CD Filcams: Odg su accordo del 24-6-2009
Si è tenuto ieri il Comitato Direttivo della Filcams Cgil Nazionale dove, oltre alle procedure riguardanti la convocazione del Congresso Nazionale, che si terrà a Riccione il 19, 20 e 21 aprile 2010, ha aperto il dibattito sulle tematiche della crisi ed in particolare sulla vicenda dell’accordo del 24 giugno 2009.
Un accordo che è rimasto segreto fino all’udienza in tribunale di Milano sulla condotta antisindacale da parte di Esselunga. In quell’occasione la direzione aziendale ha prodotto il testo di un accordo siglato dai tre segretari di Filcams Fisascat e Uiltucs in data 24 giugno 2009, il giorno successivo alla firma dell’accordso sul patto per il lavoro.
Una situazione per la quale lo stesso segretario Martini, nella sua relazione, ha ammesso essere stato un errore non più ripetibile. Un’ammissione di colpa che sicuramente è importante ma non sufficiente a dirimere le questioni di metodo e di merito che tale accordo ha prodotto.
Nel metodo: non convincono le argomentazioni adottate dai vari compagni a difesa dell’operato quando sostengono che quel testo non ha cambiato niente. Ma se non ha cambiato niente o era una questione temporale in attesa della firma ufficiale del CCNL, perchè si è firmato una qualcosa che non ha valore?
Nel Merito: Purtroppo l’interpretazione di qualche azienda è e rimane, quella che il lavoro domenicale è un diritto delle azienda e quindi ne pretendono l’utilizzo a loro piacimento.
Queste le motivazioni che ci hanno portato a presentare un’ordine del giorno in cui si chiede che il segretario rimetta il mandato come condizione per una discussione politica a 360 gradi dell’intera organizzazione sulle questioni della contrattazione e dei rapporti interni alla nostra categoria.
L’ordine del giorno è stato respinto con due voti a favore e nessun astenuto.
Ezio Casagranda – Donatella Alberti
Roma, 25 novembre 2009
Filcams:assemblea nazionale deleagati/e
Nell’ambito delle iniziative decise dal Comitato Direttivo Nazionale della Filcams viene convocata per il 9 di ottobre , a Roma, L’assemblea dei delegati e delegate della Filcams per decidere le ulteriori iniziative di lotta della categoria per la conquista di un Contratto nazionale condiviso e votato dai lavoratori e dalle lavoratrici.
La Filcams Cgil del Trentino
Contrattazione: Modello Alita(g)lia
Dopo il fallimento della Lehman e il pericolo di Crac della più grande assicurazione mondiale, la Aig americana, le prime pagine dei giornali riportano le notizie della crisi che ha colpito l’economia mondiale e le coseguenze che tale situazione potrebbe avere anche in Italia.
Nonostante le “assicurazione” (ma nessuno ci crede) del Tremonti di turno (mentire è la loro specialità) le conseguenze saranno pagate pesantemente dai lavoratori e dai cittadini in termini di aumento dei mutui, dei prezzi e con la messa in discussione delle conquiste sociale del secolo scorso.
Una crisi che succhia miliardi di risorse pubbliche e di risparmi dei cittadini (oltre 500 mld di Euro secondo Draghi) ma non intecca le rendite e templi della speculazione finanziaria tanto che per il direttore della Banca Europea l’importante è che non crescano i salari.
In Italia il governo, Berlusconi in primis e ben supportato dai media, tenta di minimizzare le conseguenze di questa crisi ma nei fatti si appresta ad utilizzare questa scrisi per riscrivere le regole sociali e sindacali attraverso operazioni dirette sul campo.
Questo è il caso di Alitalia, dove non solo vengono modficate le regole del cosidetto “libero mercato” ma si cerca di definire le nuove regole dei rapporti sociali e sindacali.
Infatti, nella trattativa Alitalia, sul versante industriale siamo davanti non solo ad un palese conflittto di interesse di BancaIntesa, ma anche alla violazione di elementari doveri di un commissario straordinario (Fantozzi) che anziché ricercare la soluzione migliore per l’Azienda si prodica in mille riccatti sui lavoratori e sul sindacato per favorire la CAI.
