Contro il G8 della crisi l’Onda non si arresta.
Contro il G8 della crisi l’Onda non si arresta.
Liber@ tutt@!
Lunedì notte 21 studenti sono stati arrestati – dodici a Torino, nove a Bologna, Padova e Napoli – su mandato bipartisan del ministro Maroni e del procuratore Caselli, per colpire l’Onda Anomala degli studenti universitari, i movimenti contro il G8, il dissenso sempre più largo verso questo governo.
Le perquisizioni armi in mano ad altri studenti e i 21 arresti colpiscono esponenti dell’Onda universitaria e attivisti dei centri sociali “colpevoli” di aver partecipato alle giornate di blocco del G8 dell’Università lo scorso 19 maggio a Torino.
In quelle giornate, di fronte all’ennesima militarizzazione dei territori, l’Onda e il movimento si erano opposti a divieti e “zone rosse” articolandosi in un corteo trasversale ed attraverso azioni di blocco-autodifesa. L’Onda aveva smascherato l’illegittimità del vertice di Torino, assediando i rettori all’interno del loro fortino e colpendo ancora una volta i simboli della crisi.
Mercoledì mattina, a Trento, abbiamo deciso come Onda, Cso Bruno e Filcams CGIL di rispondere a questa prova di arroganza, a questa operazione che si sostanzia nella vendetta poliziesca e nell’avvertimento mafioso che il governo lancia a chi manifesta contro il G8, occupando il Rettorato e interrompendo la riunione del Senato Accademico in solidarietà con gli studenti arrestati.
Alla nostra richiesta di solidarietà, come peraltro espressa da altri rettori, il rettore Bassi si è espresso in modo violento dichiarando che “chi mette a ferro e fuoco le città deve essere arrestato immediatamente e non dopo tre mesi”. Di queste affermazioni ne terremo memoria proprio per evidenziare come Bassi per racimolare qualche elemosina a vantaggio della sua carriera personale, si debba prostrarsi al “capo” di turno.
Oggi, venerdì 10 luglio, scendiamo nuovamente in piazza davanti al Commissariato del Governo per richiedere l’immediata liberazione degli studenti arrestati ben consapevoli che il potere poliziesco-giudiziario vuole tentare di dividere il movimento criminalizzando chi si oppone alla crisi.
Crediamo che occorra rispondere a questo attacco affinché non diventi il modo in cui coloro che producono questa crisi, che distruggono i nostri territori con le grandi opere e le basi militari, che impongono con la forza tagli alla scuola e all’università e che ci prospettano un futuro di precarietà e guerra, tentino di risolvere i conflitti sociali che sempre più spesso si innescheranno nel tempo della crisi.
Oggi non lasciare soli gli arrestati, non accettare la militarizzazione della città e la repressione del dissenso, non credere alle fanfare trionfanti di un G8 incapace di dare risposte concrete alla crisi globale, significa riprendere la voglia di lottare per un’università diversa, per un’Italia diversa, per un mondo diverso!
Onda Anomala – Centro sociale Bruno – Filcams CGIL del Trentino
Trento, 10 luglio 2009







Siamo daccordo sulla presenza in piazza e in ogni luogo di chiunque voglia lottare per una vita degna di essere vissuta …contro la repressione e le leggi liberticide sull’immigrazione, contro la distruzione dell’ambiente,la guerra, la costruzione di basi militari ecc.,e dunque giusta l’iniziativa davanti il Commissariato come l’eventuale trasferta a Torino a sostegno della loro liberazione, ma con una precisazione: per rispondere a tutto questo e in particolar modo agli arresti dei compagni studenti, non solo perchè illeggittimi e pretestuosi ma anche perchè sono un’offesa alla democrazia, che fino a prova contraria permette la critica e la lotta di chi non è daccordo; direi che non serve appellarsi al “buona volontà” del prossimo o alla “clemenza” delle istituzioni ma c’è bisogno di azioni dirette a smontare da subito il castello di menzogne che ammaglia l’opinione pubblica e rende al “movimento” difficile poi spiegarsi e portare a buon termine la lotta, che per essere vincente deve essere autonoma da interferrenze di “comari o padrini”.
Antonio