No ai tagli dei servizi universtitari
Gentile Consigliere di Amministrazione,
Chi scrive rappresenta i lavoratori esternalizzati delle Biblioteche di Ateneo.
Da settimane, attraverso canali informali, senza alcuna trasparenza, sappiamo che, nell’ambito dei tagli al bilancio previsti per il triennio 2010-12, l’amministrazione del Servizio Bibliotecario d’Ateneo, di concerto col Rettorato, intende risparmiare 80.000 euro sul personale bibliotecario. Su di noi e sul nostro lavoro, dunque.
80.000 euro in meno significano un ridimensionamento occupazionale, un aggravio delle condizioni di lavoro e un inevitabile peggioramento del servizio reso all’utenza. Il tutto a detrimento di un settore vitale e irrinunciabile come quello bibliotecario, il cui livello di efficienza fino ad oggi è stato garantito prima di tutto da noi, da chi svolge materialmente il lavoro ed è a contatto quotidiano col pubblico. Lavoratori in massima parte laureati, dotati di competenze varie, che devono far fronte a mansioni delicate, dotate di rilevanti profili di responsabilità. Lavoratori la cui retribuzione rimane al limite del dignitoso, andando, nei casi migliori, dagli 850 ai 1000 euro al mese, per 40 ore settimanali.
Noi lavoratori ci dichiariamo fermamente contrari ai tagli sui servizi bibliotecari. Lo siamo in linea di principio e lo siamo in linea di fatto.
Siamo coscienti che gli sprechi dell’Università di Trento siano tanti e ci pare che siano anche facilmente individuabili, sol che lo si voglia. Riteniamo che si debba incidere innanzi tutto su tali sprechi prima di prendere in considerazione un risparmio operato sui servizi e sul lavoro. Ci sembra che l’indispensabile ricognizione su tali sprechi non sia stata fatta correttamente, né soppesando adeguatamente tutti i costi monetari, quelli non monetari, nonché l’impatto finale che tagli non ben ponderati possono causare alla complessa macchina dei servizi offerti dall’Ateneo.
In considerazione di quanto precede, chiediamo che in occasione del prossimo C.d.A. la proposta sui tagli ai servizi bibliotecari sia respinta e che vadano valutati altri capitoli di spesa su cui intervenire (sprechi energetici, licenze informatiche, gettoni di presenza ed altri emolumenti straordinari, privilegi assortiti).
Dichiariamo altresì che non siamo disposti ad accettare soluzioni relative al nostro lavoro senza che esse emergano da un processo decisionale in cui veniamo coinvolti a pieno titolo.
Annunciamo sin da adesso che siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per far valere le nostre ragioni.
La diffusione aperta e libera della conoscenza e il servizio allo studio garantiti dalle biblioteche pubbliche Universitarie non sono voci di spreco da eliminare ma risorse indispensabili da valorizzare, per un Ateneo che aspiri all’eccellenza.
Distinti saluti,
I lavoratori esternalizzati del Sistema Bibliotecario d’Ateneo
Trento, 19 maggio 2009
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