Mentre, sul versante delle relazioni sindacali si impongono pesanti sacrifici ai lavoratori e si assolve in toto il management aziendale,(responsabile del disastro) e il disegno che ne esce è quello di una modifica sul campo del modello contrattuale in quanto viengono applicate nei fatti le tesi di Confindustria e della Marcegaglia.
Quindi la Cgil deve prendere atto, che l’attacco al sistema contrattuale generale, non avviene solo al tavolo di Confindustria ma anche dal Governo nella trattativa Alitalia.
Un sindacato che accetta a scatola chiusa un piano industriale a perdere, un taglio di 9.000 lavoratori su 20.000 e la riduzione drastica dei salari, non solo è complice ma è anche irresponsabile.
Il sindacato sarebbe ridotto a semplice parafulmini della rabbia dei lavoratori e cooresponsabile nella decisione di scaricare sulla collettività i costi di una operazione politica finalizzata a salvare i capitali dei padroni oltre alla faccia a Berlusconi.
Il mordere della crisi economica, l’aumento dei prezzi, la perdita del potere di acquisto delle retribuzioni, la continua deregolamentazione del mercato del lavoro e dei diritti, le politiche di privatizzazione di pezzi fondamentali dello stato sociale, gli accordi separati nel commercio e la richiesta di Confindustria di cancellare il ruolo contrattuale del sindacato sono nodi che non possono essere elusi.
Bene quindi la mobiltazione del prossimo 27 settembre ma la Cgil deve avere il coraggio di andare oltre, rompendo questa finta trattativa sui modelli contrattuali per riprendere il dialogo con i lavoratori e le lavoratrici e quindi rimettere al centro la la lotta per in ferie tutta la l lavoro, il salario e i diritti.
Ezio Casagranda
Trento, 17 settembre 2008
Democrazia, regole e contrattazione

Quanto valgono le regole per Fisascat e Uiltucs?
Oggi sulla stampa locale è apparsa una nota della Fisascat Cisl sull’accordo separato del contratto del commercio. Naturalmente il segretario nazionale di quell’organizzazione ha spiegato i contenuti, che a suo parere sono positivi, tanto da giustificarne la sottoscrizione.
Ora, non intendo polemizzare rimarcando la questione delle domeniche e l’orario degli apprendisti (72 ore in più) o distanza fra piattaforma e risultati dell’accordo che, a mio avviso, deve essere l’unico metro di giudizio di un contratto, ma solo richiamare alcune questioni che vanno anche oltre le negatività dell’accordo separato.
La prima riguarda il rapporto con i lavoratori. Perché se si ritiene di aver sottoscritto un buon accordo la Fisascat Cisl rifiuta di sottoporre questo accordo al giudizio degli interessati, i lavoratori e le lavoratrici del settore, tramite un voto vincolante come unitariamente concordato in sede di presentazione della piattaforma contrattuale? Perché questo voltafaccia rispetto agli accordi unitari? Forse si ha paura del giudizio di quei lavoratori e lavoratrici che a parole si dice di voler tutelare? Perché sono state rifiutate anche le nostre proposte di tenere assemblee informative unitarie? Si ha forse paura del confronto davanti ai lavoratori e lavoratrici ?
Ma se è così come si fa a parlare di democrazia nei convegni e nei congressi?
La seconda riguarda le regole concordate. Nella definizione delle richieste contrattuali abbiamo deciso modalità, procedure e regole di consultazione sia per la gestione della trattativa che per le sue conclusioni. Questi impegni unitari sono stati completamente disattesi dalle altre due sigle sindacali e quindi hanno generato una rottura che va oltre il merito contrattuale. Infatti, se ogni sindacato, può stracciare le regole concordate apre un problema che coinvolge le stesse relazioni fra sindacati. Non solo ma calpestare le regole minime mina ogni rapporto fra organizzazione, compreso il livello confederale. Come sarà possibile, fuori da una norma legislativa, definire nuove regole della rappresentanza se poi queste regole possono essere tranquillamente calpestate.
