Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

La Cgil che piace a Marcegaglia

Ritieni abbia qualche ragione per essere contenta?

«Quella degli assetti contrattuali è stata l’unica vera riforma istituzionale italiana di quest’anno: ha segnato la fine del conflitto ideologico tra capitale e lavoro. La “questione Cgil” me la sono posta, certo, ma ho firmato pensando che modernizzare le relazioni sindacali fosse essenziale e che il pragmatismo delle parti sociali avrebbe portato all’equilibrio. Così è stato. Quello che era sembrato un momento di divisione è poi stato superato: non è un caso che, metalmeccanici a parte, su tutti i contratti poi l’unità sia stata ritrovata, firmando accordi innovativi prima della scadenza e senza conflitti. Lo considero un successo».
Emma Marcegaglia al Corriere della Sera del 24 dicembre 2009

Con tanti saluti a tutti quelli che nella CGIL sono stati contrari all’accordo del 22 gennaio 2009, ma oggi firmano contratti ispirati proprio a quel documento, e a tutti quelli che vanno in giro “farneticando” sull’unità sindacale da “subito”, magari qui in Trentino.
Tanti, ma veramente tanti auguri di buon 2010!
Luigi Bozzato

Mi associo agli auguri di Luigi solo per ribadire che le dichiarazioni della Marcegaglia chiariscono, oltre ogni ragionevole dubbio, che in questo congresso sono in discussione i capisaldi della politica della Cgil e della sua capacità di essere alternativa alla logica “complice” di Cisl e Uil.
Gli ultimi accordi – che hanno avuto il placet di Epifani – vanno in quella direzione e quindi indicano, ancora prima del congresso, che una parte della Cgil ha già deciso di andare a canossa e quindi sottoscrivere, come successo con il CCNL del Terziaio, lo stesso accordo rifiutato dodici mesi fa.
Una scelta miope, che sarà portatrice di pesanti conseguenza per i lavoratori e per la stesa Cgil.
Per la maggioranza della Cgil sembra che il congresso debba essere semplicemente chiamato a rattificare una scelta fatta in altre sedi.
Il tutto alla faccia della democrazia, del ruolo dei lavoratori, della partecipazione richiamati dal documento di Epifani.
Ezio Casagranda

Trento, 5 gennaio 2010

5 Gennaio 2010 Pubblicato da filcamstrento | Articoli delegati, Congresso Cgil | , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Il Governo deve restituire il maltolto

I dati dell’Istat dimostrano che, se mediamente il reddito pro capite è cresciuto, il reddito derivante da lavoro dipendente nel 2009 è diminuito del -0,5% che nel mezzogiorno arriva fino al -0,8%. Cala l’occupazione, cala il salario, calano i diritti mentre crescono i prezzi e la precarietà nel lavoro mentre continua il trasferimento di ricchezza dal lavoro all’impresa ed alla speculazione.
Questo è il vero bilancio di due anni di governo Berlusconi e di una politica sindacale sempre più subalterna alle scelte dell’impresa e sempre più lontana dal lavoro.
Nel mentre le politiche governative continuano ad essere fonte di disuguaglianze sociali e sul versante della distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro il sindacato sembra preso da una sorta di mutismo rasseganto.
Una situazione che, come denuncia lo stesso Istat, rappresenta un’assurdità senza precedenti dove il 10% delle famiglie più ricche detiene una ricchezza trenta volte superiore a quel 50% che con difficoltà’ arriva alla fine del mese e che nel 2009 ha visto una famiglia su quattro in seria difficoltà dal punto di vista economico e sociale.
Una situazione assurda per la quele la Cgil deve rivendicare risposte precise dal governo sia sul versante della difesa dell’occupazione per evitare i licenziamenti sia sul versante della riduzione delle tasse sul lavoro come volano per la ripresa dei consumi e quindi della produzione.
Davanti all’ennesima proroga del vergognoso “scudo fiscale” che premia evasori, imprenditori corrotti e finanzieri d’assalto il ministro Tremonti (tre-conti) non può cavarsela con generici e fumosi impegni ma deve restituire ai lavoratori il maltolto. Deve restituire quanto il drenaggio fiscale ha eroso ai salari dei lavoratori che, secondo la Cgil, ammonta ad almeno 500 euro per i lavoratori e i pensionati. Questi soldi devono essere restituiti immediatamente.
Nel contempola Cgil deve rivendicare una tavolo negoziale per una riforma strutturale del sistema fiscale italiano che riduca la pressione fiscale sui bassi salari e elimini la stortura del drenaggio fiscale e faccia pagare le tasse ai ricchi, alle banche ed alla grande finanza creativa e speculativa.
Per questo la Cgil non può più limitarsi alla denuncia sterile e ad una protesta sempre più flebile in attesa di Cisl e Uil, ma deve assumersi l’onere di aprire con Governo e imprese, una vertenza generalizzata sui temi del lavoro, del salario, dei contratti, contro i licenziamenti e la precarietà.
Ezio Casagranda
Trento, 4 gennaio 2010

