Vicenza:Sospesa la Costituzione
Ieri a Vicenza abbiamo assistito all’ennesima sospensione del diritto costituzionale da parte delle forze di polizia che per tre ore hanno impedito una libera manifestazione autorizzata.
Questo grave atto è avvenuto da parte del reparto Tuscania che, in assetto di guerra, ha impedito, occupando militarmente il ponte, lo svolgimento di una libera manifestazione di persone contrarie alla costruzione della Base militare Dal Molin.
Cariche e lacrimogeni da parte del “Tuscania” non hanno raggiunto l’obiettivo di annullare la manifestazione e dopo tre ore, davanti alla “resistenza” e alla determinazione dei manifestanti hanno dovuto lasciare il passo a quanti ieri erano a Vicenza per rivendicare i diritti costituzionali e per costruire un mondo di pace, di libertà e di convivenza sociale.
No alla guerra e No al pacchetto sicurezza è stato il filo conduttore della manifestazione di ieri e per questo appaiono ancora più gravi le responsabilità del Governo Italiano e degli organi di polizia che si sono arrogati il diritto di vietare, in assetto di guerra, una manifestazione autorizzata che reclamava l’applicazione della Costituzione nei suoi articolo portanti.
La democrazia, e con essa la Costituzione, è stata sospesa d’imperio dalla polizia, cioè da quelli stessi che sono chiamati a garantire l’esercizio dei diritti Costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini italiani, che in violazione dello spirito costituzionale che garantisce la libera espressione delle idee, si sono messi la servizio di uno stato straniero.
Ieri è stata sconfitta non la lotta dei cittadini, ma la sovranità dello stato Italiano che, a Vicenza, ha dovuto sospendere la Costituzione per difendere gli interessi di uno stato straniero. Una situazione purtroppo non isolata, basta vedere quanto succede in Abruzzo per il G8, che rischia nell’indifferenza di molti di essere assunta a forma di governo.
Dal palco allestito presso il presidio permanente NO dal Molin, sono state poste, direttamente al presidente USA Obama, alcune domande:
- Cosa intende Obama quanto parla di governare con e per il popolo se, contro la volontà del popolo Vicentino, prosegue nella costruzione di questa base militare calpestando la stessa Amministrazione comunale e migliaia di firme di cittadini vicentini?
- Come intende Obama perseguire una politica di pace costruendo basi militari di aggressione come quella di Vicenza?
- Al governo italiano si chiede il perché viene sospesa la valutazione di impatto ambientale per la costruzione della base?
- Come si può parlare di ambiente se non si esita a sacrificare la più grande falda acquifera della città di Vicenza?
Domande legittime nella loro semplicità. Domande alle quali questo Governo risponde inviando oltre 2000 uomini in assetto antisommossa per cercare di sopprimere la voce di quanti continuano a porre queste domande e pretendere risposte.
Una manifestazione di popolo organizzata dal presidio permanente che da oltre 3 anni sta lottando contro la costruzione della base militare e sarà ricordata come come una grande giornata di lotta per la difesa della Costituzione e la democrazia, per la pace e contro ogni guerra.
La manifestazione di ieri, che ha visto la presenza di molti trentini (C.S.B., Filcams, ecc.) parla indirettamente anche a Trento per dire che la lotta contro la costruzione della base militare di Mattarello non deve fermarsi, ma continuare con più determinazione di prima affinché la Costituzione (art. 11) non diventi carta straccia.
Ezio Casagranda
Trento, 5 luglio 2009







L’errore è stato fatto nella pretesa(PUR SIMBOLICA) di sfondare un esercito in assetto da guerra. L’errore è quello di pensarte che le leggi di questo Stato ci proteggano dai manganelli e dalla sfacciata e prepotente supremazia militare che lo governa. CHIARO CHE ALLA DIMOSTRAZIONE DI RESISTENZA dei “Dal Molin”, alla loro capacità di allargare dentro e fuori i confini nazionali la loro ferma opposizione alla costruzione della “base”, c’è e ci sarà sempre più forte una volontà armata di “StatI”(ITALIANO E AMERICANO)per vincerla.
Avevo, con grande sforzo fisico, proposto ad Agnoletto, Menapace, Ferrero e la consigliera comunale Cinzia Bottene, dopo l’insucesso iniziale, per non accrescere la frustrazione e l’incertezza, di mettersi (LORO)in testa al corteo sostituendosi a qualsiasi “provocazione” non per un segnale di resa, ma per far vedere (ad una verogognosa ed agguerrita forza armata) che non abbiamo paura dei loro manganelli. Naturalmente nessuno di “loro” mi ha dato ascolto e nemmeno ho potuto dirlo al microfono. Ancora una volta , se era necessario, ho potuto dimostrare quanto vigliacchi siano i nostri rappresentanti politici e quanto “deboli” siamo come forza organizzata per essere all’altezza di sostituirli. Poi imprevvedibile e rumoroso il tempo atomosferico cambia e rovescia su tutti le sue “ire” rompendo gli schieramenti in un fuggi-fuggi generale epilogo di una manifestazione di vinti e vincitori.
Antonio