Noi stiamo con la FIOM…
Noi siamo a fianco della Fiom e dei lavoratori/ci metalmeccanici.
In questo stano paese dove, senza che nessuno si scandalizzi più di tanto, Berlusconi ordina l’ottimismo per legge (nascondere la crisi economica), mentre il presidente Napolitano nel suo 84 esimo compleanno, invita stampa e opposizione, a chiudere le polemiche in vista del G8 dell’Aquila e indirettamente chiede a giornali, Tv e opposizione di non occuparsi della crisi e dei suoi effetti devastanti sul mondo del lavoro o di tacere su fatti come quelli della procura di Bari o le cene nell’abitazione di qualche magistrato che deve decidere sul lodo Alfano come se la crisi o il lodo Alfano fossero dei pettegolezzi a bar e non gravi fatti che modificano sul campo la Costituzione che Lui dovrebbe difendere.
C’è il G8 e quindi bisogna nascondere gli effetti di una crisi che continua a mordere i diritti del lavoro e dei cittadini. Bisogna nascondere gli effetti di un decreto sicurezza che abilita le ronde nero-padano, introduce forme di discriminazione razziale che non riguarda soli gli immigrati ma anche noi che ogni giorno siamo un po’ meno liberi.
In questi giorni si ritorna (poco) a parlare del futuro dell’industria automobilistica nazionale che occupa oltre un milione di persone.
Il governo Berlusconi, in un mondo in cui si nazionalizzano anche le banche, decide, davanti alla crisi dell’auto e della provabile chiusura di interi stabilimenti, di non intervenire, di non disturbare il “grande manovratore” mentre l’opposizione tace, perché sostanzialmente non sembra interessata alle sorti del lavoro vivo (gli operai) ma solo dei profitti che le operazioni targate Marchionne produce per gli azionisti Fiat. Questa opposizione che dopo ogni elezione si riempie di analisi (inutili) sul perché il voto operaio è in fuga dalla sinistra.
L’autunno che verrà sarà durissimo sia per l’aggravarsi della crisi ma anche perché, Confindustria e governo lavorano alla rottura del sindacato, all’isolamento della Cgil e dei «disfattisti», togliendo alle opposizioni sociali il diritto di parola e di protesta.
Fatto l’accordo separato sulla controriforma dei contratti senza neanche chiedere il parere agli interessati, ora il blocco di potere che riscrive le regole della convivenza, nel e sul lavoro, opera tutti i livelli per isolare e criminalizzare la Fiom che, presentando la sua piattaforma, non accetta di diventare complice e ostaggio di governo e Confindustria.
Per questo è importante che la scelta della Fiom diventi la scelta di tutte le categorie della Cgil e noi siamo con la Fiom e con gli operai metalmeccanici che non accettano di essere complici silenziosi della loro disfatta sul salario e sulle condizioni di lavoro.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 1 luglio 2009
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