Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Marcegaglia cancella la contrattazione collettiva

Marcegaglia affossa il contratto nazionale e con esso il conflitto e il diritto dei lavoratori di decidere le loro condizioni dello stare in fabbrica e sul posto di lavoro.
Dal sindacato molti apprezzamenti e solo qualche balbettio dalla Cgil.
Nella sua relazione è stata chiarissima nel dire sulle condizioni di lavoro, del salario e della sicurezza deve essere ripristinata la centralità dell’impresa e quindi l’organizzazione del lavoro (come e quando si lavora) deve ritornare ad essere ripristinato il pieno e insindacabile potere dell’impresa. Pieno potere sul lavoro, nella sua durata, nella sua intensità e remunerazione senza nessun dritto per chi lavora. Al sindacato, bontà sua, riserva solo un ruolo di comparsa al patto che accetti la filosofia dell’impresa come unica cultura ammessa.
Una relazione che contiene una grande ipocrisia di fondo sia sul versante della sicurezza che sul versante delle relazioni sindacali. Una ipocrisia che deriva dal fatto che nel mentre richiama “le morti sul lavoro” propone la modifica delle legge sulle sicurezza e un progetto politico fondato sull’intensificazione dello sfruttamento attraverso gli straordinari e salari legati alla produttività dell’impresa, cancella qualsiasi riferimento al ruolo sociale della produzione e quindi i costi della flessibilità devono essere tutti a carico dello Stato e/o del lavoratore.
Una relazione che parla della “fine della lotta di classe” ma dimentica che in questi ultimi 10 anni si è registrato il più grande spostamento della ricchezza prodotta verso i profitti e a scapito dei salari dei lavoratori ma che questo non ha significata maggiori investimenti ma solo aumento delle rendite speculative e finanziarie.
Questo è stato possibile anche grazie alla frantumazione del lavoro causato dalla precarietà del lavoro che, con la riforma della contrattazione proposta di Confindustria rischia di trasformarsi in desolante solitudine.
Portare l’asse della contrattazione in azienda significa proprio questo. Ridurre il sindacato ad un ruolo subalterno e tutto incentrato sulla sola competitività dell’azienda rinunciando ad intervenire sulle cause strutturali del sistema impresa e sulle situazioni di contesto in cui avviene la produzione della ricchezza e la sua distribuzione.
L’attacco al ruolo del CCNL lanciato da Marcegaglia e sostenuto dal Governo attraverso la detassazione degli straordinari, premi variabili e incentivi personali, punta a cancellare le più elementari forme di solidarietà nel mondo del lavoro e a marginalizzare il movimento sindacale.
Per questo, accanto all’introduzione di un meccanismo automatico di recupero dei salari e delle pensioni sull’inflazione reale, ritengo che il CCNL deve essere potenziato nella sua funzione di unificazione del mondo del lavoro, di aumentare i salari, di ridurre la precarietà ridando ruolo e potere ai delegati sindacali per una reale contrattazione sulle condizioni della prestazioni lavorativa.
Invece assistiamo che, in sintonia con Confindustria il documento di CGIL-CISL-UIL, riduce il ruolo del CCNL (inflazione attesa?), limita la contrattazione aziendale al solo salario variabile legato alla produttività e ai bilanci d’impresa.
Cambiare questa stato di cose richiede una presa di coscienza per rivendicare una maggiore partecipazione dei lavoratori alle scelte del loro sindacato per rilanciare la democrazia sindacale in sostituzione di un apparato che solo a come rendere accreditata la “loro” organizzazione alle controparti.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 26 maggio ’08

26 Maggio 2008 Pubblicato da filcamstrento | Sindacato | , , | Ancora nessun commento.

La forza contro la ragione

La forza dei potenti contro la ragione dei “deboli”. Quello che è successo nei giorni scorsi contro i cittadini di Chiaiano sono le prime e preoccupanti conseguenze della scelta, scellerata, del governo Berlusconi di pretende di risolvere i problemi con l’uso della forza. Le decisioni di andare alla militarizzazione del territorio, ad operazioni di polizia serve solamente a riduzione degli spazi di libertà, individuale e collettiva. Noi possiamo condividere questa scelta del governo che vuole sostituire gli spazi di democrazie e del dialogo necessario con le popolazioni l’uso dei manganelli.
Per questo, come Filcams Cgil del Trentino siamo ad esprime la nostra totale solidarietà alla popolazione di Chiaiano colpita dalla violenza delle “forze dell’ordine” colpevole solo di affermare il proprio diritto a una vita senza veleni e senza il peso della criminalità organizzata e dei rifiuti. Il tentativo da parte delle Istituzioni di ridurre il tutto all’attività di qualche facinoroso è un misero tentativo di nascondere le vere motivazioni della protesta e di ridurre, il diritto a decidere del proprio futuro e del proprio territorio a una questione di ordine pubblico.
Siamo al solito copione, che coperto dai grandi mass media, pretende di camuffare la realtà. Come Vicenza NON è una questione urbanistica, Napoli e Chiaiano NON possono essere ridotte a questione di ordine pubblico.
A Chiaiano, come nel resto d’Italia i cittadini non vogliono altre discariche e non vogliono inceneritori non solo per la difesa della propria salute ma anche perché sanno benissimo che le discariche ed i “termovalorizzatori” (inceneritori) non risolverebbero il problema dell’emergenza rifiuti.
Bisogna rovesciare questa logica perversa che pretende di risolvere la questione senza avviare da subito la raccolta differenziata spinta e il trattamento meccanico biologico per riduzione immediata degli scarti.
Il primo giugno anche noi saremo a Napoli alla manifestazione nazionale per dire che l’assalto all’ambiente, ai beni comuni, alla salute della popolazione non sta indebolendo ma sta facendo crescere la volontà di opporsi.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 26 maggio 2008

26 Maggio 2008 Pubblicato da filcamstrento | Società Civile | , , , | Ancora nessun commento.