La terza questione riguarda il contratto provinciale del commercio e le domeniche di apertura per i negozi. La domanda da porsi è la seguente: questo accordo separato che prevede l’obbligo del lavoro domenicale ( almeno 15 domeniche annue) aiuta il sindacato, che vuole mantenere le attuali aperture (9 domeniche annue) o quelle forze che chiedono per Trento e Rovereto lo status di città turistiche? Aiuta o no la contrattazione provinciale visto che questo accordo è tutto subordinato agli interessi delle grandi multinazionali a scapito dei piccoli negozi?
Come Filcams Cgil del Trentino vogrremmo aprire una discussione oltre che sui contenuti dell’accordo separato anche su queste questioni che riguardano la natura stessa del sindacato, dalla questione democratica alla questione salariale. Attendiamo fiduciosi la disponibilità delle altre due sigle sindacali per avviare questo percorso.
Ezio Casagranda – segretario Filcams Cgil del Trentino
Trento, 4 settembre 2008
Lettera di diffida
Al voto ! al voto !! al voto !!!
E DEI LAVORATORI DEL COMMERCIO.
La Filcams Nazionale, in data 7 agosto 2008, ha inviato a Confcommercio, Fisascat e Uiltucs, una lettera di diffida in merito agli accordi da loro sottoscritti per i rinnovi dei rispettivi CCNL TDS.
Una scelta importante che apre la strada alle iniziative dei delegati per costringere le nostre controparti a riaprire il tavolo negoziale per modificare gli aspetti negativi del CCNL. Dal lavoro domenicale agli apprendisti senza dimenticare che il problema salariale, nonostante il rinnovo contrattuale ( 150,00 sono poche rispetto all’aumento dei prezzi), rimane un’emergenza che non può essere trascurata dalla nostra categoria e dalla Cgil.
Purtroppo la stampa e le televisioni si guardano bene dal dare le informazioni su cosa avviene all’interno della nostra categoria. Per loro. il destino di 2 milioni di famiglie, conta meno che le “scappatelle” del Presidente o di qualche frivolezza sul calcio mercato. (sarebbe troppo impegnativo, per questi giornalisti da velina, analizzare lo scaldalo morale e sociale che copre la compravendita di calciatori con spese milionarie che sono un vero e proprio insulto ai cittadini e a quanti vivono del proprio lavoro).
in questa fase la nostra responsabilità è grande e quindi è importante che la Filcams assuma a tutti i livelli la lotta per la modifica di questo accordo separato a partire dall’avvio in tutte le realtà di una fase vertenziale.
Una scelta che deve vedere al centro le delegate e dei delegati sindacali ridando loro ruolo e dignità in azienda ma anche dentro il sindacato.
Su queste questioni la posizione della Filcams, ma anche della CGIL, deve essere chiara e decisa, rilanciando l’iniziativa politica senza farsi condizionare da eventuali difficoltà di tenuta unitaria. Ai delegati va ridata rappresentanza e fiducia per costruire una contrattazione integrativa in grado di dare voce e corpo alle legittime aspettative, non solo salariali, dei lavoratori e delle lavoratrici del settore.
Questa, unitamente allo sciopero generale della categoria da farsi entro novembre è l’unica risposta all’arroganza della Confcommercio e alla sua collegata Confesercenti ma anche l’unico modo per fermare il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, che teorizza la messa in mora della contrattazione collettiva in generale e con essa anche la Cgil e il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori nella vita sociale e sindacale.
Non a caso Bonanni non solo omette volutamente nelle sue interviste tutta la parte relativa alla democrazia: ogni accordo collettivo deve passara attraverso una consultazione certificata dei lavoratori ma è anche uno strenuo oppositore a qualsiasi legge sulla rappresentanza sindacale. Una scelta che stride con quanto definito unitariamente ma che la Cisl pratica a tutti i livelli. Quindi la scelta di Fisascat e Uiltucs di non rispettare gli accordi unitari e definire unitariamente modalità e tempi per il voto delle lavoratrici e dei lavoratori, nasce da questa discrasia fra la teoria (intese unitarie) e pratica quotidiana (accordi separati).
Per questo, oggi non servono tatticismi ma una scelta di lotta chiara contro questo modi di fare sindacato ma anche contro le scelte di questo Governo che vuole cancellare diritti e conquiste del millennio scorso.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 26 agosto 2008









