Trento: Quale servizio al turista?
In questi giorni la stampa locale si è spesso soffermata sulla polemica innestata da quanti premono affinché Trento sia dichiarata città turistica. Ma ci siamo chiesti dove sta andando la ristorazione in quel di Trento
Ci permettiamo di portare a conoscenza della cittadinanza quanto avviene all’interno di un locale tipico come quello dei “2 Giganti a Trento. Una forte preoccupazione rispetto al suo futuro, viene espressa dai lavoratori occupati presso il Ristorante 2 Giganti, sia rispetto alle questioni occupazionali ma soprattutto sul futuro del servizio offerto dal ristorante.
Un ristorante storico che rischia di diventare un servizio standardizzato sulla scia delle mense o delle aree di servizio delle autostrade d’Italia. Dopo un anno di gestione Autogrill non solo si registra una diminuzione dell’organico ma anche una diminuzione della qualità di una ristorazione tipica della città e del Trentino stesso. Infatti l’assemblea dei dipendenti ha rilevato una perdita notevole di clienti e temono che il rischio di fare la fine di “Spizzico” (ristorante della Stazione dei pullman) sia concreto.
Molti clienti si rivolgono al personale del ristorante con diverse lamentele alle quali l’Azienda non dà risposte ma di contro chiede ai dipendenti di attivarsi per sopperire a questa situazione.
Un’azienda che chiede ai suoi dipendenti di attivarsi per sopperire ad una gestione ottusa, infatti Autogrill segue la sua linea e non si cambia, ci preoccupa fortemente.
I Dipendenti dell’azienda Trentuno hanno lavorato con passione per anni all’interno dell’azienda per soddisfare le richieste della diversa clientela e fare in modo di renderla sempre più affezionata cercando di soddisfare le varie esigenze, adesso vengono invitati ad andarsene perché ritenuti inutili (il preconfezionamento dei piatti non richiede che sia un professionista a farli). L’azienda infatti presenta ai clienti del ristorante una ripetitività dei menù ossessionante.
Inoltre i lavoratori lamentano l’assenza di un dialogo e il mancato riconoscimento dei loro diritti (perché non ancora inseriti nell’organico di Autogrill) previsti dal contratto integrativo Autogrill.
La Direzione non si è ancora accorta di lavorare in una città dove la pausa pranzo è considerata un momento di rilassante piacere nel godere un buon piatto (magari servito con un sorriso), ma pensa di essere in autostrada o in un centro commerciale o peggio ancora in un aeroporto dove il cliente se vuole mangiare è obbligato a rivolgersi al locale che trova oppure in una grande città con flussi di persone ben diversi.
Una situazione che ha del paradossale se pensiamo a tutta la discussione da parte delle associazioni datoriali su Trento città turistica. Ma quale servizio turistico può offrire un città che punta non su un servizio di ristorazione capace di proporre le tipicità locali ma di un semplice servizio mensa
Forse sarebbe opportuno che prima di proclamare Trento città turistica si faccia un monitoraggio dei servizi di ristorazione e di accoglienza del turista e quindi operare affinché si vada verso una qualificazione dell’offerta relativa alla ristorazione e non verso una standardizzazione che non risponde alle esigenze della clientela ed altre tradizionali caratteristiche locali.
Altro che lavoro a chiamata come propone Buratti, il settore dell’accoglienza turistica ha bisogno di una maggiore qualità che passa attraverso le scelte aziendali ma anche la valorizzazione delle professionalità esistenti. In sostanza una politica diversa da quella portata avanti da Autogrill e capace di valorizzare tutte le peculiarità delle nostre tradizioni e della nostra cultura culinaria.
La RSA Trentuno Spa (di proprietà Autogrill al 100%)
La Filcams Cgil del TrentinoTrento, 5 luglio 2008
Trento, 6 luglio 2008




Il futuro per un nuovo Trentino:
http://mazingazeta.wordpress.com/2008/07/09/principato-di-trento/