Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

NO TAV:una lotta per il futuro

Pubblicato da filcamstrento su 14, Maggio 2008

Ultimamente si sente spesso parlare di economia e di rapporto costi benefici da valutare a fronte dell’attuale trend di crescita e molte personalità di indubbio spessore insistono nel considerare certa la proiezione in aumento del movimento merci fra nord e sud del Mediterraneo. Economia, sviluppo, competizione fra stati, che pur inseriti in un contesto Europeo  dovrebbero comunque contendersi i corridoi dei flussi delle merci, sia nord- sud che est-ovest dell’Europa. A questo punto sembrerebbe che se perdiamo queste occasioni la nostra vecchia Italia morirà di sottosviluppo a favore di altri stati nostri alleati e fratelli d’Europa.
Chi riuscirà a spiegare ad un semplice cittadino se l’Unione Europea è stata concepita solo su scala puramente volta alle opportunità economiche o se potrà fare propri anche altri valori come l’ambiente, i servizi, la cultura, etc. e poi dobbiamo chiederci quale tipo di merci si vuole continuamente spostare?… Ed a che scopo dovranno continuare a spostarsi in ogni direzione se è così facile costruire tutto sul posto ? 
Ma si dice le multinazionali vogliono de localizzare e disarticolare il processo produttivo usando, di volta in volta, i territori più convenienti. Ma allora non di necessità si tratta ma solo di asservire il territorio, l’ambiente e i nostri diritti all’interesse delle multinazionali. Quindi si cerca di chiamare progresso il profitto e la voracità delle multinazionali
Dei danni ambientali è sempre più difficile parlare non solo perché la conoscenza ed il legame con il territorio si stanno sempre più affievolendo nell’agire quotidiano sia dalle amministrazioni a tutti i livelli che da noi cittadini, ormai sempre più corrosi nella nostra “cultura” dai pressanti messaggi pubblicitari. Ma la barca comincia a fare acqua, e sarà bene che chi a livello istituzionale pensa di continuare a voltare le spalle per non vedere, riesca anche a procurare un salvagente per tutti.
In quanto all’informazione sul tema TAV-TAC ci stiamo accorgendo in molti chi veramente sta usando slogan e stenta ad approcciare ad un serio confronto, un confronto che per fortuna comincia ad essere sempre più richiesto perché i rapporti fra politica ed istituzioni devono cambiare in seguito alla crescita culturale ed alla dignità dei cittadini.
Oggi in Italia una integrazione del trasporto nave/treno/camion non esiste. E questo significa più camion, più pedaggi, più gasolio: chi ci guadagna? Stato,Fiat, società autostradali, petrolieri mentre i camionisti si ritrovano a competere sulle strade senza soste e senza orari per un pugno di euro.
A quando una programmazione nazionale dei trasporti ?
Ma per non affrontare queste semplice cose si continua a parlare della necessità di costruire grandi opere la TAV/TAC, di inceneritori e ora, dopo la vittoria della destra anche di nucleare sicuro. E magari qualcuno, vedi Schmidt, ci vuole spiegare che dobbiamo fare la TAV perché oggi non si vuole affrontare la questione trasposti sull’esempio degli altri paesi europei.
Franco Tessadri e Ezio Casagranda
Trento, 14 maggio 2008

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