4 Gennaio 2010 Pubblicato da filcamstrento | Sindacato | , , , , , , , , , | 1 Commento

Tasse, scudi e memoria

IL 2009 si chiude con l’annuncio dell’ennesima stangata sui poveri consumatori.
Dal primo gennaio 2010 aumentano i pedaggi autostradali, che si aggiungono a quelli di gas (+28 euro annui a famiglia, con ulteriori aumenti in aprile), benzina (+90 euro annui), rifiuti (+35 euro annui), servizi idrici (+18 euro annui), assicurazione auto (+130 euro annui) ecc. ( dati Federconsumatori) che vanno a ridurre il misero salario dei lavoratori.
Nel mentre le tariffe taglieggiano i già miseri salari e stipendi dei lavoratori, Tremonti, uomo dell’anno (sic!!!) si pavoneggia dicendo che non sono aumentate le tasse (Irpef) ma volutamente dimentica questi aumenti che sono un aumento delle TASSE indirette.
Ma il 2009 è anche l’anno dello scudo fiscale. Secondo il Governo lo scudo fiscale avrebbe fatto rientrare 95 miliardi di euro dai paradisi fiscali.
Ecco, oggi l’Italia ha un nuovo primato. Siamo il nuovo paradiso fiscale, la lavatrice del mondo, il Paese del riciclaggio dei guadagni illeciti e degli evasi fiscali. E mentre questi evasori o operatori illegali possono riciclare i loro denari pagando un obolo del 5% tutti gli altri cittadini italiani continueranno a pagare i mutui o i prestiti per l’impresa a tassi d’usura, naturalmente se riusciranno ad ottenerli.
La grande stampa e TV, salvo qualche lodevole eccezione, non dicono che questi 95 miliardi sono di origine ignota come ignoti sono i loro proprietari, possono venire dalla droga, dal traffico di armi, dal commercio di organi, dalla corruzione.
Ma, anziché scandalizzare queste operazione di “riciclaggio istituzionale” trova i suoi eroi. Infatti la Moratti, sindaco di Milano, vuole intestare una via a Craxi, il principe della corruzione, un latitante, un pluri-condannato che ha usato i soldi dello Stato per farsi gli affari suoi e che ha piegato le istituzioni in una collusione fra politica e affari assieme a quanti oggi sono al Governo del paese.
Siamo un paese che ha perso la sua moralità, il senso del limite e della decenza politica .
Questa proposta della Moratti è un vero insulto alla memoria ed ai cittadini onesti.
Il 2010 inizia con questa pesante eredità sia economica che sociale: la prevista ripresa appare ancora lontana si prospetta un aumento dei licenziamenti, si privatizza l’acqua e pezzi di stato sociale ma stampa e TV sono impegnate a parlare d’altro.
Nella speranza che l’anno che verrà possa vedere una ripresa delle lotte per i diritti sociali, per i diritti civili, contro i licenziamenti, contro la precarietà e per un salario dignitoso auguro a tutti i visitatori di questo Blog un 2010 di lotta e di felicità.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 1 gennaio 2010

1 Gennaio 2010 Pubblicato da filcamstrento | Lavoro e precarietà, Società Civile | , , , , , | Ancora nessun commento.

Il treno della morte è ancora in giro

Prendiamo a prestito questo articolo pubblicato sul Blog di beppe grillo che con la sua semplicità ci ricorda come la salute e l’incolumità dei cittadini sia presa in considerazione solo a parole e che siamo diretti e governati da manager e ministri che non conosconola vergogna. Forse come cittadini dobbiamo iniziare ad indignarci contro i nostri governanti, certi amministratori ed una stampa (salvo qualche eccezione) faziosa , serva delle multinazionali, dei governi e dei potenti di turno.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino

Ecco l’articolo:

