Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Chiuso per ritorsione

Chiude negozio per rappresaglia 
Spaggiari peggio dei vecchi padroni delle ferriere:
Se osi alzare la testa ti licenzia
 
Il padron M. Spaggiari ha chiuso il negozio di Pergine per rappresaglia nei confronti delle lavoratrici che hanno “OSATO” chiedere di essere pagate regolarmente come previsto dagli accordi vigenti e di poter “SAPERE” quando possono andare in ferie con i loro familiari.Padron Spaggari in spregio a qualsiasi norma si rifiutava di definire la fruizione delle ferie e pretendeva che le lavoratrici, come accade in qualche altro negozio, continuassero a lavorare anche se lui (il, PADRONE) non erogava la paga mensile.Un concentrato di arroganza senza precedenti che va condannato  e contrastato a tutti i livelli. Non è tollerabile questa tracotanza, questa protervia mista a insolenza nei confronti delle lavoratrici che hanno il solo torto di rivendicare i propri diritti di lavoratrici e di cittadine. Diritti sanciti dai contratti e dalla Costituzione che Spaggiari ha stracciato in faccia a tutti noi cittadini.Per questo oggi, siamo qui a Rovereto a chiedere la tua solidarietà, per dire che i cittadini di Rovereto non condividono queste prepotenze da fine ottocento e per isolare l’atteggiamento arrogante e  sfrontato di un PADRONE che pensa che le lavoratrici devono solo lavorare, tacere e subire i suoi soprusi.Difendere queste lavoratrici significa difendere anche i tuoi figli, i giovani e quanti in questo mondo di precarietà sono costretti a subire situazioni simili alle lavoratrici di Pergine.Un atteggiamento, quello di Spaggiari, che ci riporta alla cruda realtà dello scontro fra Capitale e lavoro e per giunta queste lavoratrici non possono trovarsi un marito miliardario per risolvere i loro problemi e quindi devono contare solo sulla loro determinazione e sulla tua solidarietà .
Le lavoratrici  - La Filcams Cgil del Trentino
Trento, 22 marzo 2008

23 Marzo 2008 - Pubblicato da filcamstrento | Comunicati Filcams | , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. Chiedevano di essere pagate, il proprietario chiude il negozio e le licenzia
    Sabato 22 marzo 2008 19:44 Rovereto (TN) – Picchetto alla M.S. Abbigliamento contro i licenziamenti
    Presidio di FILCAMS e CS Bruno davanti ad un negozio della catena MS
    Global Project Trento

    ROVERETO (TN) – Davanti al negozio della catena M.S.-Abbigliamento, in attesa dell’apertura pomeridiana, non c’erano i soliti clienti ma i lavoratori del sindacato Filcams-Cgil e gli attivisti del Centro sociale Bruno.
    Appena si sono alzate le serrande, davanti alle porte di ingresso si sono posizionati bidoni della spazzatura e sono stati accesi fumogeni, mentre altri distribuivano volantini in cui si spiegava il perché di questa protesta.
    “Il padrone di questi negozi – spiegava un sindacalista alle signore che avrebbero voluto entrare e fare le consuete compere del sabato – ha messo sulla strada quattro ragazze licenziandole soltanto perchè chiedevano che fossero rispettati i loro diritti”. Un’argomentazione convincente che ha trovato la solidarietà di molti clienti del negozio che hanno preferito non entrare e condividere così le ragioni dei manifestanti.
    Ezio Casagrande, il sindacalista della Filcams, ci spiega cos’è successo in modo dettagliato e deciso. “Si chiama Spaggiari il titolare della M.S. Abbigliamento, un vero e proprio padrone delle ferriere che piuttosto che soddisfare le richieste legittime delle sue dipendenti preferisce chiudere il negozio di Pergine Valsugana (divenuto famoso alle cronache per la vicenda di Rossella) e licenziarle in tronco”.
    “Queste quattro ragazze – continua Casagrande – chiedevano di essere pagate regolarmente e di poter conoscere il piano ferie come sancito dagli accordi vigenti. Come risposta, il negozio di Pergine è stato chiuso e loro sono senza lavoro”.
    Appena saputo della decisione dei dirigenti dell’azienda è partita la mobilitazione che ha preso di mira il negozio di abbigliamento di Rovereto che fa parte della stessa catena commerciale, la M.S.
    Un presidio che ha assunto i tratti di un vero e proprio picchetto quando si invitavano i clienti a non entrare “per non essere complice di chi licenzia i dipendenti che chiedono i loro diritti” – come dicevano i manifestanti di oggi.
    Tutta l’azione è stata colorata da petardi e fumogeni che sono entrati anche all’interno dei locali dell’esercizio commerciale. Polizia e carabinieri non hanno potuto fare altro che constatare l’alto tasso di rabbia che esprimevano bene le ragazze licenziate presenti davanti al negozio.
    La M.S. Abbigliamento di Rovereto, oggi pomeriggio, non ha incassato nulla. Il negozio è stato invaso dall’odore e dal colore dei fumogeni e molti roveretani hanno capito – come è scritto sul volantino distribuito – che “difendere queste lavoratrici significa difendere i nostri figli che in questo mondo di precarietà sono costretti a subire situazioni di sfruttamento come quelle avvenute alla M.S. Abbigliamento di Pergine Valsugana.

    - Galleria fotografica

    Ascolta le interviste a Rossella e Diana, due commesse licenziate, che descrivono la situazione di estrema precarietà lavorativa delle lavoratrici del M.S. Abbigliamento. Rossella, inoltre, denuncia che il datore di lavoro ha deciso di chiudere il negozio solo perché le dipendenti, in sciopero, chiedevano di essere pagate puntualmente e maggiori diritti lavorativi.
    - Rossella [ audio ]
    - Diana [ audio ]

    Commento di Globalproject Trento | 23 Marzo 2008 | Replica

  2. Ma bene, l’insolente purtroppo è in buona compagnia. La solita vecchia storia, i ricchi se ne fottono e pensano di essere furbi e potenti, ma senza quelli che lavorano davvero non potrebbero fare nulla. L’unica lotta che non si vince è quella che non si fa. Grazie alle lavoratrici che lottano per se stesse e per tutti noi e il nostro futuro.

    Commento di Werner | 24 Marzo 2008 | Replica


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