Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Filcams:assemblea nazionale deleagati/e

Nell’ambito delle iniziative decise dal Comitato Direttivo Nazionale della Filcams viene convocata per il 9 di ottobre , a Roma, L’assemblea dei delegati e delegate della Filcams per decidere le ulteriori iniziative di lotta della categoria per la conquista di un Contratto nazionale condiviso e votato dai lavoratori e dalle lavoratrici.

La Filcams Cgil del Trentino

1 Ottobre 2008 Pubblicato da filcamstrento | Contratti | , , , , , | Ancora nessun commento.

Contrattazione: Modello Alita(g)lia

Dopo il fallimento della Lehman e il pericolo di Crac della più grande assicurazione mondiale, la Aig americana, le prime pagine dei giornali riportano le notizie della crisi che ha colpito l’economia mondiale e le coseguenze che tale situazione potrebbe avere anche in Italia.
Nonostante le “assicurazione” (ma nessuno ci crede) del Tremonti di turno (mentire è la loro specialità) le conseguenze saranno pagate pesantemente dai lavoratori e dai cittadini in termini di aumento dei mutui, dei prezzi e con la messa in discussione delle conquiste sociale del secolo scorso.
Una crisi che succhia miliardi di risorse pubbliche e di risparmi dei cittadini (oltre 500 mld di Euro secondo Draghi) ma non intecca le rendite e templi della speculazione finanziaria tanto che per il direttore della Banca Europea l’importante è che non crescano i salari.
In Italia il governo, Berlusconi in primis e ben supportato dai media, tenta di minimizzare le conseguenze di questa crisi ma nei fatti si appresta ad utilizzare questa scrisi per riscrivere le regole sociali e sindacali attraverso operazioni dirette sul campo.
Questo è il caso di Alitalia, dove non solo vengono modficate le regole del cosidetto “libero mercato” ma si cerca di definire le nuove regole dei rapporti sociali e sindacali.
Infatti, nella trattativa Alitalia, sul versante industriale siamo davanti non solo ad un palese conflittto di interesse di BancaIntesa, ma anche alla violazione di elementari doveri di un commissario straordinario (Fantozzi) che anziché ricercare la soluzione migliore per l’Azienda si prodica in mille riccatti sui lavoratori e sul sindacato per favorire la CAI.
Mentre, sul versante delle relazioni sindacali si impongono pesanti sacrifici ai lavoratori e si assolve in toto il management aziendale,(responsabile del disastro) e il disegno che ne esce è quello di una modifica sul campo del modello contrattuale in quanto viengono applicate nei fatti le tesi di Confindustria e della Marcegaglia.
Quindi la Cgil deve prendere atto, che l’attacco al sistema contrattuale generale, non avviene solo al tavolo di Confindustria ma anche dal Governo nella trattativa Alitalia.
Un sindacato che accetta a scatola chiusa un piano industriale a perdere, un taglio di 9.000 lavoratori su 20.000 e la riduzione drastica dei salari, non solo è complice ma è anche irresponsabile.
Il sindacato sarebbe ridotto a semplice parafulmini della rabbia dei lavoratori e cooresponsabile nella decisione di scaricare sulla collettività i costi di una operazione politica finalizzata a salvare i capitali dei padroni oltre alla faccia a Berlusconi.
Il mordere della crisi economica, l’aumento dei prezzi, la perdita del potere di acquisto delle retribuzioni, la continua deregolamentazione del mercato del lavoro e dei diritti, le politiche di privatizzazione di pezzi fondamentali dello stato sociale, gli accordi separati nel commercio e la richiesta di Confindustria di cancellare il ruolo contrattuale del sindacato sono nodi che non possono essere elusi.
Bene quindi la mobiltazione del prossimo 27 settembre ma la Cgil deve avere il coraggio di andare oltre, rompendo questa finta trattativa sui modelli contrattuali per riprendere il dialogo con i lavoratori e le lavoratrici e quindi rimettere al centro la la lotta per in ferie tutta la l lavoro, il salario e i diritti.
Ezio Casagranda
Trento, 17 settembre 2008

17 Settembre 2008 Pubblicato da filcamstrento | Contratti | , , , , , , | 3 Commenti

Democrazia, regole e contrattazione

Quanto valgono le regole per Fisascat e Uiltucs?

Quanto valgono le regole per Fisascat e Uiltucs?

