Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Verona Libera: No al fascismo

Oggi a Verona ho partecipato ad alla manifestazione organizzata dai migranti non solo per ricordare Nicola Tommasoli, un ragazzo di 29 anni è morto dopo essere stato pestato in pieno centro in maniera selvaggia da un gruppo di cinque ragazzi italiani che frequentano la curva del Verona e simpatizzanti degli ambienti skinhead. Una giornata speciale caratterizzata da due grandi cortei, di cittadini, migranti, precari e studenti, hanno percorso le vie della città per dire basta al fascismo ed la razzismo e a quel clima di odio misto a paura che ha permesso l’omicidio di Nicola. Due momenti diversi ma uniti dallo stesso impegno di tradurre questo sdegno in azione concreta, di passare dal semplice appello ma un impegno costante per combattere a tutti i livelli, nelle istituzioni, sul lavoro e a scuola, quanti seminano odio e cercano di giustificare la mostruosità che hanno contribuito a generare.
In piazza Bra, riconquistata dai cittadini dopo i divieto del 25 aprile, si è trasformata in una grande assemblea popolare dove si sono alternati interventi, testimonianze, letture di poesie, ma fatta anche di una grande voglia di costruire un clima diverso di una nuova convivenza civile e democratica contro  quanti, sindaco Tosi in testa, intendono cavalcare per fini elettorali e personali il clima di paura e di “caccia” al diverso nel quale prolifera la destra reazionario e fascista.
Diritti civili, diritto di manifestare, sicurezza sociale nel e del lavoro, lotta alla precarietà sono obbiettivi comuni che sono stati al centro delle due manifestazioni e su cui deve concentrarsi il nostro operare di tutti i giorni. La precarietà è la madre di tutte le paure e insicurezze che oggi preoccupano gli italiani. Paura di perdere re il posto di lavoro e per i migranti il conseguente ritorno alle miserie dei loro paesi; paura di non accedere a quei diritti fondamentali che sono la casa e la salute a causa delle privatizzazioni dei beni comuni operate in questi ani dai governi e dalle amministrazioni comunali; paura di non farcela ad arrivare a fine mese con il salario sempre più magro ed i prezzi che aumentano vertiginosamente.
Una manifestazione che è riuscita ad andare oltre gli slogan e nel suo percorso lungo le vie di Verona ha saputo parlare e dialogare con la gente ed è arrivata a Veronetta in uno degli spazi più vitali e creativi della città per dire che una nuova cittadinanza è possibile. Veronetta, un quartiere in cui i bambini dei migranti e i bambini veronesi vanno a scuola, giocano e crescono assieme. Un vero esempio di integrazione fra culture e tradizioni diverse, in netto contrasto con un cultura razzista e xenofoba della cosiddetta “Verona bene” che tollera quelle bande di persone, socialmente pericolose, che anche grazie alle politiche del sindaco sceriffo Tosi e i partiti di estrema destra, possono agire mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini in una follia omicida di chi si sente legittimato ad odiare chiunque.
Contrastare il clima di regressione culturale, che è brodo di coltura per la destra fascista e xenofoba, è imperativo per tutti quanti hanno a cuore la democrazia, la convivenza civile e si battono per un mondo migliore, più giusto, più accogliente, senza razzismi e xenofobie. Questo è il messaggio che viene da Verona che con questa manifestazione non solo a detto NO alle politiche razziste ma ha inviato un monito importante a quanti, per puri calcoli elettorali, scimmiottano con queste frange violente e pericolose.
Ezio Casagranda
Trento, 17 maggio

17 maggio 2008 - Pubblicato da filcamstrento | Immigrazione | , | 1 commento

1 commento »

  1. Trovo sbagliato avere fatto due manifestazione perchè tutte le rivendicazioni degli immigranti non possono prescindere dal fare fronte comune con la base della sinistra che ha nel Dna la difesa dei diritti, casa, salari e migliore condizione di lavoro e sopra tutto lotta e resitenza alle politiche razziste.
    Questo vuol dire, per me, che è sbagliato il discorso che hanno fatto ieri gli organizzatori che la politica non centrava. Centra e come. Senza una posizione politica dei migranti con la sinistra x certo con i movimenti, delle mobilitazioni non resta altro che folklore.
    Omar

    Commento di Omar | 20 maggio 2008 | Replica


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