Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Acqua, beni comuni e diritti sociali

acquaL’assordante silenzio sul contratto separato dei metalmeccanici e sui drammi del lavoro generati da una crisi dimostrano che l’informazione e stata cancellata e sostituita con la propaganda governativa.
Forse anche per questo il decreto D.L. n.135 – approvato il 25 settembre scorso – che prevede l’obbligo dei Comuni di consegnare al mercato privato, entro il 2011 e tramite gara la gestione dell’acqua.
La trasformazione in legge di questa norma determinerà la privatizzazione del bene acqua e quindi in tutta Italia l’acqua potabile sarà espropriata dal controllo dei Consigli Comunali, dei Sindaci eletti dai cittadini e per legge sarà privatizzata e consegnata al mercato, ai privati.
Una legge che nel silenzio dei Telegiornali e dei grandi mass media consegna al mercato ed al profitto privato, la gestione di un diritto umano universale e mercifica un bene essenziale per la vita di ogni essere vivente.
Il trionfo dei poteri forti, delle multinazionali che, dopo il petrolio hanno individuato nell’acqua la vera risorsa da utilizzare per ricattare il mondo intero.
Il decreto sulla privatizzazione dell’acqua è l’ultimo anello di una catena che. anello dopo anello. trasforma scuola, sanità, acqua, energia e trasporti da diritti universali, pubblici ed esigibili a semplice merce di scambio fra lobby economiche e partiti di governo e parte dell’opposizione, che anche dopo l’elezione di Bersani appare più finta che reale.
Ma anche le grandi organizzazioni di massa come i sindacati si sono chiusi in un silenzio complice davanti a questo sfregio del diritto universale.
C’è da riflettere anche per il nostro congresso che si apre nelle prossime settimane sulle conseguenze che le privatizzazioni avranno sulle condizioni materiali di milioni di cittadini che pretendiamo di voler rappresentare.
Tutti abbiamo visto cosa hanno significato, sia per le casse dello stato sia per le tasche dei cittadini le privatizzazioni degli scorsi anni. I profitti ai potenti le perdite alla collettività.
Come Cgil non possiamo permettere che questo governo di rapina dei beni pubblici e della privatizzazione del sociale porti a termine questo nefasto progetto sociale. I tempi dei piccoli cabotaggi sono terminati è ora di passare alla lotta contro questo disegno di macelleria sociale dei diritti sociali contrattuali e dei beni comuni.
Ezio Casagranda
Trento, 11 novembre 2
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11 novembre 2009 - Pubblicato da filcamstrento | Socialità e lavoro, Società Civile | , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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