Chaco: domande che attendono risposta
Ringrazio il presidente Dellai che ha organizzato questa conferenza motivo di orgoglio per la Provincia che presenta la sintesi delle iniziative e del sostegno a vantaggio dei trentini emigrati.
Caro Presidente l’ultima volta che l’ho incontrata era ancora Sindaco di Trento e le avevo presentato la disponibilità del suo collega di Córdoba, l’intendente Marti, per allacciare rapporti di collaborazione fra le due città come forma di gemellaggio. Non sono stato in grado di incontrarla da Presidente perché la sua Segreteria lo ha promesso più volte e rinviato la data. In quelle circostanze desideravo esporre alcuni interrogativi che mi ero posto nei miei viaggi, specialmente in Argentina e Paraguay, a contatto con i discendenti trentini.
Mi auguro che questo mio intervento sia considerato un contributo per migliorare l’immagine, a volte negativa che molti hanno riportato analizzando i risultati di alcune iniziative che potevano avvantaggiare meglio i trentini sconfitti dalla vita e dalle situazioni economiche politiche in cui si sono trovati.
Approvo ed elogio qualsiasi progetto che migliori la situazione economica, sanitaria, sociale e culturale delle famiglie in difficoltà e trasmetta le tradizioni del trentino come arricchimento per coloro che hanno radici nelle nostre valli.
Ma non credo sia compito specifico della nostra Provincia cercare un partner nel Chaco per un progetto di sviluppo economico come quello del Progano che è legato al programma di partiti che si alternano al governo di quella provincia Argentina.
Non è sempre detto che progetti studiati a tavolino qui a Trento siano stati i migliori per aiutare le comunità trentine. Talvolta si è fatto marcia indietro come quando si volevano diplomare a San Michele all’Adige dei giovani che potevano studiare in eccellenti Istituti agrari in Brasile e Argentina senza sradicarli dal loro contesto ambientale in una età ancora bisognosa di un clima familiare e affettivo.
Oggi si pongono interrogativi per i risultati negativi delle due Cooperative di Pampa del Infierno. Il progetto prevedeva l’attività di macellazione per 300 capre al giorno nel Frigorifico, la concia delle pelli, la vendita di prodotti caseari dal latte delle capre. Credo che nessun esperto industriale trentino avrebbe scelto quel posto che è privo di acqua. Nessuno accetterebbe di commercializzare la carne caprina in Argentina, dove è più economica e si privilegia quella bovina.
Può sembrare una utopia il progetto del Progano per aiutare poche decine di trentini, le comunità autoctone degli allevatori e quelle degli indios sparse nei 49.000 kmq del Cedepro assistiti da 7 veterinari.
Il Governo del Chaco poteva spendere del denaro secondo un suo piano di sviluppo economico. Non lo doveva fare la Provincia di Trento se avesse studiato meglio l’impossibile realizzazione del progetto.
È vero che il Centro Mandela, critico verso il Frigorifico, il Progano e il Cedepro, poteva essere una spina nel governo del Chaco, come qualsiasi opposizione, ma forse le sue analisi scientifiche dovevano essere meglio considerate dai politici della Provincia di Trento che hanno visitato il Chaco o che hanno fatto parte delle Commissioni del 2000 e del 2005.
Ma anche se non si dava retta all’allarme del dr. Nuñez del Centro Manela era opportuno riflettere sulle affermazioni del rappresentante della Pat dei progetti quando nel febbraio del 2004 dichiarava al giornale del Chaco “Diario Norte” che il Frigorifico era «una cattedrale nel deserto costata 2.500.000 dollari». Quando alla feste dei trentini del Chaco nell’agosto del 2005 dichiarava che il Frigorifico era un fallimento.
D’altronde, se si macellavano solo 180 capre alla settimana invece elle 300 al giorno, era facile accumulare un passivo di 700.000 pesos alla fine del 2007, quando l’attività si era interrotta e la Provincia ha dovuto pagare i dipendenti e le autocisterne hanno portato acqua al Frigorifico.
Sorvolo le polemiche e gli scontri che il rappresentante della Provincia non avrebbe dovuto, lui di persona, ingaggiare con ministri e governatori del Chaco già presenti a Trento per sottoscrivere accordi economici.
Ora, con il cambiamento della maggioranza al governo del Chaco, si intende riprendere i contatti con Trento. Ringrazio il vice Governatore Bacileff Ivanoff che prima della firma del convenio dello scorso gennaio ha detto parole chiare per riprogettare la collaborazione con la PAT. Sono felice che rappresenti il Governatore Capitanich, dopo il recente successo nella tornata elettorale che lo vede al centro del suo partito anche nella nazione Argentina.
