Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Festival economia:I costi del mercato

Mercato e democrazia è lo slogan del terzo festival dell’economia che si tiene a Trento in questi giorni.
In Italia, i morti sul lavoro nel 2007 sono stati 1.376 ai quali vanno aggiunti quei lavoratori, dagli immigrati alle vittime di esposizione ad agenti cancerogeni e tossici che quasi mai o a grande fatica riescono a dimostrare che la causa della loro morte è il lavoro e quindi non entrano nelle “statistiche ufficiali”.
Come tavolo Stop precarietà vogliamo denunciare l’ipocrisia di questo appuntamento. Una ipocrisia che vuole nascondere, dietro i grandi big, i COSTI sociali e UMANI del cosiddetto libero mercato tanto decantato in queste convention.
Noi ci chiediamo ma come si può parlare di democrazia o libertà di parola a fronte del dilagare della precarietà ?
Quale democrazia è POSSIBILE in un mercato che uccide mediamente 4 lavoratori al giorno?
Noi VOGLIAMO DENUNCIARE e ci battiamo per fermare questa micidiale macchina omicida del libero mercato.
Infatti qual è la filosofia di Confindustria ?
L’impresa ha l’imperativo “morale” di fare utili dice la Marcegaglia e quindi se la collettività pretende che per raggiungere tale scopo non vengano uccisi, feriti o avvelenati gli operai, che quelli utili all’impresa producono, se ne faccia carico. Lo stato paghi dunque i costi necessari per mettere in sicurezza gli impianti moltiplicando gli sgravi ai padroni. I quali, poveracci, non possono dilapidare per scopi umanitari il loro grandi profitti fatti sulla pelle di chi lavora, paga le tasse e crea ricchezza
Quindi dicono i padroni, a noi i profitti e allo stato, cioè alla collettività, i costi della sicurezza sul lavoro
Noi vogliamo denunciare questa ipocrisia e questa doppiezza dei padroni. Infatti le cause di questa continua strage che sconvolge migliaia di famiglie non è la fatalità, ma l’attuale organizzazione del lavoro, comprese le leggi sulla deregolamentazione del lavoro e quelle sulla precarietà. L’ Aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro, mancato rispetto delle norme, riduzione dei costi e aumento della precarietà causata dalla legge Treu alla legge 30 e dalla Bossi-Fini che espone i lavoratori extracomunitari al più terribile dei ricatti: quello del permesso di soggiorno.
Altro che democrazia e mercato, siamo vicini alla dittatura di mercato.

Questo convegno dimentica volutamente che nei luoghi di lavoro si muore tutti i giorni dell’anno come dei condannati alla pena capitale o vittime di una guerra civile dove il “dio denaro” tutto precarizza e tutto mercifica, compresa la vita
Per denunciare questa faccia violanta del libero mercato, che la grande stampa, i mass media e economisti complici tentano di nascondere, invitiamo tutti i lavoratori e cittadini che condividono la necessità di lottare per un nuovo modello sociale senza morti e senza precarietà, rispettoso dell’ambiente e delle persone a partecipare al sit in di protesta organizziamo dal TAVOLO STOP PRECARIETA’ per domenica 1 giugno 2008
Appuntamento per tutti alle ore 20,00 in piazza Cesare Battisti (ex p.zza Italia) a Trento
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 28 maggio 2008

Articoli e appuntamenti del TAVOLO STOP PRECARIETA’ sul 3° Festival dell’economia

28 Maggio 2008 Pubblicato da filcamstrento | Lavoro e precarietà | , , , | Ancora nessun commento.

2 giugno: contro le guerre, no alle basi militari


In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa: strutture che non servono a difendere la popolazione ma che costituiscono invece un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini. Territori sottratto alla vita civile che si trasformano in aree destinate al sostegno della guerra globale permanente.
Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari. Senza trascurare il devastante impatto ambientale che la presenza di tali armi determina, partecipiamo tutti, senza volerlo, alla guerra. Anche a Trento sarà così: la base di Mattarello non sarà un luogo di pace, ma – come tutte le strutture militari – un avamposto di guerra. 30 ettari di campagna che saranno ricoperti da una colata di cemento, uno sfregio ambientale e urbanistico che dobbiamo impedire. Un’area che è sottoposta al segreto militare e che nessuno sa cosa potrà contenere, quali armamenti e quali macchine di morte.
Una base militare non è uno spazio civile, è un luogo di guerra, dove si formano uomini destinati ad uccidere, dove l’obbedienza alle regole d’ingaggio è la sola virtù. In un mondo che ogni giorno scava trincee, che quotidianamente bombarda, che fa di tutto per costruirsi nemici, una base militare diventa l’avamposto per l’esercizio della guerra. A Vicenza come a Mattarello.
Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, e lo stesso vale per il resto del territorio italiano, ormai ricoperto di basi e prima linea della guerra globale.
Ma soprattutto iniziamo in modo deciso ad opporci alla costruzione della caserma militare di Mattarello.
Il 2 giugno saremo in piazza per festeggiare la Repubblica e la sua Carta Costituzionale che ripudia la guerra. Diremo NO alla costruzione della caserma di Mattarello, continuando il nostro percorso di sensibilizzazione, per spiegare le nostre ragioni e per difendere il nostro territorio dalla devastazione ambientale e dalla guerra.
Perché “Trento Città della Pace” non sia uno slogan da scrivere sulle cartoline, ma una realtà da conquistare attraverso l’opposizione alla costruzione delle caserme militari di Mattarello.
Ore 9 – piazza Pasi
2 giugno 2008

28 Maggio 2008 Pubblicato da filcamstrento | No alla Guerra | , , , | 1 Commento