Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Contratti, fisco e lavoro

Il Governo si appresta a varare le prime misure in materia di lavoro (detassazione straordinario e salario variabile) che rischiano incentivare una massiccia elusione fiscale stravolgendo l’attuale sistema dell’Irpef sarebbe pagata da tutti gli altri contribuenti.
Infatti, la detassazione dello straordinario e dei premi variabili andrebbe a modificare l’unitarietà e la progressività del sistema fiscale e quindi salari uguali avrebbero trattamenti fiscali diversi. Altro che riforma fiscale siamo allo smantellamento di quel poco che restava in termini di equità in questo sistema fiscale. Quindi non solo trattamenti diversi per le rendite da capitale (12%) ma anche per la retribuzione derivante da prestazioni straordinarie e/o premi variabili più o meno contrattati con il sindacato.
Ma non dobbiamo, secondo i nostri dirigenti sindacali, scandalizzarci più di tanto in quanto nell’accordo sul welfare erano contenuti gli embrioni delle attuali scelte che questo governo si appresta a varare. Infatti, dalle prime dichiarazioni dei tre segretari generali sembra evaporata nel nulla la richiesta della riduzione delle aliquote irpef sul lavoro dipendente e con essa anche  lo sciopero generale del febbraio scorso che, nemmeno la dichiarazione di Tremonti sulla scomparsa del “tesoretto” è riuscita a rianimare.
In compenso abbiamo una nuova “unità sindacale” che anziché rilanciare la lotta per una politica di incremento dei salari (dove è finita la crisi della 4 settimana?) si confronta con Confindustria sulla riforma del modello contrattuale come se i problemi del salario dipendessero, non dalla distribuzione della ricchezza, ma dal sistema contrattuale.
Una discussione, a mio avviso, tutta interna ai confini dettati da Confindustria che vuole utilizzare le aperture della proposta sindacale per introdurre lo “shopping contrattuale” e quindi definire la centralità dell’impresa anche nella definizione del contratto da applicare o rinnovare.
Non ritengo sia casuale se Confindustria chiede defiscalizzazione degli straordinari e dei premi aziendali variabili, alleggerimento del Contratto Nazionale sia sul piano economico che normativo, eliminazione di vincoli e regole che ingessano il mercato del lavoro, revisione, in peggio, delle norme sulla sicurezza (oggi un lavoratore è stato “assassinato” nell’azienda Marcegaglia).
Obiettivo del padronato e del governo non è solo quello di trarre i maggiori vantaggi da questa situazione di “difficoltà” della Cgil e della sinistra, costringendo il sindacato ad trattativa, perdente, sul modello contrattuale mentre i lavoratori, lasciati sempre più soli, ogni giorno devono misurarsi con il continuo arretramento del potere d’acquisto delle loro retribuzioni, con il peggioramento delle condizioni di lavoro in termini di aumento di ritmi, carichi di lavoro e degli infortuni mortali.
Alla precarietà, nel lavoro e del lavoro, si aggiungono i problemi di carattere ambientale e sociale, dalla casa alla sanità, ma queste questioni sembrano essere sempre più marginali nell’agire del sindacato.
Contro questa logica del “male minore” dobbiamo ripartire dai luoghi di lavoro per rilanciare la lotta e la denuncia in quanto, oggi più che mai, parafrasando un noto giudice di Milano, bisogna resistere, resistere, resistere.
Ezio Casagranda – Filcams Cgil del Trentino
Trento, 20 maggio ’08
 

20 Maggio 2008 - Pubblicato da filcamstrento | Lavoro e precarietà | , , , | 3 Commenti

3 Commenti »

  1. Mi chiedo anch’io dove stiamo finendo come sindacato. Lo scorso lunedì ho partecipato al direttivo generale della Cgil del Trentino: ormai mi sento un pesce fuor d’acqua, lontana mille miglia dalle opinioni dei funzionari presenti. Sembra che un mare ci divida, parliamo di esigenze completamente diverse.
    Oggi ho volantinato alcune fabbriche locali (Cartiere del Garda di Riva, Dana e ZF di Arco) e quando gli operai hanno capito che ero una delgata Cgil me ne hanno dette di tutti i colori! Ecco alcuni esempi:
    “cosa volete ancora, che andiamo a dar via il c…? Ora detassate anche gli straordinari!”
    “bravi: anziché ridurre le imposte sullo stipendio voi volete solo vederci lavorare 12 ore al giorno x qualche euro in più!”
    “vai a volantinare dai pensionati, visto che gli avete fatto votare anche il protocollo di luglio!”
    E non riferisco le altre…Alla ZF un nostro delegato ha addirittura dato le dimissioni dal direttivo Fiom e restituito la tessera Cgil: nonostante questo è stato rieletto nella Rsu come indipendente. Questo significa che i delegati sono ancora vicini ai lavoratori, ma a quanto pare il sindacato viene percepito come distante, vien visto con troppa diffidenza.
    Vogliamo oppure no renderci conto che stiamo perdendo la base dei lavoratori? Vogliamo continuare tradendo le scelte congressuali? Forse qualcuno ha sentino i lavoratori chiedere la riforma del modello contrattuale? Io li sento solo accusare la Cgil di distanza dalle lore esigenze. Come si fa a parlare di riforma del modello contrattuale senza prima aver chiesto con forza il rinnovo dei contratti nazionali scaduti? (il mio da oltre 16 mesi!). Ma cosa volete che ci interessi la riforma del modello contrattuale (che peraltro peggiora le nostre condizioni) quando non sappiamo come fare per arrivare a fine mese!
    Nicoletta

    Commento di Nicoletta Soini | 21 Maggio 2008 | Replica

  2. “Profitti, corsa senza fine. Così ogni busta paga perde 5.000 euro l’anno.” E via a spiegarci come dall’83 al 2005 gli utili delle aziende sono cresciuti dal 23 al 31% del PIL, chiaramente a danno dei salari. Il solito foglio bolscevico? No, semplicemente il titolo del dossier “Imprese e mercati” di Repubblica del 3 maggio scorso, che avrebbe meritato ben altra attenzione e avrebbe dovuto indurre nel gruppi dirigenti del movimento operaio qualche riflessione (magari per evitare qualche firma scellerata). Punto. Inutile aggiungere altro. Una descrizione che raffigura plasticamente la vergognosa situazione che si trova ad affrontare il proletariato. Non partire da qui, non fare i conti con tutto ciò, non vederlo, far finta che non esista, significa TRADIRE i lavoratori e quindi essere AGENTI DEL PADRONATO nella classe operaia. luigi bozzato
    P.S. Da un mese ci tediano con servizi, inteviste e passaggi televisivi alla signora Marcegaglia. Nessuno che, magari in prima serata, le chieda come sia possibile crepare di lavoro a casa sua!

    Commento di luigi | 21 Maggio 2008 | Replica

  3. Credo che in molti conoscano il mito di Cassandra, condannata a dire la verità e a non essere creduta. Quello che resta del più grande partito di massa della sinistra, in Europa, che nel ventennio piuttosto che legittimare un parlamento asservito al fascismo, si autoespulse sull’Aventino, e si oppose alle leggi razziali, oggi tranquillamente, pacatamente ed anche serenamente se le fa scivolare addosso come la melassa stucchevole di rifiuti, sangue, bugie ed oscenità varie che straboccando dai televisori è colata sul cervello di noi italioti che non vediamo altro che quello che ci fa comodo vedere. Il fascismo è qui, adesso e noi non lo vogliamo vedere. Fiorenza Addivinola

    Commento di Fiorenza | 21 Maggio 2008 | Replica


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