Sinistra in Trentino:Una sconfitta strategica
Sinistra: Una sconfitta senza appello. Questo è quanto emerge dalla consultazione per il rinnovo del consiglio provinciale di Trento.
Una prima riflessione sul voto riguarda un dato, che ritengo positivo e riguarda la sconfitta della destra xenofoba e razzista che ha puntato le sue carte sulla paura e sulla intolleranza come coagulante di una nuova offensiva contro le civile convivenza ed i valori di libertà e tolleranza previsti della nostra Costituzione. Un dato positivo che, però, non può farci dimenticare il fatto che anche le ultime scelte di Dellai, in materia di accesso ai servizi sociali, hanno sposato una politica di esclusione e non di inclusione. Quindi dobbiamo tenere alta l’iniziativa a sostegno di una politica inclusiva dei diritti e della cittadinanza.
Anche sul versante del lavoro e della lotta alla precarietà la politica provinciale non è molto diversa da quella di un padronato che punta alla compressione dei diritti e del costo del lavoro. In questo senso è importante, ma non sufficiente, la presenza di un ex sindacalista in provincia. Per cambiare questa politica non basta qualche elargizione monetaria ma serve una mobilitazione generale capace di aggredire il problema della precarietà sociale e del lavoro che, ricordo, affonda le sue radice in questo sistema neoliberista e speculativo che anche nella nostra provincia trova grandi sostenitori sia a destra che nel centro sinistra.
Una seconda riflessione riguarda la sconfitta della sinistra istituzionale. La lezione che ci arriva e che non può esistere una sinistra istituzionale senza una sinistra sociale. La sconfitta trova forti responsabilità nell’attuale dirigenza non ha saputo, voluto, essere parte dei movimenti che a vario titolo si oppongono ad un modello sociale produttivistico che richiede, per essere tale, la distruzione dell’ambiente, dei diritti e dello stato sociale. Un modello che punta alla privatizzazione dei servizi, della ricerca, della scuola, della salute, della cultura e di tutto quanto può generare profitto o rendite di potere.
La sconfitta di cui dobbiamo prendere atto non è momentanea, ma strategica e devastante, nello stesso tempo. Ripartire dal lavoro, dalla sua precarizzazione, dai movimenti di resistenza alla Tav alle basi di Vicenza e Mattarello per costituire un collante di una nuova mobilitazione generale con il compito di opporsi, prima di tutto nella società e nelle piazze, alle menzogne della politica dei mutui facili, delle grandi opere, della guerra dei licenziamenti coatti e del precariato.
Vi è bisogno di nuova linfa, di aprirsi a tutte le realtà di lotta che esistono in trentino, di ricostruire una politica di partecipazione e di mobilitazione democratica capace di parlare di laicità, di etica sociale, di ambiente, di decrescita, di nuovi consumi e diritti sociali e immateriali come la cultura, il tempo libero, i diritti delle donne, per il salario di cittadinanza e per la difesa dei beni comuni come l’acqua. Rimettere in moto il rapporto democratico con la gente e la partecipazione dal basso per dare nuovo slancio e nuova linfa alle battaglie per il cambiamento sociale, e per nuovi diritti individuali e collettivi
Quindi la sinistra, senza pretese di egemonia o di esserne espressione politica deve ridiventare, con umiltà, parte di quei movimenti, comitati, associazioni che sul territorio e nel mondo del lavoro si battono per rilanciare i servizi pubblici, e rivendicare l’intervento pubblico in economia a tutela dell’occupazione, del salario e contro la precarietà.
Ripartire dalla sconfitta per costruire nuovi modi di fare e di intendere la politica, eliminando la troppa burocrazia, per rivolgersi a quanti hanno abbandonato le speranze per convincerli, con la nostra militanza, che un nuovo mondo è possibile, che una nuova sinistra può rinascere.
Ezio Casagranda
Trento, 10 novembre 2008




Non ho seguito lo spoglio elettorale e dunque l’informazione che ho è quella del chiacchericcio di quartiere e di Ezio. Che la sinistra extra abbia perso è quasi un sollievo e dunque una spranza in una sua sollevazione o in una sua scomparsa. Stare nella posizione sciagurata ed utilitaristica degli interessi governativi e capitalistici serviva solo alle loro burocrazie e a qualche capetto e non a “noi”. Da quel ch capisco la Lega radoppia ma, tiene il Centro sinistra(Pacher prossimo presidente?),in flessione i VERDI, un discreto risultato i Dipietristi,IL RESTO è CIARPAME.
Spingere sull’acceleratore delle lotte si può e si deve se c’è radicamento sul territorio(la Lega farà anche schifo ma vince perchè è radicata-è una lezione anche per noi), diversamente è solo soddisfazione personale finalizzata ad un eventuale posto sulla stampa.
Antonio Marchi
Non vorrei entrare nel merito del commento di Antonio Marchi, è semplicemente banale oltrechè inutile.Scambia le sue iniziative personali per qualcosa di unico e di strategico nel e per il movimento. Poi come molti parla sempre e solo di movimento e di movimenti come fossero realta mitologiche pronte a scendere in terra per aiutare noi miseri umani, specialmente quelli che ancora sono nella gogna delle “istituzioni”. Se Marchi avesse ragione sui movimenti la base di Mattarello sarebbe bloccata, la TAV sarebbe cancellata, alla LIDL ci sarebbero centinaia di persone a esprimere solidarietà. Non è così, Marchi e molti altri scambiano le loro opinioni lodevolissime per la realtà. Ma la realtà è diversa e non si cura ne delle prediche di Marchi ne dei colpi di coda da pavoni di piccoli gruppi.
Detto questo penso che la politica, mettendomi dentro anche io come consigliere comunale,debba riflettere sulla sconfitta elettorale anche se ciò fà la gioia fittizia di quache “duro e puro ” del momento. Abbiamo fatto molti errori a SINISTRA, mutuandoli in parte dalle elites dei “movimenti ” locali, scambiando cioè le nostre illusioni tattitiche estrategiche per la realtà che non c’è.
La concretezza della vita, del lavoro, di quello che voi volete è sparita sia nei movimenti locali che nelle forze politiche locali. Questo è il terreno che unifica i due soggetti citati, due facce di una stessa moneta che tintinna nel nulla: noi perdiamo voti perchè non abbiamo capito il momento attuale mentre il movimento è come un ghiacciaio che si stà consumando al sole della propria auto referenzialità.
Ciò che scrive Ezio è condivisibile perchè lancia un grido di allarme reale e non il solito al lupo, al lupo!
Noi lo confesso facciamo quello che possiamo e possibilmente bene e senza mettere bandierine di sorta. Lo facciamo pensando che sia necessario essere reali e questo vuole dire un pò pratici e un pò meno predicatori. Ciao Paolo Vitti
ELEZIONI COMUNALI 2009 CHE FARE? AVETE SUGGERIMENTI?
A marzo 2009 si vota a Borgo Valsugana. A maggio 2009 a Trento, a Pergine Valsugana, Mezzolombardo, probabilmente anche a Civezzano e in altri piccoli comuni soarsi nel Trentino.
Ho chiesto tramite il giornale comunale se ha ancora senso una lista di sinistra a Pergine Valsugana, l’ho chiesto ai miei con cittadini per capire anche se stiamo perdendo semplicemente tempo.
Le scadenze dei comuni non sono noccioline, a tutti voi rivolgo la stessa domanda: a senso essere in lista? ed eventualmente come e con chi? qual programmmi ( anche se nei Comuni sono quasi obbligati ),ciao.
paolo vitti