L’Europa dei capitali
Pubblicato da filcamstrento su 13, Maggio 2008
Giorgio Cremaschi: “L’ossessione della Banca Europea contro i salari e le sentenze della Corte di giustizia a favore della precarietà del lavoro, chiariscono che questa Europa è contro i lavoratori.”
“Ancora una volta la Banca Europea si esprime ai suoi massimi livelli contro l’aumento dei salari. In un momento nel quale i profitti crescono, così come le ingiustizie sociali e i salari, soprattutto in Italia, sprofondano, questa posizione è di un’iniquità sociale senza precedenti. Tuttavia, questa dichiarazione ha un doppio pregio. Da un lato chiarisce che in Europa l’attacco al contratto nazionale e alla contrattazione avviene nel nome del legame sempre più stretto tra salario e produttività. Per cui il documento Cgil, Cisl, Uil è solo un arretramento rispetto a quest’offensiva. Inoltre questa presa di posizione ha il pregio di chiarire che l’Unione Europea che sinora si è costruita, è sempre più una diretta avversaria del mondo del lavoro. La Banca Europea, con la sua ossessione contro i salari da un lato, le sentenze della Corte di Giustizia che distruggono i contratti nazionali dall’altro, dimostrano che l’Europa che si sta costruendo non è quella dei diritti, ma quella del mercato e della libertà d’impresa.”
“Il movimento sindacale deve esplicitamente schierarsi contro questa costruzione europea, non in nome del nazionalismo o del regionalismo, ma in nome dello stato sociale e dei diritti contrattuali dei lavoratori, che sono uno dei più alti patrimoni del continente, patrimoni che la dissennata politica delle istituzioni comunitarie sta distruggendo.”
“Questa Europa è avversaria dei lavoratori, se si vuole impedire la xenofobia e la guerra dei poveri nel continente, bisogna mettere in discussione alla radice la cultura e i poteri che governano oggi l’Unione.”
Roma, 13 maggio 2008
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