Filcams Cgil del Trentino

Contro tutte le precarietà

Uniti si può

Pubblicato da filcamstrento su 21, Marzo 2008

SCIOPERO PER IL CONTRATTO NAZIONALE
Oggi è un giorno speciale, non solo è il primo giorno di primavera ma è il giorno del cambiamento. Non mi sarei mai aspettata di arrivare davanti alla Coop alle 9 di mattina e trovarvi una folla di gente che impediva di fatto l’entrata alla super Coop di Trento.
Di fatto mi ero preparata a trovarmi con alcuni colleghi al bar accanto alla Coop, pensando di fare colazione e poi esibendo in segno di protesta verso il nostro mancato rinnovo del contratto nazionale del commercio, la bandiera. Con immenso stupore mi sono trovata davanti un’ immensa folla, perlopiù formata da giovani che inneggiava alla protesta legittima di rinnovare il proprio contratto di categoria. L’unico in grado di tutelare realmente le condizioni di vita sul posto di lavoro.
Devo ammetterlo, ero perplessa, non avrei mai pensato che i tempi fossero maturi, ma con immenso stupore mi sono trovata a fare da spettatrice “passiva” lasciando spazio finalmente a lavoratori come me stanchi di soprusi e ricatti atti alla loro persona. Eravamo tanti, nonostante la male organizzazione,(come delegati avremmo potuto fare di più), organizzati meglio avremmo potuto pubblicizzare e distribuire volantini informativi nei vari punti vendita, organizzare gazebo infornati vi in centro città, ecc..
Ma nonostante tutto è stato un successo. Alla faccia di chi, pensando in un flop si è chiuso in una sala asettica nei pressi di Bolzano facendo il punto della situazione e di fatto rendendosi invisibile alla base dei lavoratori che sta aspettando solo qualcuno che ci creda, qualcuno da seguire, insomma….un leader che sappia motivarli.
Il periodo storico che stiamo attraversando è duro, tutti ci stanno dicendo nuovamente di fare sacrifici,di piegarci nuovamente al potere aziendale, che sembra sempre ci faccia un favore ad averci assunto, a far si che grazie a loro ci si possa mantenere.
Ma nessuno ci insegna che per le aziende siamo un valore, che siamo noi ad interagire con il cliente, che siamo noi a creare affiliazione presso i punti vendita, che siamo noi a metterci la faccia davanti al cliente anche quando interiormente non avremmo voglia di ascoltare e rispondere.
Ma questo valore non viene riconosciuto, le aziende lo danno per scontato. Siamo noi che siamo un valore e come tali dobbiamo essere rispettati e tutelati. Ricordiamoci che le aziende guadagnano grazie noi, ed allora presentiamo il conto. Pretendiamo orari fissi che non ci rendano schiavi delle aziende e del mercato, pretendiamo che le ferie le decidiamo noi in base alle nostre esigenze, e non in base alle esigenze aziendali.
Pretendiamo un salario equo alle condizioni di vita attuali e non l’elemosina che ci obbliga a straordinari o al lavoro domenicale che, la sottoscritta non si è mai piegata a fare, dando di fatto la possibilità di lavorare ad altre persone.
Sono contenta di quello che è successo oggi e spero non sia solo un’oasi nel deserto, spero ci sia continuità.
Ricordiamoci che siamo una forza, che il commercio al dettaglio non si può delocalizzare, e che sul territorio siamo sempre noi a spendere. Ossia la famosa economia gira grazie a noi.
Richiediamo diritti e salario e rivendichiamo l’importanza del contratto nazionale, che deve diventare ancora più importante e meno interpretabile.
Uniti si può.
Swetlana Delegata Orvea
Trento, 21 marzo 2008

2 Risposte a “Uniti si può”

  1. Werner Dice:

    Uniti si può. Anche a Brescia è stata una bella mattinata presidio davanti all’ikea. Non abbiamo bloccato nulla ma vedere i lavoratori darsi da fare per spiegare ai clienti in arrivo le nostre ragioni è stato bello. L’unità dei lavoratori si respirava. Tanti i clienti, anche con il macchinone, che per solidarietà nei nostri confronti hanno girato la macchina e se ne sono tornati a casa, raccogliendo il nostro applauso. Qui puoi vedere qualche foto.

  2. Fiorenza Dice:

    Anzola 29.03.08
    Ai Segretari Generali dei Sindacati
    Filcams Fisascat Uiltucs

    Perché questo silenzio?
    E’ importante valorizzare e non vanificare il risultato dello sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e della distribuzione cooperativa del 21 marzo scorso ed è importante non disperdere il paziente lavoro di delegati e funzionari fatto per ricucire rapporti e coinvolgere anche le fasce emarginate ed indifferenti di quanti non si sentono rappresentati. Se è vero che aumentano gli iscritti, almeno per quanto riguarda Filcams, ricordiamoci che si fa anche in fretta a perderli.

    Ai lavoratori non interessa aspettare, mentre è assolutamente strumentale da parte datoriale attendere l’esito delle elezioni politiche, allontanando il rinnovo dei CCNL con i 50 euro anticipati dalla cooperazione ed i 55 euro erogati unilateralmente dalla Confcommercio alla vigilia dello sciopero. Sarebbe grave per il sindacato accettare tale logica, in netta contraddizione con le tanto sbandierate dichiarazioni di autonomia.

    E’ un fatto assolutamente inconfutabile che le aziende commerciali piccole, medie e grandi hanno speculato sulla moneta unica e hanno sfruttato al meglio precariato e flessibilità, è ora di restituire, è ora di valorizzare il lavoro dei livelli più bassi, visto che i dirigenti ci hanno già pensato a valorizzare il loro.

    Lavoratrici e lavoratori vogliono un po’ di schiena dritta, vogliono dei risultati che rispondano alle aspettative, se necessario sono pronti per un altro grande sciopero, “damose da fa”

    Fiorenza Addivinola, Rsu Centrale Adriatica, sito di Anzola

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