal basso.
Tommaso Ulivieri
Circolo Alto Garda PRC - SE
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Pubblicato da filcamstrento su 15, Aprile 2008

Due sono i veri vincitori di queste votazioni dall’esito più che prevedibile: Confindustria e Vaticano i quali gongolano per il risultato di queste elezioni che hanno sancito la scomparsa dal Parlamento della Sinistra nel suo complesso.
Oggi sarò infatti più facile per Confindustria rivendicare la centralità assoluta dell’impresa, di pretendere una politica di sgravi fiscali e contributivi alle aziende, di procedere nel finanziamento delle grandi opere con la distruzione del territorio in nome dei profitti, di continuare con una politica di contenimento del costo del lavoro, dei diritti e di procedere con più celerità allo smantellamento del Contratto Nazionale e alla privatizzazione dello Stato sociale a partire dalla scuole per arrivare alla sanità. Il governo è pronto per sancire, come nel falso in bilancio, la possibilità per le imprese di socializzare le perdite e privatizzare i profitti.
Oggi per il Vaticano l’uscita della sinistra dal parlamento offre, su di un piatto d’argento, la testa della laicità italiana al papa Ratzinger e la sparuta presenza di qualche radicale non frenerà i pericoli dell’ulteriore deriva confessionale del Governo Berlusconi. La politica del PD, se stiamo alla campagna elettorale, non saprà andare oltre una difesa d’ufficio della già claudicante laicità dello Stato pena una pesante rottura della sua unità interna e quindi non sarà un grande disturbo nei confronti del grande manovratore clericale.
Per la sinistra è buio fitto e il 3%, dell’arcobaleno, l’1% del partito socialista e dei due partiti della sinistra radicale non ammettono scusanti di sorta sull’entità della catastrofe elettorale. Fuori dalle camere significa partire dal lavoro, dai bisogni della gente, ritornare a dare ascolto alla base e innescare processi decisionali capaci di coinvolgere le persone dentro una nuovo processo di lotta e di rinascita politica. Il tutto dentro una prospettiva di tenace presidio del terreno residuo e la consapevolezza che ci attendono tempi cupi per i diritti, per il lavoro e per le libertà civili individuali e non. La battaglia culturale dovrà trovare nuove forme di espressione, senza il timore auto castrante di perdere consensi elettorali, poltrone residue e comode prebende.
Ezio Casagranda
Trento, 15 aprile 2008
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Pubblicato da filcamstrento su 15, Aprile 2008
Dopo l’enorme sconforto, che credo abbia colpito tutti coloro che hanno sperato in qualcosa di meglio. Dopo questo tragico risultato, che va contro la storia politica di questa nazione e che favorisce soltanto gli interessi di pochi.
Dopo tutto, bisogna ricominciare, come un secolo fa (e anche oltre) nel costituire un movimento di sinistra, con umiltà e decisione. Ripartendo da ideali mai sopiti e attuali lotte, per ricreare un movimento che non solo punti alle prossime elezioni, ma che riunisca le odierne lotte e le rappresenti appieno affinché abbino il giusto risalto.
Troppo a lungo abbiamo portato avanti ambigue alleanze, per paura di scomparire dal parlamento: cosa che è accaduta egualmente.
Troppo a lungo abbiamo fatto di tutto per confondere chi ci seguiva e non capiva alcune nostre prese di posizione su argomenti molto seri: oggi ci ha presentato il conto. Troppo a lungo non abbiamo saputo prendere decisioni di sinistra senza se e senza ma: anni addietro dovevamo prendere coscienza che le sirene del governo della nazione ci avrebbe portato all’attuale risultato.
Troppo a lungo abbiamo lasciato i lavoratori in balia di coloro che li sfruttano: ci hanno abbandonati.
Troppo a lungo ci siamo divisi solo per trovarci a bestemmiare nell’attuale giornata. Ora, come anticipato dal compagno Casagranda, è il tempo di prendersi le proprie responsabilità e, per chi ha portato avanti una tale situazione, dare le dimissioni. Vi è bisogno di nuova linfa, di aprirsi a tutte le realtà di lotta che esistono in trentino e nella nazione, cercare di riunirle per far fronte comune alla prossima offensiva, che sicuramente si abbatterà sui ceti più deboli. Dobbiamo lasciarci alle spalle queste forche caudine e con umiltà richiamare coloro che si sono persi e convincerli che un nuovo mondo è possibile, una nuova sinistra può rinascere, un nuovo sindacato deve tornare a lottare per chi lo sostiene, eliminando la troppa burocrazia che lo sta minando nelle sue fondamenta.