Saluto Herman Brunswig, sottosegretario all’economia del Chaco, perché la sua testimonianza può avvalorare la serietà e trasparenza del Progano che si desidera continuare con la Provincia del Chaco.
Tuttavia, senza ripercorrere il fallimento che nel 2007 ha portato al disastro economico del Frigorifico, nato senza una valutazione scientifica da parte della Provincia di Trento, si pongono alcuni interrogativi per il futuro. Se, dal mese di gennaio al mese di giugno 2009, sembra che il Frigorifico abbia lavorato non oltre il 30%. Non è chiaro a tutti il decennale impegno finanziario della Provincia per le due Cooperative Trento e Valsugana Chaqueña con il Frigorifico di Pampa del Infierno fino a tutto l’anno 2008 (perché non sempre coincidono i dati raccolti). Non è chiaro l’impegno finanziario con gli accordi bilaterali dello scorso gennaio 2009.
Già nel 2004 l’ex assessore Berasi aveva dichiarato che se la Provincia avesse dovuto soccorrere una cattedrale nel deserto era opportuno distogliere i contributi per realizzare altre iniziative più sicure.
Io credo che queste siano da individuare in quelle che suggeriscono gli stessi emigranti che vivono nel territorio e che non hanno bisogno di babysitter che giungono da Trento. Perché se è vero che gli “emigranti sono una risorsa” è bene che siano autonomi nelle loro scelte e sappiano proporre e dirigere con trasparenza, con la supervisione del Consultore, quei progetti, quelle micro cooperative che possono dare benefici economici con un primo aiuto della Provincia senza trasformarsi nella umiliante beneficenza ed assistenzialismo, salvo rare circostanze.
Basterebbe calcolare lo stipendio e le varie indennità assegnate al rappresentante della Provincia dal 1992 al 2009 sommandole ai contributi della Provincia per il Frigorifico e Progano per comprendere quali sviluppi ci sarebbero stati a vantaggio delle famiglie trentine bisognose nell’Argentina.
Ma poiché i trentini che vivono all’estero hanno bisogno non solo di benessere economico, ma anche di un clima di amicizia, solidarietà, collaborazione anche se scelgono di appartenere a due associazioni che non sono in concorrenza ma stimolano la ricerca di progetti di crescita e sviluppo di Circoli e Famiglie perché arrivino anche in località dove discendenti trentini sono ignorati,
Rivolgo un amichevole interrogativo a Roque Gomez Rodriguez Gottardi. «Sapevi di essere trentino nel 1999?» «Chi è riuscito a scoprire i discendenti dei trentini in Paraguay ignorati dalla Trentini nel mondo e dalla stessa Provincia?»
Non sta a me giudicare le ragioni e le colpe che hanno provocato la divisione dei trentini in Paraguay. Mi piacerebbe leggere le richieste scritte nella lettera che il 20 luglio 2005 sette presidenti di Circoli trentini hanno scritto al governatore Dellai, al presidente Pisoni e all’assessore Berasi.
Per non denunciare alla Magistratura del Paraguay il signor Anibal Beltrán
volevano lo si dichiarasse «cittadino non graditi in Paraguay».
volevano in Asunción la sede della Trentini nel mondo in Paraguay e la nomina di un Consultore che fosse cittadino del Paraguay.
Per quest’ultima richiesta si erano convinti che la consultrice Elisabetta Deavi non lo fosse più, mentre – invece – era invitata a partecipare alla riunione dei Consultori a Trento. Beltrán è ancora ricercato dalla Magistratura del Paraguay che ha spiccato mandato di cattura internazionale.
In questo momento non interessa la contabilità che comprende la fabbrica di riciclaggio di Luque, che il ministro dell’ambiente del Parguay nel 2007 mi ha detto personalmente di essere inquinante.
Mi piacerebbe pensare che tu Roque Gomez Rodrigue Gottardi possa studiare come riprendere i rapporti umani, amichevoli con Elisabetta Deavi per collaborare con quei trentini che sono rimasti fedeli e grati a lei per quanto ha fatto e sofferto.
Mi auguro che la festa degli emigranti trentini ti convinca che l’unico collante è l’amicizia che nasce dal rispetto delle idee e delle scelte. Noi non siamo giudici per condannare, siamo trentini che vogliono collaborare alla crescita di una identità che arricchisce anche chi ora vive in un’altra Patria.
Ferruccio Bolognani
Trento, 17 luglio 2009
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