Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Diserta il referendum elettorale

NoReferendum Prendiamo in prestito dal sito della sinistra-democratica questo articolo di Franco Astengo che riassume i motivi per cui domenica bisogna boicottare il referendum elettorale.
Ezio Casagranda

Il referendum di modifica del sistema elettorale, previsto per Domenica prossima 21 Giugno, va boicottato senza indugio: non recandosi alle urne, oppure laddove si svolgeranno i turni di ballottaggio per le elezioni amministrative, non ritirando le schede relative ai tre quesiti.
Si tratta di una indicazione netta, senza indugi, perché in gioco ci sono elementi vitali perché si mantenga almeno quel che rimane delle possibilità di espressione di pluralismo democratico, da parte dell’elettorato.
Non rievochiamo in questa sede, per evidenti ragioni di economia del discorso, il lungo itinerario che ha portato, dall’avviarsi della transizione italiana di inizio anni’90, ad oggi, al ridursi del ruolo dei partiti e del sistema politico al servizio di una idea di governabilità esaustiva dell’agire politico, limitando la possibilità di espressione della rappresentanza.
Naturalmente l’attuale sistema elettorale è pessimo, sotto vari aspetti, ma un esito positivo del referendum lo peggiorerebbe ulteriormente, senza nessuna possibilità alle viste di modifica in una direzione positiva, di eventuali potenzialità di allargamento del sistema democratico.
La riduzione della frammentazione partitica avverrebbe, nel caso di successo dei due quesiti referendari che abrogherebbero le coalizioni, in un contesto di sovrarappresentazione di una minoranza: la strada che, come insegna la storia più recente, apre alle tentazioni più forti verso strette autoritarie, che in Italia vediamo già in atto al riguardo del mondo dell’informazione, della magistratura, della modifica dei regolamenti parlamentari, nell’uso indiscriminato dei decreti – legge.
Su questo punto occorre essere chiari, senza infingimenti di sorta.
Con il sistema elettorale eventualmente modificato dal referendum un solo partito potrebbe aggiudicarsi la maggioranza dei seggi, anche soltanto con il 30% dei voti, con un effetto di distorsione davvero rilevante ( in analogia con quanto accadde, nel 1924, con la cosiddetta “Legge Acerbo”, voluta dal fascismo e che ne consolidò il potere per via elettorale: una legge che presentava molte analogie con quella che eventualmente, potrebbe emergere il 21 Giugno); d’altro canto la legge, nel caso di assegnazione del premio di maggioranza, alla sola lista più votata, potrebbe essere aggirata con la formazione di liste – arlecchino che si metterebbero assieme soltanto per conquistare il premio e poi dividersi il giorno dopo, sviluppando così un meccanismo di ulteriore frammentazione del quadro politico, come era, del resto, già accaduto con il sistema misto maggioritario – proporzionale, con cui si votò in Italia dal 1994 al 2001.
Nell’effettuare una scelta, in questa occasione, è necessario tener conto, con grande attenzione, della realtà che il nostro Paese sta vivendo in questa fase, muovendosi in maniera realistica ed impedendo pericolosi salti nel buio, frutto di quelle analisi sbagliate ed improvvisate che hanno aperto la strada ad una pericolosa egemonia di tipo populistico – personalistica, da combattere con grande decisione.

a firma di Franco Astengo

18 Giugno 2009 - Pubblicato da filcamstrento | Elezioni Politiche, Società Civile | , , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. Piuttosto che esortare i cittadini a disertare le urne, visto che è già abbastanza diffuso questo pessimo modo di intendere la partecipazione alla vita democratica del Paese,è meglio spiegare a tutti cosa significa esprimere il proprio voto. Che tutti sappiano che il voto è l’unica arma che i cittadini hanno a disposizione per cambiare le maggioranze parlamentari e, quindi, i governi e i capi di governo. Il voto è la massima espressione di partecipazione alla vita democratica della Repubblica: perchè invitare a disertarlo? Io andrò a votare e voterò NO! Invito tutti a fare lo stesso. Non nascondiamoci: daremo solo spazio a chi sta portando avanti il progetto di Gelli e della P2. Riappropriamoci dell’esercizio concreto della partecipazione democratica.
    Francesco

    Comment di Francesco Mongioì | 19 Giugno 2009 | Replica

  2. Credo sia giusto rifiutare le schede del referendum, perchè anche votare no legittimerebbe questa legge elettorale e l’ulteriore pasticcio che ne verrebbe fuori se la consultazione raggiungesse il quorum.
    Chi ha raccolto le firme se ne frega del voto popolare e della democrazia vuole solo una visibilità che non merita. Fiorenza

    Comment di fiorenza | 19 Giugno 2009 | Replica


Lascia un commento