Oggi sulla stampa locale è apparsa una nota della Fisascat Cisl sull’accordo separato del contratto del commercio. Naturalmente il segretario nazionale di quell’organizzazione ha spiegato i contenuti, che a suo parere sono positivi, tanto da giustificarne la sottoscrizione.
Ora, non intendo polemizzare rimarcando la questione delle domeniche e l’orario degli apprendisti (72 ore in più) o distanza fra piattaforma e risultati dell’accordo che, a mio avviso, deve essere l’unico metro di giudizio di un contratto, ma solo richiamare alcune questioni che vanno anche oltre le negatività dell’accordo separato.
La prima riguarda il rapporto con i lavoratori. Perché se si ritiene di aver sottoscritto un buon accordo la Fisascat Cisl rifiuta di sottoporre questo accordo al giudizio degli interessati, i lavoratori e le lavoratrici del settore, tramite un voto vincolante come unitariamente concordato in sede di presentazione della piattaforma contrattuale? Perché questo voltafaccia rispetto agli accordi unitari? Forse si ha paura del giudizio di quei lavoratori e lavoratrici che a parole si dice di voler tutelare? Perché sono state rifiutate anche le nostre proposte di tenere assemblee informative unitarie? Si ha forse paura del confronto davanti ai lavoratori e lavoratrici ?
Ma se è così come si fa a parlare di democrazia nei convegni e nei congressi?
La seconda riguarda le regole concordate. Nella definizione delle richieste contrattuali abbiamo deciso modalità, procedure e regole di consultazione sia per la gestione della trattativa che per le sue conclusioni. Questi impegni unitari sono stati completamente disattesi dalle altre due sigle sindacali e quindi hanno generato una rottura che va oltre il merito contrattuale. Infatti, se ogni sindacato, può stracciare le regole concordate apre un problema che coinvolge le stesse relazioni fra sindacati. Non solo ma calpestare le regole minime mina ogni rapporto fra organizzazione, compreso il livello confederale. Come sarà possibile, fuori da una norma legislativa, definire nuove regole della rappresentanza se poi queste regole possono essere tranquillamente calpestate.
La terza questione riguarda il contratto provinciale del commercio e le domeniche di apertura per i negozi. La domanda da porsi è la seguente: questo accordo separato che prevede l’obbligo del lavoro domenicale ( almeno 15 domeniche annue) aiuta il sindacato, che vuole mantenere le attuali aperture (9 domeniche annue) o quelle forze che chiedono per Trento e Rovereto lo status di città turistiche? Aiuta o no la contrattazione provinciale visto che questo accordo è tutto subordinato agli interessi delle grandi multinazionali a scapito dei piccoli negozi?
Come Filcams Cgil del Trentino vogrremmo aprire una discussione oltre che sui contenuti dell’accordo separato anche su queste questioni che riguardano la natura stessa del sindacato, dalla questione democratica alla questione salariale. Attendiamo fiduciosi la disponibilità delle altre due sigle sindacali per avviare questo percorso.
Ezio Casagranda – segretario Filcams Cgil del Trentino
Trento, 4 settembre 2008

4 Settembre 2008 Pubblicato da filcamstrento | Contratti | , , , , , , , , , | 1 Commento

Lettera di diffida

Lettera diffida Confcommercio

Lettera diffida Confesercenti

Al voto ! al voto !! al voto !!!

E’ UN DIRITTO DELLE LAVORATRICI
E DEI LAVORATORI DEL COMMERCIO.

La Filcams Nazionale, in data 7 agosto 2008, ha inviato a Confcommercio, Fisascat e Uiltucs, una lettera di diffida in merito agli accordi da loro sottoscritti per i rinnovi dei rispettivi CCNL TDS.
Una scelta importante che apre la strada alle iniziative dei delegati per costringere le nostre controparti a riaprire il tavolo negoziale per modificare gli aspetti negativi del CCNL. Dal lavoro domenicale agli apprendisti senza dimenticare che il problema salariale, nonostante il rinnovo contrattuale ( 150,00 sono poche rispetto all’aumento dei prezzi), rimane un’emergenza che non può essere trascurata dalla nostra categoria e dalla Cgil.
Purtroppo la stampa e le televisioni si guardano bene dal dare le informazioni su cosa avviene all’interno della nostra categoria. Per loro. il destino di 2 milioni di famiglie, conta meno che le “scappatelle” del Presidente o di qualche frivolezza sul calcio mercato. (sarebbe troppo impegnativo, per questi giornalisti da velina, analizzare lo scaldalo morale e sociale che copre la compravendita di calciatori con spese milionarie che sono un vero e proprio insulto ai cittadini e a quanti vivono del proprio lavoro).
in questa fase la nostra responsabilità è grande e quindi è importante che la Filcams assuma a tutti i livelli la lotta per la modifica di questo accordo separato a partire dall’avvio in tutte le realtà di una fase vertenziale.
Una scelta che deve vedere al centro le delegate e dei delegati sindacali ridando loro ruolo e dignità in azienda ma anche dentro il sindacato.
Su queste questioni la posizione della Filcams, ma anche della CGIL, deve essere chiara e decisa, rilanciando l’iniziativa politica senza farsi condizionare da eventuali difficoltà di tenuta unitaria. Ai delegati va ridata rappresentanza e fiducia per costruire una contrattazione integrativa in grado di dare voce e corpo alle legittime aspettative, non solo salariali, dei lavoratori e delle lavoratrici del settore.
Questa, unitamente allo sciopero generale della categoria da farsi entro novembre è l’unica risposta all’arroganza della Confcommercio e alla sua collegata Confesercenti ma anche l’unico modo per fermare il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, che teorizza la messa in mora della contrattazione collettiva in generale e con essa anche la Cgil e il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori nella vita sociale e sindacale.
Non a caso Bonanni non solo omette volutamente nelle sue interviste tutta la parte relativa alla democrazia: ogni accordo collettivo deve passara attraverso una consultazione certificata dei lavoratori ma è anche uno strenuo oppositore a qualsiasi legge sulla rappresentanza sindacale. Una scelta che stride con quanto definito unitariamente ma che la Cisl pratica a tutti i livelli. Quindi la scelta di Fisascat e Uiltucs di non rispettare gli accordi unitari e definire unitariamente modalità e tempi per il voto delle lavoratrici e dei lavoratori, nasce da questa discrasia fra la teoria (intese unitarie) e pratica quotidiana (accordi separati).
Per questo, oggi non servono tatticismi ma una scelta di lotta chiara contro questo modi di fare sindacato ma anche contro le scelte di questo Governo che vuole cancellare diritti e conquiste del millennio scorso.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 26 agosto 2008

