INNSE: Quando vince l’operaio
I 49 lavoratori della INNSE hanno vinto.
La INNSE e i suoi operai non saranno rottamati.
Hanno vinto una battaglia difficile nonostante nonostante gli interventi repressivi e le provocazioni, nonostante l’assenza delle amministrazioni, comune e regione in primis.
Hanno rifiutato le sirene di quanti proponevano soluzioni assistenziali o di ricollocazione in altri lavori, hanno lottato per mantenere il loro lavoro, la loro professionalità contro le logiche speculative di padron Genta, del comune e di quanti teorizzavano la scomparsa del lavoro industriale.
Si, i lavoratori della INNSE hanno vinto una difficile lotta contro la speculazione edilizia, contro le logiche di smantellamento dell’industria ma principalmente hanno vinto la lotta contro quel clima di rassegnazione e di arrendevolezza che pervade la sinistra e parte del sindacato.
Ha vinto la Fiom che ha creduto nella lotta di questi lavoratori e che ha permesso di arrivare ad un accordo che in modo pulito, senza sotterfugi, prevede la rioccupazione di tutti i 49 lavoratori, la ripresa dell’attività produttiva e l’impegno a mantenere fino al 2025 l’attività industriale in quella zona.
Una vittoria che deve essere di esempio per tutti in quanto dimostra che se i lavoratori ed il sindacato sono disposti a lottare assieme, con intelligenza, solidarietà, e convinzione si possono cambiare le scelte dei padroni, degli speculatori e dei potenti di turno. Una vittoria del lavoro contro la speculazione, dei diritti collettivi contro il profitto, oltre che una vittoria del valore della solidarietà contro l’individualismo rampante.
La lotta dei lavoratori della INNSE ha mandato un messaggio chiaro all’insieme della sinistra, del sindacato e del mondo del lavoro. Le conquiste sociali, la difesa del lavoro industriale, un nuovo modello sociale è possibile se, anziché abbassare la testa, riprendiamo a lottare per far valere le ragioni del lavoro, della solidarietà, della tolleranza e della democrazia.
In questo contesto appaiono ancora più gravi e preoccupanti le sollecitazioni di Fassino alla Cgil di rientrare nei ranghi, di firmare accordi indecenti e finalmente, adeguandosi alla scelta di Cisl Uil e Ugl, essere un sindacato complice delle imprese, contro i lavoratori che dovrebbe rappresentare.
Una opposizione che, troppo impegnata in dispute congressuali, rischia di perdere definitivamente ogni riferimento con il mondo reale, quello del lavoro e della sua rappresentanza.
Ma questa lotta chiama in causa anche il congresso della Cgil che non potrà eludere la questione posta dai 49 lavoratori della INNSE (compresa quella della libertà di stampa) e da tutti quei lavoratori, dalla Manuli a Melfi, che oggi si stanno opponendo alle chiusure, alle delocalizzazioni e allo smantellamento del sistema industriale Italiano.
Per questo, come Filcams Cgil del Trentino la Nostra solidarietà va ora a tutti quei lavoratori che lottano per la difesa del posto di lavoro, contro le chiusure delle azienda, contro i licenziamenti e la cassa integrazione sia nelle piccole che nelle grandi realtà.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 13 agosto 2009
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