La sconfitta di cui dobbiamo prendere atto è solo momentanea, anche se devastante. I movimenti di resistenza alla Tav, alle basi di Vicenza e Mattarello sono i semi che dobbiamo aiutare a far crescere. Solo da questo tipo di lotta si potrà costituire un collante per una nuova sinistra non più di governo e neanche parlamentare. Una sinistra che avrà ora il grave compito di opporsi, solo nelle piazze, a questa destra populista e reazionaria.
Le menzogne che ci hanno propinato sino ad ora, dall’Iraq all’Afghanistan, ai mutui facili, alle gallerie eco-sostenibili, alle basi dal volto umano , ai rincari, ai licenziamenti coatti, al precariato e tutto quello che avete sentito dire in questi ultimi mesi….Presto o tardi cadranno e lasceranno egualmente un paese sfinito, con una coscienza sfinita dalle continue prese in giro. E sarà allora, se vi sarà un movimento coeso, che la sinistra avrà la possibilità di rappresentare con dignità la lotta per il riscatto morale dall’imperante berlusconismo.
Quindi, sabato prossimo vi è il primo appuntamento al quale non dobbiamo mancare per dare la prima risposta, forte, al prossimo governo.
Spero che la gran parte di coloro che hanno votato i candidati dell’Arcobaleno, della Sinistra Critica , dei Verdi e del Partito Comunista dei lavoratori assieme al Centro sociale, a tutti i movimenti che rappresentano le diverse lotte in atto, ai rappresentati sindacali e alla cittadinanza attiva si ritrovi in piazza a Trento per gridare che la stagione dei diritti non è tramontata.
Nicola Messina
Per una SINISTRA unita
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Pubblicato da filcamstrento su 14, Aprile 2008
Su questo Blog in data 5 febbraio ho scritto che “…dopo essere “scomparsa” dalle fabbriche, dai posti di lavoro e dalle scuole la sinistra rischia di sparire lentamente anche dalle aule parlamentari …… a causa della sua incapacità di ascoltare i cittadini, di costituire un’alternativa credibile al modello neoliberista, di difendere il lavoro, la pace, l’ambiente, l’etica pubblica, la democrazia e la laicità dello stato davanti all’aggressione clericale di Ratzinger. In una parola una sinistra inadeguata, a dettare i ritmi del cambiamento, a costruire un futuro sostenibile, ad affermare con forza parole d’ordine come la decrescita.
Purtroppo il dato delle votazioni ci ha dato ragione. La sconfitta è drammatica e senza attenuanti. Non è sufficiente chiamare in causa i mass media che hanno sostenuto il dualismo veltrusconiano o altre scusanti che non ci sono.
La verità è che la sinistra non ha saputo, o non è stata capace dei parlare al cuore del mondo del lavoro, dei giovani e dei precari, delle donne e di quanti si sono sentiti traditi dalle politiche del governo Prodi. Non è stata capace di dare risposte alle aspirazioni di cambiamento, alle richieste di un mondo diverso o di proporre scelta capaci di far rinascere la voglia di lottare per cambiare le cose partendo dalla basso, dalle condizioni materiali del vivere quotidiano.
Una campagna tutta sulla difensiva mentre nell’agire quotidiano, non abbiamo risolto la contraddizione della nostra presenza nelle giunte con il PD o l’alleanza per il comune di Roma. Queste contraddizioni, non risolte, hanno fatto prevalere in molti la convinzione che questa sinistra più che alternativa fosse abbarbicata alle poltrone.
Il popolo della sinistra non ha perdonato la divisione su questioni come la pace, sulla base militare di Vicenza o sul rifinanziamento della missioni militari, le posizioni ondivaghe sulle tematiche dell’ambiente a partite dalla TAV, alle grandi opere fino alle centrali nucleari.
Quindi bisogna ripartire dai movimenti, dai comitati, dalle condizioni del lavoro, rilanciare i servizi pubblici, e rivendicare l’intervento pubblico in economia a tutela dell’occupazione, del salario e contro la precarietà. Un nuovo modello sociale che inizi a parlare di laicità, di etica sociale, di ambiente, di decrescita, di nuovi consumi e diritti sociali e immateriali come la cultura, il tempo libero, i diritti delle donne, per il salario di cittadinanza e per la ripubblicizzare i beni comuni come l’acqua. Rimettere in moto il rapporto democratico con la gente e la partecipazione dal basso per dare nuovo slancio e nuova linfa alle battaglie per il cambiamento sociale, e per nuovi diritti individuali e collettivi.
Ricostruire la sinistra è possibile, anzi è necessario, ma per fare questo bisogna avere il coraggio di ripartire da qui. Da quanti oggi hanno un collegamento reale con i bisogni della gente comune. Non serve la ricerca del capro espiatorio ma una rinnovata voglia di mettersi in gioco per dare gambe e prospettiva alla voglia di lotta per un modo migliore.
Ezio Casagranda
Trento, 14 aprile 2008
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