Martedì 22 dicembre alle 17.30 circa, lungo la linea ferroviaria tirrenica, all’altezza di Gavorrano-Giuncarico (Gr), una delle cisterne di un treno merci che trasportava Gpl, stava viaggiando con le ruote completamente avvolte dal fuoco, quando un automobilista lo ha notato ed ha immediatamente avvisato i vigili del fuoco. Il treno che viaggiava in direzione sud è stato fermato prima della stazione di Grosseto. I vigili hanno spento il fuoco e raffreddato i freni del carro.
Il treno è lo stesso deragliato a Viareggio il 29 giugno scorso!
Il carico è lo stesso: Gpl (Gas di petrolio liquefatto)
La partenza è la stessa: Trecate (Novara)
La destinazione è la stessa: Gricignano di Aversa (Caserta)
La ditta del Gpl è la stessa: Sarpom (Società per azioni raffineria padana olii minerali)
Il transito da Viareggio è lo stesso: 22.16 (il 22 dicembre, avendo 14 ore di ritardo, è transitato dalla stazione di Viareggio alle ore 12.30 circa; la sera del deragliamento avvenuto alle ore 23.48 aveva circa un’ora e mezzo di ritardo)
La società incaricata della spedizione è la stessa: Fs logistica
L’impresa ferroviaria è la stessa: Trenitalia
Il gestore delle infrastrutture è lo stesso: Rete ferroviaria italiana (Rfi)
Il numero del treno non è lo stesso (da 50325 – quello deragliato a Viareggio – a 50329). Forse per opportunità le Ferrovie lo hanno modificato ?  Forse per necessità la proprietà delle cisterne non sembra essere la tedesca Gatx, bensì una società privata francese?
Il treno di Grosseto ha preso fuoco il 22 dicembre, lo stesso giorno in cui moriva, dopo 6 mesi, Elisabeth, 32^ vittima della strage di Viareggio.
Poteva essere una strage fotocopia di quella del 29 giugno
Dopo i 32 morti di Viareggio non è stato fatto ancora nulla per la sicurezza nel trasporto ferroviario. Moretti & C. continuano a giocare con la vita delle persone.
In questi mesi sono morti sui binari ancora ferrovieri e lavoratori delle ditte di appalto.
I viaggiatori e i pendolari sono costretti a sacrifici, sofferenze e rischi per il diritto alla circolazione ed alla mobilità. I vertici aziendali hanno ancora voglia di scherzare su panini, coperte, piazzale Loreto …
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteoli, si permette di dire che simili dichiarazioni sono dovute al fatto che i lorsignori sono solo un po’ stressati. Alla faccia dello stress: Moretti ha una retribuzione di circa 1.200.000 euro. E il cassaintegrato o il disoccupato da cosa dovrebbe essere affetto !?
Ricordiamo solo che il ministro dei trasporti egiziano, a seguito di un incidente ferroviario che il 17 ottobre scorso causò la morte di 17 persone, si è dimesso. Forse, nel paese degli eredi dei faraoni il buon senso e la responsabilità di certi signori è ben altra cosa da quella nostrana.

di P. M.
30-12-09

30 Dicembre 2009 Pubblicato da filcamstrento | Società Civile | , , , , , , , , , | 1 Commento

Chimici: un contratto al ribasso

Contratto Nazionale dei Chimici. Una conferma dell’ambiguità di questo gruppo dirigente della Cgil e un pericoloso precedente sindacale di contrattazione a rendere.
Nel pieno della campagna congressuale della Cgil arriva la sigla del CCNL dei chimici, di cui alleghiamo volantino riassuntivo, che dimostra come il comportamento della nostra organizzazione sia alquanto incoerente e ondivago.
A parole nella tesi congressuale di Epifani si sostiene che va contrastato l’accordo del 22 gennaio sui nuovi assetti contrattuali e la precarietà ma nei fatti decanta questo accordo che aumenta la precarietà, consegna all’impresa la gestione delle norme di legge, abroga gli SCATTI di anzianità eliminando un elemento della retribuzione certo e consolidato, accetta che gli aumenti siano coerenti con il contestato indicatore IPCA previsto da quell’accordo che si vorrebbe contrastare.
Questo accordo, inoltre piomba come un treno in corsa sulla lotta dei lavoratori metalmeccanici impegnati in una dura battaglia per un contratto nazionale dignitoso e non omologato all’intesa separata del 22 gennaio 2009.
Io spero che questa tornata congressuale riesca a far uscire la Cgil da questa situazione ambigua e sappia indicare con chiarezza un percorso sindacale alternativo a quello “complice” di Cisl e Uil e quindi fare della Cgil un vero baluardo contro questa deriva sindacale capace solo di restituire i diritti che sono stati conquistati dai nostri padri con dure lotte che non si sono piegate ne ai ricatti dei licenziamenti ne alla repressione degli apparati di polizia.
Non possiamo accettare che le conquiste di quelle lotte siano cancellate dalle burocrazie sindacali.
Una Cgil che sappia ascoltare i lavoratori e le lavoratrici che in molti modi (occupazioni, salire sui tetti, ecc.) ci chiedono di non abbandonarli e di non sacrificarli sull’altare della mediazione burocratica alla ricerca di qualche riconoscimento da parte dei padroni o del Governo.
Quello che vogliamo è una Confederazione capace di reggere lo scontro che padronato e governo hanno aperto con il mondo del lavoro.
Una Cgil che dica chiaramente che la crisi non la devono pagare i lavoratori.
Una Cgil capace di mettere in campo una lotta contro le disuguaglianze delle condizioni di lavoro, delle opportunità, attraverso nuove politiche di intervento pubblico, la redistribuzione della ricchezza con un fisco più equo e più giusto, accesso ai diritti sociali, la difesa dei beni comuni come l’acqua e una lotta decisa contro la riduzione dei diritti del lavoro.
Noi ci battiamo per una Cgil lontana dai palazzi e più vicina ai lavoratori ed alle lavoratrici.

Ezio Casagranda

Trento, 28 dicembre 2009

28 Dicembre 2009 Pubblicato da filcamstrento | Congresso Cgil | , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.