Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Un “verde” per facilitatore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo assunto a cura di Gianfranco su come si muove, anche culturalmente, la BBT, la ditta che vuole costruire il Tunnel.
La Filcams Cgil del Trentino.

Le popolazioni interessate al progetto non hanno ancora compreso la sua importanza? Potrebbero forse essere aiutate dalla società Kantea GMBH di Bolzano che con bando del 30.8.2008 (dopo conferenza stampa di presentazione del 26.8.2008 a Fortezza) ha offerto un corso per un profilo professionale innovativo, l’Esperto Facilitatore della Trasformazione Territoriale, quale operatore tecnico specializzato in processi di informazione, comunicazione e partecipazione, esperto in tematiche ambientali, territoriali e di promozione culturale, da impiegare come “facilitatore” nei contesti dei grandi progetti culturali, promozionali e di trasformazione territoriale e infrastrutturale, “quali ad esempio il progetto del Brenner BasisTunnel”; il progetto è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, dalla Provincia Autonoma di Bolzano ed ha una durata di 1116 ore, di cui 776 ore teorico-pratiche e 340 ore di stage “presso strutture pubbliche e private dell’Alto Adige coinvolte dall’infrastruttura Brenner Basis Tunnel, oppure all’estero (Germania o Inghilterra) presso Enti di Gestione di importanti infrastrutture di comunicazione/trasporto” (dal sito www.kantea.org, 30.8.2008). Scrive in proposito il quotidiano “Alto Adige” del 22.8.2008: “BOLZANO. Sembrava una comunicazione di routine, quella arrivata ieri dalla Provincia. E invece potrebbe sollevare un delicato caso politico con al centro Sandro Angelucci, che era stato il candidato della Sinistra Arcobaleno per il collegio senatoriale in Bassa Atesina alle ultime elezioni politiche. La notizia comunicata dalla Provincia è questa: “Per i lunghi lavori del tunnel del Brennero sono in arrivo nuovi professionisti, i mediatori-informatori. Quello di esperto facilitatore della trasformazione territoriale è infatti il nuovo progetto di formazione professionale finanziato dal Fondo Sociale Europeo. La nuova figura è chiamata a lavorare nei contesti dei grandi progetti di trasformazione del territorio e dell’assetto istituzionale, come ad esempio il tunnel di base del Brennero”. La presentazione del progetto è in programma per martedì prossimo, ma si sa già a chi il Fondo sociale europeo lo ha affidato (tra gli sponsor ci sono anche la Provincia e il ministero). Si tratta della cooperativa Kantea, ente di formazione senza fini di lucro a cui il FSE nel 2007 ha affidato una serie di incarichi esterni, in molti casi per alcune decine di migliaia di euro. Ciò che ha fatto storcere il naso a più d’uno dei contrari all’Eurotunnel (ma non solo), è il fatto che l’amministratore delegato di Kantea è Sandro Angelucci. L’accusa che viene mossa è che il candidato principe dei Verdi – il partito ambientalista era il cuore dell’alleanza della Sinistra Arcobaleno che alle elezioni di aprile aveva appoggiato Angelucci nella corsa al seggio senatoriale in Bassa Atesina poi andato a Oskar Peterlini e rappresenta il movimento politico anti-tunnel per eccellenza – ora tiene i corsi per facilitare proprio la realizzazione dell’opera”.
A cura di Gianfranco Poliandri
Trento, 27 agosto 2008

27 Agosto 2008 - Pubblicato da filcamstrento | NO Tav - Kein Bbt | , , , , , , , , , | 1 Commento

1 Commento »

  1. Non ci stupiamo più di tanto, non è una novità…nel campo degli inceneritori (ma non solo)il Nimby Forum del quale fa parte legambiente, fa scuola. Leggete qui sotto e approfondite:
    dal sito http://www.nimbyforum.net/progetto.htm

    Scenario di contesto
    La realizzazione di un impianto industriale per la produzione di energia, per il trattamento dei rifiuti o la progettazione di una grande opera civile di pubblica utilità determina frequentemente opposizioni da parte del territorio . Molti degli impianti previsti subiscono infatti in Italia contestazioni che causano enormi ritardi o bocciature dei progetti.
    Si tratta di una vera e propria sindrome , nota sotto il nome di NIMBY (Not In My Back Yard = non nel mio cortile) , che è oggi sempre più diffusa nei vari strati della popolazione nazionale. Le conseguenze sono perdite economiche, tensioni sociali e incertezze.
    Che cosa si può fare per mettere sullo stesso piano progresso e tutela del territorio, interessi pubblici e privati, impresa e governo, sviluppo e sostenibilità?

    Per superare diffidenze e opposizioni è essenziale intraprendere opportune azioni di informazione basate sulla trasparenza e sul dialogo, sulla negoziazione e sulla partecipazione . È indispensabile creare un clima di fiducia reciproca tra l’impresa/ente proponente il progetto e il territorio, con l’obiettivo di rendere i cittadini partecipi alle decisioni.
    Da queste analisi è nato Nimby Forum®, il primo Tavolo di lavoro pubblico-privato e il primo Osservatorio Media italiano che studia il fenomeno delle contestazioni territoriali ambientali.

    salute e saluti a tutti!

    Commento di Simonetta Gabrielli | 27 Agosto 2008 | Replica


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