Il sonno della ragione genera mostri.
Leggendo la lettera pubblicata dal Vostro giornale in data odierna a firma del dott. Paolo Degasperi, sono convinto che questo detto sia non solo appropriato ma sopra tutto veritiero.
A parte le farfugliate sulle telecamere e sulla svastica al rovescio, sostenere che il tutto sia opera del centro sociale dimostra che, oltre alle offese, (nullafacenti) il dottore non conosce quanto avviene all’interno del centro sociale, di cui anche il sottoscritto è un assiduo frequentatore.
Una frequenza sia di tipo ludico ma sopra tutto di carattere politico. Quella politica con la P maiuscola di cui oggi si sente una forte mancanza, tanto che un qualsiasi dottore può sostenere che le violenza della destra fascista e nazista sia invenzione di quanti ne hanno fatto le spese.
Penso alle iniziative di carattere culturale, musicale sulle questioni ambientali – da Folgaria alla No-Tav, passando per la lotta contro l’inceneritore – contro la guerra e la base militare di Mattarello accanto alle iniziative a sostegno dei migranti e delle fasce più deboli della società come i senza tetto o quanti sono spinti ai margini della città.
Forse, il rancore del dottore è dovuto al fatto che l’iniziativa del centro sociale BRUNO mette in discussione le certezze dei benpensanti in quanto ne fa emergere la loro avidità ed il loro egoismo sociale che li distingue e di cui sono portatori.
Ricordo al Dottore che anche nel periodo buio del secolo scorso sia in Germania che in Italia esistevano persone, considerate (a torto) benpensanti che sostenevano che le violenze contro gli ebrei e i comunisti erano pura invenzione dei poveri malcapitati.
Abbiamo visto cosa è successo a causa della sottovalutazione delle violenze fasciste. Non ripetiamo l’errore oggi sottovalutando quanti anche in questi tempi generano violenza e paura, alimentano il razzismo e la xenofobia che è alla base di ogni degenerazione del sistema democratico.
Quindi caro dottore, prima di esternare le sue “provocazioni” abbia almeno l’accortezza di passare qualche ora a discutere con i giovani, e anche con qualche meno giovane, del centro e forse capirai che questi bravi ragazzi non hanno bisogno di queste “bravate” per avere visibilità. Bastano le loro iniziative di carattere culturale, che spesso suppliscono all’assenza di iniziativa del Comune su questo terreno, per capire che sono uno stimolo per la vita politica e culturale della città con cui confrontarsi liberamente e appassionatamente senza degenerare nell’insulto o in “provocazioni” di cattivo gusto che sono offensive per ogni democratico.
La condanna di questa violenza fascista deve essere ferma, chiara e netta, senza se e senza ma.
Colgo l’occasione per esprimere al CSA Bruno tutta la mia solidarietà per la violenza subita.
Ezio Casagranda
Trento, 14 luglio 2008




Sono rimasto anch’io impressionato dalla volgarità di quella lettera e mi sono posto il problema di quale linguaggio usare nella risposta. Vedo che mi hai giustamente e validamente anticipato. Bene! Vorrei aggiungere che se tali pensieri vengono espressi senza sentire il minimo di vergogna, senza provare alcun imbarazzo con tanto di nome e cognome vuol dire che il lume della ragione si è di fatto spento.
Antonio
Concordo appieno con Ezio ed anch’io voglio esprimere l’amarezza per il gesto compiuto.
Un gesto contro una delle pochissime iniziative locali che non hanno il supporto economico della provincia, un’opera d’arte popolare che rende più accogliente una zona grigia della città caratterizzata da tristi e vetrose costruzioni.
L’individuo che ha scritto o inveito contro il C.S.O. fà sicuramente parte di quella razza che stà ingrassando gli studi dei psicanalisti: per questo tipo di bipede ormai è l’unica ancora di salvezza per la propria anima. Altrimenti potrebbe armarsi di “avvocato” e costringere gli ignari artisti del murales con le spalle a quel muro sparandoli minacce di querele e chissà cos’altro o mitragliarli con solerzia nazista.
Bipedi di siffatta natura stanno sempre più aumentando, ahimè.I so tutto dell’ultima ora, ho i “scaglia-pietre-perchè-mai-ho-peccato” (e per questo si permettono di inveire.) Di solito questa razza ri raduna attorno a gazebo colmi di padania giustizia: solerti lavoratori che da una parte inveiscono contro i ladri e dall’altra aiutano altri innominabili a farsi leggi ad personam, bella coerenza.
Ad ogni modo non voglio aprire polemiche, ma aiutare a riflettere sul titolo dell’articolo.
La ragione assuefatta all’immondo consumismo capitalistico è in preda ad un overdose di barbiturici e ansiolitici: tanti preoccupati per l’i-phone, totale menefreghismo per i buchi che stanno devastando le nostre montagne (l’ho si è visto in piazza a Trento venerdì scorso).
Questo è il mondo che ci siamo costruiti ed è inutile che quell’homo erectus(poco più di un australopiteco) sfoghi le proprie frustazioni contro gli artisti, i più deboli ed i diversi. Vada ad insultare i veri colpevoli di tutto questo disagio se ne ha il coraggio: non li troverà ne al bruno ne in un campo rom.