Di chi è la colpa ?
Il sistema paese arranca, questo sostiene l’ultimo annuario istat :ma di chi è la colpa?
Dei lavoratori a tempo indeterminato che pretendono più salario per far fronte alle difficoltà economiche?
Dei precari che nella loro lotta attraverso gli infiniti ricatti stagionali arrancano nella palude della sicurezza negata per anni e che sperano di vedere la luce di un lavoro alla fine del tunnel?
Dei lavoratori licenziati perché all’azienda non basta fare un enorme fatturato, vuole delocalizzare per farne ancora di più sulla pelle di popoli, non ancora emigrati, che ci rifiutiamo di accogliere?
Delle badanti, il cui permesso di soggiorno si appresta a terminare e che si ritroveranno clandestine e colpevoli di un reato non commesso, ma legiferato da un’ottusa maggioranza?
Dei lavoratori ammalati e licenziati a causa della loro malattia e che ora si trovano a mendicare o a combattere lotte sostenute solo dalla loro forza?
Dei ricercatori i cui fondi vengono strappati per salvare una compagnia aerea agonizzante e che a mio parere dovrebbe essere lasciata libera di andare incontro alla proprio destino francese senza aiuti di stato?
Di coloro che non possono permettersi il cosiddetto “Made in Italy” (molte volte fatto altrove)?
Dei sindacati che a forza di svendersi e svendersi e svendersi……non avranno neanche più una sede dove piangere i propri errori?
Di coloro che pretendono un ambiente pulito e a cui viene risposto il silenzio delle istituzioni e la repressione della polizia?
Dei bambini allevati come futuri consumatori e che per disperazione danno fuoco ai capelli dei loro coetanei?
Dei piccoli produttori o imprenditori che non sanno più come sbattere la testa per far fronte all’invasione dei centri commerciali o delle catene di negozi stranieri?
Dei clandestini, scappati dalla loro terra anche a causa nostra, che chiedono solo pace per ricominciare una vita e si ritrovano 18 mesi reclusi e senza colpa?
Di quei giornalisti coraggiosi che cercano di farci riflettere sull’altro lato della medaglia e che denunciano misfatti e corruzioni?
Di medici e infermieri che fanno ore di straordinario per non far morire la gente?
Dei sindaci raggirati da prodotti bancari truffaldini?
Dei manifestanti che cercano di portare in piazza ciò che il palazzo rifiuta?
Di tutti i cittadini che pretendono un mondo migliore in cui vivere?
Di chi è la colpa?
Dal documento istat che potete scaricare da internet:
“Tra le strategie e i comportamenti virtuosi adottati dalle imprese più dinamiche assume una rilevanza crescente il fenomeno dell’internazionalizzazione produttiva, ossia il trasferimento strategico di funzioni aziendali in paesi che offrono condizioni più favorevoli al loro svolgimento.”
Ho sentito che sabato, in occasione del festival dell’economia, vi sarà De Benedetti. Il “signore” ha una fabbrica sperduta nella pianura padana, la terra dei “laboriosi” leghisti, che purtroppo li fa guadagnare solo un pugno di milioni di euro. Non è al passivo, i lavoratori danno il massimo per il proprio lavoro con tutti i sacrifici che ben sapete. Ora, questi compagni sono destinati a perdere il proprio posto di lavoro perché il padrone De Benedetti ha deciso di guadagnare due pugni di milioni di euro portando in qualche paese sottosviluppato (sindacalmente parlando) la produzione. Centinaia di famiglia rischiano il proprio futuro, la propria sicurezza sociale per questo “signore”.
Questi lavoratori saranno a Trento sabato per protestare e denunciare questo vile atto. Chiedo a tutti gli iscritti al sindacato e frequentatori del blog di informarsi e scendere in piazza a fianco di questi compagni, lavoratori, gente che si è sacrificata per un “signore” che di loro non sa più cosa farsene. Il tutto alla faccia della sbandierata sicurezza e della meritocrazia per chi da il meglio.
Io so soltanto che più dai più ti tolgono e non servirà la cortesia ed un pacca sulle spalle per farti riavere quello che hai perso.
E di tutto ciò di chi è la colpa?
Sicuramente la colpa è anche un pò mia ed un pò vostra, possiamo farci un tranquillo esame di coscienza, ma la loro è molto più grande.
Nicola Messina Iscritto FIOM
Trento, 29 maggio ’08
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