26 Agosto 2008 Pubblicato da filcamstrento | Contratti, Sindacato | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Brunetta l’assenteista

In relazione alla “guerra” che il ministro Brunetta ha ingaggiato contro i “fannulloni” e gli assenteisti alcuni giornali hanno riportato la notizia che il Ministro Renato Brunetta è stato tra gli euro parlamentari italiani più assenteisti con una presenza del 48,21% piazzandosi al 611/mo posto. A proposito di coerenza morale e politica dei nostri ministri.
Ma non solo. Brunetta, oltre che assenteista è anche classista. Si lui nelle sue scelte pratica la lotta di classe che pubblicamente tanto detesta.
Infatti il nostro Brunetta nel mentre se la prende con “fannulloni“ dal pubblico impiego permette ai professori universitari – anche Brunetta lo è – di avere non solo il doppio lavoro ma anche il triplo o quadruplo, con le consulenze, gli articoli, la politica”.
Per questo lui opera una scelta di classe anche dal punto di vista culturale in quanto ritiene che il doppio lavoro, porti lustro e credito sociale al professore universitario e al barone accademico che tanto più sono stimati quanto meno si fanno vedere all’università, e invece porti decurtazioni dello stipendio, licenziamento, disprezzo, ammiccamenti e smorfie moralistiche all’impiegato di concetto che per fare quadrare il magro salario per qualche ora fa il muratore o l’imbianchino.
Non solo ma il nostro Brunetta non vuole licenziare il barone universitario che porta in cattedra moglie, figli e parenti vari, ma l’operaio comunale che si ammala o dopo il lavoro aggiusta un rubinetto o sostituisce un interruttore.
Una doppia morale che è la base su cui poggia il decreto Alfano che permette alle 4 più alte cariche dello Stato di ritenersi più uguali degli altri. Le regole in fin dei conti valgono per i comuni mortali e non per gli unti dal Signore.
A noi però rimane il sospetto che queste scelte abbiamo come fine ultimo l’obiettivo di fare cassa (sui lavoratori malati) e preparare culturalmente (tutti fannulloni) il terreno per privatizzare interi pezzi della stato, dalla sanità alla scuola per arrivare alla privatizzazione dei beni comuni come acqua.
Non è un caso se a questo governo la pubblica amministrazione non piace quando non funziona, ma piace ancora meno quando fa il suo dovere. Cioè quando controlla gli evasori, quando verifica i comportamenti degli approfittatori e quanto ficca il naso nei bilanci delle società di comodo o fantasma. Infatti se non fosse così come si spiega il depotenziamento delle Strutture cui sono affidati i controlli fiscali.
Infine non va dimenticato che questo Governo sta stringendo il cerchio sul pubblico impiego, per cambiare le regole contrattuali anche del lavoro privato e il tavolo sulla riforma contrattuale ne è la dimostrazione.
E nel mentre si riduce il potere di acquisto dei lavoratori pubblici e privati (il CCNL del commercio e della distribuzione Cooperazione sono esempi lampanti) le caste intoccabili possono continuare a dormire sonni tranquilli in quanto nella foga “moralizzatrice” del Brunetta di turno, nessun divieto di cumulo di incarichi per i Deputati, per i Baroni delle Università e degli ospedali.
Cara Cgil cosa aspetti a lasciare la “stanza dei bottoni” (tavolo della concertazione) e scendere in piazza chiamando i lavoratori e le lavoratrici alla lotta e alla mobilitazione contro le scelte di questo governo, impersonate dal trio Brunetta Tremonti e Sacconi ,che sono il più pesante e generalizzato attacco al mondo dei diritti. Da quelli del lavoro a quelli sociali.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino

Trento, 20 agosto 2008

20 Agosto 2008 Pubblicato da filcamstrento | Contratti | , , , , , , , | 4 Commenti